Aquile

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Ed Warner arrivó al terzo piano del grande edificio che ospitava il management della Yokohama Flügels.

Aveva ancora i postumi del jet-lag, un grande mal di testa e stanchezza fisica.

Era reduce, con il resto della squadra, dal tour europeo. L'ultima tappa era stata la Spagna, e nel Sud Europa aveva messo le basi per il suo futuro in quel continente.
L'incontro con il general manager del Porto era stato positivo: erano interessati a lui, molto interessati, visto che l'allenatore della squadra era un estimatore delle sue doti acrobatiche ed era rimasto piacevolmente sorpreso anche di vederlo schierato come attaccante in Nazionale.

Avevano perció messo sul piatto un abbozzo di offerta, e a lui non era rimasto che dare un iniziale assenso al cambio di squadra.
Ma erano parole, per il momento.

Non aveva firmato nulla, nè aveva contattato il suo agente, perché c'era il piccolo particolare del rapporto con i Flügels.
Era Arthur Sawyer a doverlo cedere.

E proprio il suo attuale Presidente era la persona che lo aveva convocato, quel lunedì mattina, per discutere della situazione.

Ed era teso.

Gli ultimi sette anni a Yokohama erano stati positivi: tre campionati vinti, lui ormai titolare inamovibile e idolo dei tifosi, ottime condizioni economiche... che negli anni miglioravano sempre.

Sawyer non se lo sarebbe lasciato soffiare senza combattere.
Ma lui aveva un progetto e quel progetto era trasferirsi fuori dal Giappone, in campionati seri e difficili.

Si massaggió la fronte, preparandosi a un colloquio stressante.

Marty, nel frattempo, non si era fatta sentire. Aveva calcolato anche questo. Non poteva pensare che mandasse all'aria la sua relazione con Mark in uno schiocco di dita. Ci voleva tempo, per quella particolare situazione, tempo e discrezione. Era fiducioso che qualcosa sarebbe comunque successo. Ormai la ragazza era stata informata dell'incontro fra lui e quella tizia del softball e se Ed la conosceva come credeva di conoscerla, ció avrebbe portato a una valanga di conseguenze.

Non era stato bello verso il suo vecchio amico, ma la sensazione che aveva provato quando aveva letto quell'articolo non gli aveva permesso di agire diversamente. Non avrebbe permesso a Mark di prenderla in giro. Non dopo aver rinunciato a lei con un faticosissimo passo indietro.
Rinchiudere Marty in una monotona vita da casalinga in Italia, e nel frattempo incontrare di nascosto quella Maki Akamine onnipresente, della quale Ed non sapeva molto se non che covava una probabile ossessione per il suo amico.

Perfino un cretino lo avrebbe capito. E perfino Naty gliel'aveva detto.
Sai Ed, quella è venuta a casa nostra, io l'ho spiata da dietro la porta, non ho voluto salutarla...sono stata scortese ma non mi interessa!  È venuta qui come fosse una regina, mamma l'ha fatta entrare e chiacchieravano in cucina come suocera e nuora...mi è venuta una rabbia guarda! Lì non ci doveva stare lei, ci doveva essere Marty! Non me ne frega niente se è una campionessa olimpionica, per me è una falsa, ha finto di essere gentile con mamma solo per infilarsi in casa nostra, ancora!

mi è venuta una rabbia guarda! Lì non ci doveva stare lei, ci doveva essere Marty! Non me ne frega niente se è una campionessa olimpionica, per me è una falsa, ha finto di essere gentile con mamma solo per infilarsi in casa nostra, ancora!

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