Fuochi d'artificio

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"Come mai ci sei solo tu in casa?" fu la domanda che Marty fece al fidanzato Mark Lenders, appena varcata l'uscio della camera. "...e la porta d'entrata era aperta."

Il ragazzo era sdraiato sul letto, intento a leggere una rivista sportiva. Si voltó a guardarla. "Ah ...ben tornata eh! A quest'ora?"

Erano le undici passate. Marty aveva riacceso il cellulare dopo aver parcheggiato e spento la macchina, proprio davanti casa loro.

"Con Kibi è andata per le lunghe: prima ha voluto pranzare fuori, poi ha voluto farsi un giro per negozi in centro, e poi mi ha chiesto anche di cenare in un locale qua vicino. Ho spento il telefono perché non volevo essere disturbata, mi dispiace. Non la vedevo da così tanti anni..." mentì subito. "Non sei seccato, vero?"

"Avevi spento il cellulare? Non ti ho chiamata, non lo sapevo neanche." rispose lui, sfogliando le pagine. "E che ti ha raccontato Kibi?"

Marty deglutì. "Ma niente...come va la sua vita a Tokyo, il tirocinio per il lavoro... e i suoi guai con gli uomini. Ha frequentato un collega di corso per due anni, ma poi l'ha mollato perché questo in segreto chattava con una ragazzetta conosciuta via Instagram...poverina. Ci pensi?"

"La sua solita fortuna." commentò Mark. "Almeno hai passato una giornata diversa."

"Sì, ma...come mai tua madre e i ragazzi non sono in casa?" chiese ancora Marty, un po' sollevata di vederlo tranquillo. Si era aspettata un interrogatorio coi fiocchi, al quale probabilmente non avrebbe retto. Era ancora sottosopra per l'avventura con Ed.

"Sono andati a vedere i fuochi d'artificio. Avranno lasciato la porta aperta per sbaglio, tanto comunque in casa ci sono io." rispose lui, chiudendo la rivista. "C'è una bella novità: Ted pare intenzionato a iscriversi all'università di Yokohama, finalmente ha capito di dover crescere. Domani andiamo insieme per vedere come funziona l'immatricolazione. C'è una formazione di baseball nell'ateneo. Vuoi accompagnarci?"

"Ottimo! Mi fa davvero piacere, certo che ci vengo, sì!" esultò lei. "È davvero sicuro??"

"Pare di sì. Essendo poi la sede qui in cittá, potrebbe rimanere a vivere con mia madre. E sarebbe un vantaggio." rispose Mark. "Sono sollevato, devo dire." incrociò le braccia sotto alla nuca. "...se mio fratello ritrova la concentrazione, farà cose importanti."

"Ma sì che le farà. Siete una famiglia forte, non ho mai pensato neanche per un momento che qualche problema davvero grosso potesse piombarvi addosso e travolgervi. Andrà tutto bene d'ora in poi...vedrai." lo rassicuró Marty.

"E io e te ora possiamo pensare a Settembre. Manca così poco. E poi saremo marito e moglie. Quasi non mi pare vero." sorrise lui, guardando il soffitto... "La mia famiglia. Avró una casa tutta mia."

Marty sentì il cuore stringersi a quelle parole. Il suo fidanzato era così contento alla prospettiva di costruirsi un suo nido, che sembrava addirittura estatico.

E lei...lei...

"Tu, come futura signora Lenders, dovrai anche imparare a gestire i giornalisti. Cercheranno di avvicinarti in Italia, specie i primi tempi a Torino. Ci sarà curiosità attorno a noi. E devi essere preparata, perché per vendere giornaletti tenteranno di costruire scandali. Non rispondere mai a domande su noi due, sulla nostra vita privata. Ok?" disse il ragazzo. "Andranno a scandagliare il nostro passato. Ti chiederanno come ci siamo conosciuti e cose così. Tu sii evasiva."

"Che ansia!" si agitó Marty. "Ci siamo conosciuti al liceo, che c'è di strano?"

"Voglio dire che...ecco potrebbero tirare fuori la mia amicizia con Maki. I cronisti sono tremendi, arrivano a trovare qualsiasi mezzo per mettere un VIP sulle copertine. E purtroppo lei si è giá lasciata scappare qualcosa con la stampa italiana." aggiunse lui.

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