Alle quattro di pomeriggio di quel venerdì, Marty Laughton era ormai stanca di aspettare nel bar.
Dalla finestra del locale, continuava a guardare verso il grattacielo. Si chiese che cosa si stessero dicendo quei due giovani uomini, che in modi diversi avevano segnato così tanto la sua vita. Aveva abbastanza fiducia in Mark: nonostante fosse una testa calda, aveva un suo equilibrio. Sapeva bene quando fermarsi.
Chi non la lasciava tranquilla, invece, era Ed Warner. La sua imprevedibilità, il suo carattere tempestoso, avrebbero potuto far degenerare quella discussione. Lo conosceva bene, lei. L'aveva conosciuto in tutti i suoi aspetti, anche i peggiori.
Venne presa da un'improvvisa inquietudine. Andò al bancone del bar, pagó il suo tè freddo, e decise che era venuto il momento di fare la sua comparsa al diciassettesimo piano.
Attraversó la strada, col cuore che batteva a mille nel petto, e salì i gradini che la portavano all'entrata del grattacielo.
Dentro, quel palazzo era ancora più spettacolare, se possibile. C'era una grande reception alla quale erano seduti tre uomini in divisa: lei fece per andare verso l'ascensore, ma venne apostrofata. "Signorina, mi scusi!" disse uno dei tre." Dove sta andando?"
Lei si bloccò. "Dovrei salire da un inquilino, Ed Warner. Sono una sua amica, e il mio fidanzato è salito da lui prima di me. Credo che l'abbiate visto."
Il tizio guardò un bloc-notes davanti a lui. "Sì, Mark Lenders? Aveva infatti un appuntamento col signor Warner. Mi scusi, lei comunque non può salire. Devo avvertire, prima. Deve capire che abbiamo regole ferree sugli ingressi al grattacielo. Specialmente per quanto riguarda gli inquilini, diciamo, illustri. Il signor Warner poi non desidera essere disturbato. Arrivano decine di fans per lui quasi tutte le settimane e lasciano lettere e regali. Ci chiede di trattenere tutto qui e poi con calma viene lui a ritirare le cose. Se mi lascia qualche secondo comunque lo chiamo, poi sarà autorizzata a salire."
"No guardi, allora lasci perdere. Preferisco aspettare seduta qui. Posso accomodarmi a quelle poltrone, me lo concedete?" chiese Marty, infastidita. Era già parecchio nervosa per quella misteriosa conversazione che Mark e Ed stavano avendo in casa sua, e quel comportamento brusco della security le pizzicò un nervo scoperto.
"Certo, questo può senz'altro farlo. Si accomodi pure lì e se desidera dietro quell'angolo ci sono delle macchinette che distribuiscono bottigliette di acqua naturale e anche snack. Ribadisco le mie scuse, ma qui c'è un regolamento." replicó il tale. Poi tornó a sedersi, continuando a squadrarla da lontano.
Marty alzó una mano come a dire: non importa, e si rassegnò ad aspettare. Guardó il suo orologio da polso, era passata un'ora piena.
Sentì lo stomaco annodarsi di nuovo.
🪷🪷🪷
"Ma tu senti senti cosa viene fuori..." commentó Ed, ironico."... lo sapevo. Bastardo che non sei altro. Lo sapevo!"
"Non ho ancora finito." rispose Mark. "Hai detto che sei disposto ad ascoltarmi? E allora voglio dirti tutto. Mi aprirò con te in modo totale, e lo faccio perché tu, in fondo, anche in queste ultime settimana hai aiutato la mia famiglia. È stato per via del tuo bel discorso che mio fratello ha deciso di restituire tutta quella merce a quei delinquenti. Mi tocca ammettere che l'hai fatto ragionare, forse anche meglio di quello che avrei fatto io. Hai tolto i miei da un possibile, enorme problema, e per questo meriti un briciolo di quel rispetto che ormai ti stavi giocando, con me."
"Sì, comunque non mi va di ascoltare il resoconto del tuo tradimento. Perciò fermati qui, per favore." lo interruppe Ed.
"E invece ascolterai. L'eccitante conclusione di tutta quella situazione fra me e Maki non è quella che ti immagini nella tua testa contorta. Sì, lei ha tentato un approccio fisico con me, ma l'ho fermata. Mi sono alzato in piedi, e le ho detto di smetterla. Non ha insistito. Poi ha guardato l'orologio, aveva il treno del ritorno da prendere. Così si è alzata, ha messo in spalla la sua borsa e se n'è andata. Prima della sua partenza dall'Italia, mi ha raggiunto una seconda volta ed è stato in quel momento che...insomma è stato il momento in cui ci siamo detti addio per sempre. È passata per un ultimo, definitivo saluto di persona prima di eclissarsi nel suo mondo. Così sono andate le cose. E tu hai messo in piedi un casino della malora basato sul niente."
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Rose Tea
FanfictionDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
