"Due volte?" chiese Ed, facendo un cenno a Mark. "... sei sicuro di non volerti sedere sul divano? È più comodo per le confessioni, stare seduti."
"Vai al diavolo." rispose bruscamente l'altro.
Il portiere sorrise, sardonico, e fu lui a sedersi accavallando le gambe. "... la trama si infittisce comunque. Continua pure, hai tutta la mia curiosità."
"... mi ha cercato lei. Appena arrivata a Bologna, mi ha mandato un messaggio WhatsApp, scrivendo che aveva necessità di vedermi, e che era stata qui a Yokohama. Aveva parlato con mia madre, ed era venuto fuori qualcosa di grave riguardo a Ted. Mi sono preoccupato e le ho scritto di raggiungermi, dandole il mio indirizzo. Sapevo che sarebbe stato stupido vederci in un locale pubblico vicino a casa mia a Reggio. Qualche cretino ci avrebbe potuto fare una foto col telefono e metterla sui social. Ormai anche Maki è famosa, i gossip su noi due si sarebbero scatenati. Così mi sembrò logico chiederle di salire, non ci vidi nulla di male."
Mark raccontava tutto questo guardando fuori dalla finestra, sembrava quasi che non volesse incontrare gli occhi dell'ex amico. Ma non si fermò. ",... quando lei salì in casa mia, le offrii un caffè. Ci sedemmo sul divano e lei tiró fuori dalla borsa la maglia autografata per mio fratello. E poi mi raccontò tutto, la sua visita a casa di mia madre e quello che le aveva detto, le sue preoccupazioni. Io ero scioccato, lì per lì sentii solo una grande rabbia nei confronti di Ted. Lei procedeva col resoconto, e io rimanevo senza parole. Maki si è accorta del mio turbamento, mi ha preso una mano fra le sue, e mi ha guardato dritto negli occhi."
A quel punto il ragazzo si giró a squadrare Warner, ma sembrava che non riuscisse a parlare, sembrava bloccato in attesa di trovare la formula adatta per raccontare quello che voleva raccontare. Quello che a quel punto era inevitabile per lui rivelare.
Ed si accorse delle sue difficoltà, così cercò di incoraggiarlo. "Mark, ci conosciamo da tantissimi anni. Si può dire che siamo cresciuti insieme, ci siamo conosciuti alle elementari. Io e Danny eravamo i compagni più legati a te, e io in particolar modo sentivo affinità col tuo carattere, così simile al mio. Tu mi somigli molto, Mark. Abbiamo la stessa cocciutaggine, la stessa incapacità di seguire le regole, la stessa propensione a fare di testa nostra. Io ho sfidato mio padre per poter giocare a calcio mettendo da parte il karate, e ce l'ho fatta. Tu hai sfidato la povertà, mettendoti a lavorare a dieci anni per procurarti gli spicci necessari a pagare i corsi di Jeff Turner. Abbiamo entrambi lottato contro il destino. Mai mi sono girato contro di te, mai ti ho fatto del male. Perché ti ho sempre considerato un esempio, un esempio di lealtà ed integrità. Questa è la prima volta che ho fatto qualche cosa che può nuocerti. Te l'ho detto anche prima, nei tuoi confronti sono colpevole. Se l'ho fatto, è perché ho il tragico sospetto che tu abbia messo quella onestà di fondo che ti appartiene in un angolo, e te ne sia dimenticato. Perché adesso non vuoti il sacco con me, liberati! Io lo so che questo peso ti dà fastidio. Tu non sei abituato a giocare sporco alle spalle degli altri."
Mark fece una smorfia sarcastica. "A te importa solo di riavere Marty, non fai che pensare a questo... ma com'è possibile che ti sia venuta un'ossessione così pesante nei suoi confronti? In questi anni non hai conosciuto alcuna donna che ti abbia fatto innamorare?"
Ed annuì. "Sì, ci ho provato. Ho vissuto in questo appartamento un anno intero insieme a una bellissima ragazza coreana, un'indossatrice professionista. Bella da togliere il fiato. Ma non ha funzionato, anche perché a un certo punto ho iniziato a prendere in considerazione l'idea del matrimonio, mi sono chiesto come avrei potuto passare gli anni della mia vita insieme a una ragazza così. Una volta messo il calcio da parte, il mio prossimo impegno della vita sarà prendere in mano il dojo di mio padre, diventare istruttore a tempo pieno. Tornare a Tokyo. Ero abbastanza sicuro che una come Kim non ce l'avrebbe fatta a reggere quella vita, a lasciare il jet set a cui è abituata, il mondo della moda, gli eventi in società per diventare una madre e la moglie annoiata di un istruttore di karate. Marty invece, ci sarebbe stata bene lì a Tokyo con me. Era già innamorata della mia casa, Quelle volte che è venuta da noi passava minuti interi in silenzio incantata a guardare il mio giardino. Amava tutto della nostra proprietà di famiglia, avrebbe adorato immergersi in quel mondo. Era già entrata nel mio universo."
STAI LEGGENDO
Rose Tea
FanfictionDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
