Rose Brandy

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"Buongiorno." disse Naty, raggiungendola il mattino seguente sulla panca che avevano in giardino.

La ragazza si era alzata presto, dopo una notte quasi insonne e piena di pensieri, che l'avevano messa in uno stato di agitazione insopprimibile. Stava aspettando Mark e Ted, che quel giorno sarebbero andati a visitare l'università cittadina.

"...quei due sono più lenti di una tartaruga! Mi sa che manca ancora un po' prima che escano." le disse Naty.

"Pazienza." rispose l'altra. "Buongiorno Naty. Non sono tanto in forma."

"Non hai dormito, eh? Hai le occhiaie." fece la sorella di Mark. "Fa troppo caldo qui. Infatti il prossimo week end me ne vado al mare con un'amica. Uno dei vantaggi di Yokohama è che ci sono un sacco di spiagge carine nei dintorni."

"Eh già...e il mare è così pulito..." replicó Marty, che non si sentiva affatto in vena di parlare.

Nathalie rimase zitta per qualche minuto, poi non riuscì a resistere e finì per tornare al suo argomento preferito: "So che Mark ha incontrato Ed qualche giorno fa."

L'irlandese si irrigidì. "Sì. È vero."

"Ne parlava con mia madre in cucina. Non viene più da noi, da quando ci ha aiutato col problema di Ted. Alla fin fine stato lui a fargli passare tutte le fregole dalla mente. Si sono parlati molto, qui dove siamo sedute noi."  raccontó Naty. "Ed è sempre così calmo e pacato. Diverso da mio fratello, non l'ho mai visto arrabbiato o scontroso."

"Diciamo che è meno lunatico, forse." rispose l'altra, di malavoglia. "Ma hanno aspetti in comune."

"Ricordo quando lo vidi a casa nostra, a Tokyo, la prima volta. Io avevo appena cinque anni, ma rammento tutto molto bene. Era così timido. Aveva i capelli più corti e quel berretto grigio, che gli nascondeva mezza faccia.  Si sedette sul nostro divano mentre Mark gli prendeva qualcosa da bere, e si guardava attorno spaesato. Ted inizió a rompergli le scatole subito con domande sul calcio, e lui sorrideva e rispondeva anche alle più sciocche. Era molto educato. Credo che mi presi subito una cotta per lui, anche se ero una bimba. Non mi è mai passata." ammise Naty.

"Ti passerà. Quando ti innamorerai sul serio." replicó Marty. E tu di Ed non sai davvero niente. Ma proprio niente, cara. E nemmeno di me.

"Non ne sono certa. Il fatto è che quando lo vedo mi sembra sempre più interessante. È così protettivo con noi...se non ci fosse stato Ed, mia madre...non avrebbe ricevuto le cure ospedaliere di cui aveva bisogno. Non ci saremmo trasferiti così agilmente a Yokohama... lo sai che ha trovato lui questa casa? Mark l'ha pagata, ma Ed gli ha consigliato questo quartiere e questa abitazione." continuó Naty. "E lo ha fatto senza aspettarsi ringraziamenti, come fossero cose facili e scontate per lui. Io vorrei un ragazzo così nella mia vita, che si prenda cura di me. Non è facile trovarlo...lui è speciale, ne sono convinta."

"Sì ha un lato generoso. Lo so. Ma Naty....non puoi dire di essere innamorata. Non lo conosci. E poi è molto più grande di te, e frequenta un certo ambiente...capisci.  Puó avere tutte le donne che vuole." disse, con un certo imbarazzo. Era dura per lei parlare del portiere, dopo quello che era successo. Ma non doveva tradirsi.

"Lascia stare...quando frequentava quella coreana ho pianto molto. Sono stata male, erano spesso sui giornali. Lo so anch'io che per lui è uno scherzo trovarsi una bellissima donna...ma infatti non ti pare strano che sia single?" chiese la ragazzina.

"Eh...non so. Puó essere che frequenti una persona e a noi non lo dice. Magari la tiene segreta." tentennó Marty.

"Noo... mio fratello lo saprebbe. Sostiene che il suo problema è proprio che è troppo solo, e poi quando ho chiesto di più ha cambiato discorso. Credo che non gli vada affatto che io sia invaghita di un suo amico!" sorrise Naty.

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