"Signorina Kumiko, spero non abbia atteso troppo.", esordì Maki, in piedi davanti a Marty, che aspettava seduta. "...trovo la tua scelta di presentarti con questo nome sottilmente ironica. È per caso un invito a riaprire vecchie questioni, che persone adulte dovrebbero essersi lasciate alle spalle?"
Lentamente, la ragazza bionda si tolse gli occhiali. "... credo che possiamo dire così, retorica a parte. Oggi si chiude il cerchio." si alzó e finalmente i loro occhi si incontrarono.
Lo sguardo che si scambiarono era pieno di rancore reciproco, gelosia e un mare di emozioni sopite per anni, e in quel momento libere di venire fuori in tutta la loro spontaneità.
"Evitiamo le strette di mano. Ci conosciamo già, seppure non di persona. Ti chiedo di raggiungermi fuori, in giardino. Vorrei un po' di privacy e la hall di un albergo non è il posto adatto." continuó Marty.
"Come desideri." rispose l'altra. Prima peró si diresse verso la reception, per consegnare il suo borsone all'accettazione. "...per cortesia, lo tenga qui qualche minuto. Vengo poi a prenderlo."
L'impiegato rispose: " Certo. Se vuole, abbiamo una stanza delle riunioni libera. Se desiderate discrezione, potremmo...."
"Va bene così. Stiamo fuori. La ringrazio." ribattè Maki, poi prese un lungo respiro e si giró di nuovo verso la visitatrice, che nel frattempo era uscita nell'elegante cortile dell'albergo.
Quindi, quella era il Grande Amore di Mark.
La guardó bene da lontano: era alta, aveva i capelli biondi poco oltre le spalle e mossi, un viso da bambola con un incarnato molto chiaro, tipico delle persone nordiche.
Era carina, doveva ammetterlo. Forse non aveva più quel corpo atletico che probabilmente aveva avuto negli anni scolastici, ma era comunque slanciata e aveva gambe lunghe.
Poteva capire l'attrazione che lui aveva provato, e provava, per quella ragazza.
E sembrava molto orgogliosa. Sarebbe stato un colloquio difficile, poteva giurarlo. Tutto stava, a non perdere la calma e si chiese se entrambe ne sarebbero state capaci.
Marty, dal canto suo, era entrata in un personale stato di vigile prudenza. Non poteva aggredire Maki, nè verbalmente nè fisicamente. Quello che la sua logica le comandó, fu di attendere gli sviluppi della conversazione chiarificatrice e di ricordarsi, sempre, che doveva mettere la sua storia con Mark avanti a tutto, e che era lì per proteggerla.
L'istinto anche disse la sua, cioè di sbraitare in faccia alla gattamorta di Okinawa di levarsi dalle palle una volta per tutte, grazie tante, e di non permettersi più di contattare il suo fidanzato. Ma l'istinto poteva non essere l'alleato più giusto, in quegli attimi, così lo tenne legato alla coscienza come un cane feroce alla catena.
"Fin qui sei venuta, Marty." sentì la voce dell'altra alle spalle. Si voltó.
Maki incroció le braccia sul petto e si appoggió a un muretto.
"...parla allora. Ti ascolto. Non credo che la tua sia una visita turistica a Parigi."
"Parliamo, sì." rispose lei, mettendo una mano in una tasca posteriore dei denim. Ne estrasse una cartaccia. L'apri e la sventoló brevemente. "... su questo articolo di un quotidiano giapponese, è scritto il resoconto della vostra tappa italiana. Siete passate da Bologna e in questa intervista tu dici di..."
"...sì, sono stata da Mark. Facciamola breve. Te l'ha già detto lui, comunque. Gli avevo consigliato di non farne un affare di Stato ma non ce l'ha fatta a mantenere il segreto. È troppo onesto. E tu adesso sei venuta qui a chiedere soddisfazione. Che dici, ti va bene un duello con le spade?" tentó di scherzare Maki.
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Rose Tea
FanfictionDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
