"In cosa cazzo mi stai trascinando, si puó sapere?!" sbottó Kibi, seduta sulla BMW di Ted Lenders che stava portando lei e Marty nella città di Odawara, distante circa sessanta chilometri da Yokohama.
L'amica irlandese era alla guida.
"...e potresti guidare più piano?"
"Abbiamo solo mezza giornata a disposizione. Ho detto a Mark che io e te avremmo fatto un giretto in macchina, per stare un po' insieme in ricordo dei vecchi tempi, per questo ha lasciato che Ted me la prestasse. Ma dobbiamo rientrare prima di sera, o si arrabbierà. Non gli piace che guidi in Giappone, anche se ho preso la patente qui. Dice che non sono più abituata ai segnali stradali in giapponese... che stupido!" rispose Marty, sorseggiando una lattina di Red Bull.
Bevanda che normalmente non le piaceva, ma doveva stare sveglia.
"...infatti quando mi hai chiamata io speravo proprio di passare una domenica con la mia vecchia amica...sono venuta in treno da Tokyo contenta di vederti...mica mi aspettavo di andare a tutta velocitá in un fottuto ospedale dopo una settimana in farmacia! Ma che risposte speri di ottenere? E io che c'entro??" chiese Kibi.
"Perché tu hai letto la notizia sui giornali, tu me l'hai detto. E hai letto anche il nome di quell'istituto, prima che Sawyer mettesse a tacere la stampa. Allora...come hai detto che si chiama??" domandó a sua volta Marty. "Istituto...."
"Bengen...mi pare. Sì, Bengen...o Bergen...." replicó Kibi.
"No, mi pare una fava, Kibi! Sii precisa!" si agitó Marty. "Mica possiamo sbagliarci!"
"Bengen, Bengen...sì...sto guardando su Google. Bengen Hospital, struttura privata. Non specifica se specializzata in cure psichiatriche peró. È presentata in modo sintetico su internet e anche le foto sono solo della facciata.... È un posto spettrale, santo Dio..." rispose l'altra. "Me la sto facendo nelle mutande, ma perché non ti fermi?"
"Te l'ho detto perché, dobbiamo fare in fretta. È un'ora e mezza di macchina andare e lo stesso per tornare a Yokohama. E dobbiamo stare nei tempi o quel rompicoglioni mangerà la foglia." ripetè Marty, bevendo di nuovo quella bevanda dolciastra. "Cristo, ti avevo detto di comprare una Monster...sono più buone."
"Ah adesso fai anche la schizzinosa?" rispose Kibi. "E poi chi è il rompicoglioni? Mark?"
"Già."
Kibi rise. "Certo che lo definisci proprio con amore, il tuo fidanzato."
"...ma lo è. Cioè io lo amo, ma certe volte mi fa uscire dai gangheri. Non si puó mai parlare serenamente con lui. Riesce sempre a essere sgradevole." si sfogó Marty.
"Allora vedi che ci avevo preso quando ho detto che la vostra relazione è complicata?" azzardó l'amica, prendendo la borsa dal sedile posteriore. Ne estrasse un pacchetto di chewing gums. "Vuoi?"
"No, ho in bocca il sapore di sciroppo di questa merda rosa. Se ci metto sopra anche il mentolo vomito." rispose Marty. "E comunque la storia non è complicata. È lui che ha un carattere del cavolo, ma in fondo sono attratta anche da questo. Solo che a volte sopportarlo è dura."
"...non mi hai raccontato l'inizio della storia fra te e lui. Sono curiosa. Non negare peró che alla Toho già vi piacevate." s'informó Kibi.
"Non lo nego mica. Ma non è nata durante il liceo. Dopo, quando lui ha avuto conferma dell'ingaggio alla Juve. Nelle settimane precedenti ero stata moltissimo dai Lenders per aiutare i suoi fratellini mentre la madre era in ospedale e lui alle eliminatorie del World Youth." disse Marty, bevendo un altro sorso di Red Bull. "... ero entrata in via non ufficiale nella sua famiglia, insomma. Ma io e Mark ci tenevamo il broncio a distanza in quei giorni. Avevo scoperto che aveva una mezza storiella con una giocatrice di softball. Hai presente Maki Akamine?"
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Rose Tea
FanfictionDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
