Ed entró nella stanza di Elise Sawyer dopo una cena veloce, consumata solo per far piacere al padre della ragazza. Non era dell'umore di mangiare, nonostante gli sforzi della cuoca che aveva preparato un ottimo tonno al vapore. Non era dell'umore di fare nulla.
Era una situazione talmente penosa.
Si sentiva investito di una responsabilità che non voleva assolutamente avere. Inoltre come mai Arthur Sawyer non aveva considerato che sua figlia avrebbe potuto reagire male alla sua presenza in casa loro, dato che qualche ora prima l'aveva accusato di essere il principale responsabile dei problemi della ragazza?
Andarla a trovare in ospedale e osservarla dalla finestra di un corridoio per qualche minuto era un conto, ma ripresentarsi a lei dopo sette anni, avrebbe potuto essere un errore fatale.
Tenne a mente comunque che Sawyer era il presidente della sua squadra, e c'era in gioco un suo futuro, possibile trasferimento in Europa. Decise di non farlo indispettire e seguire i suoi ordini.
Appena varcò la soglia della camera di Elise, vide un'infermiera chinata su di lei, che era già a letto.
Le stava sistemando le coperte.
Un vassoio con gli avanzi della cena era appoggiato su una scrivania. Un bicchiere d'acqua e una bottiglia di plastica erano poste su un comò vicino al letto di Elise. C'era anche uno strano macchinario su una delle mensole della camera, sembrava un misuratore per la pressione.
Non c'era nessuna televisione, né radio, né stereo. Non era una stanza in cui la ragazza avrebbe potuto trovare una qualche forma di intrattenimento.
C'era solo uno scaffale pieno di libri, eredità dei suoi anni scolastici.
Tutte le pareti della stanza erano dipinte di rosa, un rosa confetto molto femminile ma anche molto infantile. Sembrava quasi la camera di una bambina, non di una donna. La moquette era stata lavata di recente, si sentiva ancora il profumo del detersivo nell'aria.
Notò che non c'erano penne, né matite né forbici né alcun tipo di cancelleria sulla scrivania. Immaginó fosse perché volevano togliere dalle mani della ragazza qualsiasi possibile arma con cui farsi del male. In sostanza la vecchia camera da letto era diventata come una camera di ospedale, solo un po' più colorata.
L'infermiera si gira a guardarlo. "Buona sera."
Il giovane si infilò le mani nelle tasche dei jeans. "Mi scusi il disturbo, il signor Sawyer mi ha chiesto di passare qualche minuto con Elise. Sono un suo vecchio amico. Ma se la ragazza non può ricevermi, me ne vado, non c'è problema. Mi dica lei."
"No, non c'è alcun problema. Elise non sta ancora dormendo, l'ho solo fatta stendere perché ancora malferma sulle gambe. Ha cenato poco, solo un brodo. È ovviamente scombussolata per il rientro a casa, la sua mente deve riadattarsi a vedere questo spazio. Se le rivolge la parola, non credo che le risponderà. Non se ne abbia male, deve capire che in questo momento il suo cervello non funziona come dovrebbe. Però se è un suo vecchio amico, forse il suono della sua voce riuscirà in qualche modo a scuoterla. Se desidera posso rimanere con voi, o preferisci che io esca?" Rispose la donna, con una certa freddezza. Ed ebbe l'impressione che fosse una signora severa, ma molto competente. Non era giovane, il che significava che aveva molta esperienza come infermiera.
Era certo che Arthur Sawyer non avrebbe mai messo sua figlia nelle mani di una persona incapace.
"Signora, non credo sia necessario che lei rimanga. Non devo comunque dire qualcosa di particolare a Elise, solo salutarla e cercare di capire se si ricorda di me. Ci metterò davvero pochi minuti. Le chiedo la gentilezza di aspettare fuori." rispose Ed, un po' imbarazzato.
La verità era che non voleva che la donna fosse presente, quel momento doveva rimanere intimo fra lui e la povera ragazza stesa, con la faccia rivolta verso la parete. Aveva gli occhi aperti, non stava dormendo e lui si chiese se stesse pensando a qualcosa in particolare. Ma poi concluse che non stava pensando proprio a niente. La mente di Elise era come una tavolozza bianca, priva di colori, di forme, di linee. Era come un grosso computer resettato.
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Rose Tea
FanfictionDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
