"Allora?"
La voce di Benji arrivó di nuovo.
"Mah..." mormorò Marty. Poi un sospiro.
"Oggi vivi un'esperienza di questo tipo e non chiami il tuo uomo? Chiami il sottoscritto?" continuó Price. "Capisci che è bizzarro. Non fraintendermi, sono contento di sentirti dopo anni."
"Sono in un momento difficile. Mi sei venuto in mente perché quello era un tuo regalo. Ci avevi speso soldi tu. E poi ho una domanda da farti..." rispose infine lei. "Ti sembrerà stupido ma...ti volevo chiedere...come ti sentiresti se per qualche motivo tu fossi costretto a rinunciare al calcio?"
"Rinunciare al calcio?"
ripetè perplesso lui. "Non capisco il senso della domanda, ma provo a rispondere. Poteva seriamente succedermi. Sai che ho vissuto molti infortuni, ai polsi, alle caviglie. Ho avuto questa paura. E chissà forse, in caso, avrei intrapreso la carriera di allenatore. O dirigente sportivo, come Pearson, hai presente? Ma sarei rimasto nel giro del football. Assolutamente." replicó Benji. "Che curiosità strana da parte tua."
"E se, invece di un infortunio, tu fossi stato costretto a smettere per un cambiamento della tua vita privata? Per amore di qualcuno?" indagó la ragazza. Si rese conto che era un dialogo surreale, ma le frasi le uscivano di bocca così, senza freni.
Infatti Benji si lasció andare a una risata. "Per una ragazza? Non credo proprio mi succederebbe. E ne ho avute, sai, e di bellissime. Ma il calcio è ció per cui sono nato. Nessuna forza al mondo mi strapperebbe da questo sport. Ma perché me lo chiedi? Stai cercando di farmi capire che Lenders ti ha imposto di smettere col volley? Giocavi al liceo, mi pare, e pure bene."
Marty negó. " ...no! Non c'è stata imposizione, ne abbiamo parlato. Io ho scelto. Avevo una carriera in corso con una squadra giapponese professionistica. Avevo firmato il pre-contratto e portato avanti l'attività con loro per un anno, poi....il fidanzamento con Mark mi ha stravolto i piani. Ho dovuto scegliere, e ho scelto lui."
"E quindi? Per caso ti stai pentendo? Sarebbe comprensibile. Per un atleta professionista, il proprio sport è la vita, l'energia che ci fa muovere. Ti manca, suppongo." chiese Benji.
"È che io sono circondata da professionisti. Mark, gli altri calciatori della sua squadra, e poi tu, Ed....e tutti voi siete l'esempio quotidiano di gente che si è realizzata nella sua passione."
C'era anche Maki nell'elenco, ma con Benji non l'avrebbe nominata. Non avrebbe capito e l'ultima cosa che lei voleva era illustrargli la recente e imbarazzante situazione.
"...insomma è dura. Tutti i giorni, quando Mark tornerà a Torino e io frequenterò il suo ambiente del calcio, proveró questa sensazione di insoddisfazione. Mi confronterò con la cosa che odio di più al mondo: il rimpianto. Tutti i giorni, e non so se sono pronta." riveló infine lei. Le venne facile sfogarsi con Price, perché sapeva che l'avrebbe capita. Era molto disincantato ed era maturato molto prima degli altri. Forse anche prima di Mark.
Era uno che aveva viaggiato e fatto esperienze di vita in anni in cui gli altri erano ancora a casa di mamma e papà.
"Bello che tu ti apra così con me." notò infatti lui, colpito da quell'improvvisa confidenza. "Ma le cose che hai detto a me, le hai dette a Mark?"
"No. Gli ho sempre assicurato che sono felice." confessó ancora lei. "Lui ci crede. Del resto lo amo da morire."
"Amare Mark...certo che è inspiegabile!" rise ancora lui. "Ma si vede che ha un lato che non conosco."
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Rose Tea
FanficDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
