Accese la TV della camera d'albergo, per distrarsi un po'.
Dopo aver chiuso la telefonata con Benji, aveva fatto la valigia e aveva radunato tutti i pacchetti di regalini per sua nonna e sua madre.
Non moriva dalla voglia di rivedere la madre, con la quale aveva categoricamente rifiutato di andare a vivere a Dublino, ma le aveva ugualmente preso un profumo di quella marca francese che a lei piaceva molto, Annick Goutal. Doveva tenere presente che dopo il matrimonio lei e Joanne si sarebbero viste sempre di meno, e così per quegli ultimi mesi insieme voleva mantenere il rapporto più sereno possibile. Aveva già imparato a vivere lontana dal padre, e avrebbe dovuto affrontare il distacco anche dall'altro genitore. Era arrivato il tempo di volare definitivamente via dal nido.
Affrontare la vita con Mark, quella era la sua prospettiva, e con una laurea in Letteratura inglese in tasca.
Pensò che l'università le sarebbe mancata. Il Trinity College era un ateneo favoloso, così imponente, carico di storia. Era stata bene in quegli anni, aveva ancora nelle narici l'odore della grande biblioteca, l'ordine certosino di tutti quei volumi stipati sugli scaffali infiniti. Quanto era bello passarci i pomeriggi, nella penombra.
Il suo professore le aveva proposto l'idea di proseguire con un dottorato, ma Marty aveva declinato con un sorriso. Non ci sarebbe stato modo nè tempo di aggiungere un altro grado di istruzione al suo curriculum. E poi...per farci cosa? Non era nelle condizioni di dover lavorare e in ogni caso il percorso per la docenza universitaria sarebbe stato ancora più impegnativo che aggregarsi a un team di volley.
E così, anche quella strada era stata archiviata.
Pallavolo archiviata, università idem.
Sì ma sarò la moglie di Mark...già questa sarà una soddisfazione per me...sempre con lui, anche se cambiasse squadra e andasse all'estero io lo seguirò, perché sarò sua moglie.
Sentì una forte ansia salire dallo stomaco. Per calmarsi, si concentrò sul programma televisivo: era un film in francese e non capiva un'acca dei dialoghi. Quella TV non aveva il satellite e non c'erano che programmi locali. Capitò su un canale, facendo zapping, che parlava di una grossa azienda farmaceutica.
Si ricordò della sua vecchia amica, Kibi Street.
Il suo capitano alla Toho VC, prima che lo scettro passasse a lei l'anno successivo.
Kibi aveva mollato il volley per studiare proprio Farmacia. Marty si scoprì curiosa. Non si erano più sentite dal suo trasferimento in Irlanda, solo qualche messaggino per Natale e per il recente compleanno, quando finalmente le aveva confessato la sua relazione con Lenders.
Decise di provare anche con lei. Spense la TV, prese l'iphone e fece partire la chiamata. Benji non l'aveva aiutata a mettere i suoi tormenti interiori da parte, ma forse Kibi avrebbe trovato le parole giuste. Se la ricordava come una che non aveva remore a parlare chiaro.
Rispose dopo tre squilli.
"Questa proprio non me l'aspettavo!" la sentì esclamare al telefono. "Biondaaaa!!!!"
"Ciaaaao!!! Kibi!!!" ripose Marty, felice di sentire l'entusiasmo dell'altra. "...disturbo??"
"Eh vedi tu...alle quattro di giovedì pomeriggio...sto lavorando in negozio." replicò lei. "Scherzo! Avevo il telefono sotto al banco, ma non dovrei rispondere. Anzi, guarda che potrei mettere giù di colpo."
"In negozio?? Dove sei?" chiese l'irlandese.
"In farmacia, no? Faccio il tirocinio post laurea. Mi pagano poco ma...mi pagano. Adesso non ci sono clienti, quindi posso parlare. E per fortuna che la mia referente è in pausa. Come va? Ma sei in Irlanda?"
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Rose Tea
Fiksi PenggemarDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
