Fermarono la macchina davanti a un imponente grattacielo, nel cuore di Yokohama City.
Lenders aveva preso uno sbrigativo appuntamento con Ed Warner, alle ore 15:00 di quel venerdì.
Marty si mordicchió le unghie della mano sinistra.
"Allora? Dobbiamo scendere. Lo stronzo è su che ci aspetta." la scosse Mark.
"...ascolta..." fece lei, sfregandosi la fronte. "Ascolta...vai solo tu."
"Come?!" si stupì il fidanzato. "Avevi detto che l'avremmo affrontato insieme. Che fai, te ne vai con la coda fra le gambe?"
"È che non ce la faccio proprio. Tutta questa storia mi mette troppo a disagio. Non posso. Vai tu. Non riuscirei a guardarlo negli occhi." rispose lei.
"Hey! Tu non devi vergognarti di niente. È lui nel torto. Sali con me. Restiamo uniti adesso." ribattè lui. "Non accetto che ti defili."
Marty però non cedette. "Ci ho pensato mentre guidavi fin qui. È una faccenda fra voi due. Io avevo già chiarito la mia posizione con Ed, in quel pub a Dublino. Insistendo, lui ha mancato di rispetto soprattutto a te. E poi, non devo confermare nulla davanti a lui, ti ho riferito le parole esatte che mi ha detto."
Il compagno abbandonò la nuca sul poggia testa del sedile. "Certo che sei... Andando da lui insieme gli avremmo dato una prova di quanto siamo in sintonia, io e te. Siamo come una squadra. Se vado solo io, che cosa penserà?"
"Mah, che pensi quello che vuole. Ormai non dovrebbe interessarci molto, no!?" continuó lei. "Vado in un bar. Ti aspetto e mi bevo un tè freddo. Magari leggo un po' di notizie sul cellulare, mi tengo la mente impegnata."
"Leggerai le notizie in tempo reale di un omicidio, se non sarai lì a fermarmi." ironizzó Mark. "Che miserabile codarda. Non credevo fossi quel tipo di persona."
"Ok. Insultami. Ma io da qui non mi muovo. E senti: tieni sempre a mente, qualsiasi cosa vi diciate, che tempo fa tu e Ed eravate amici. Sì, gli devi chiedere conto di ciò che ha fatto, ma non puoi neanche buttare via anni e anni di solidarietà e confidenza."
"Insomma tu vorresti che io seppellissi l'ascia? Dopo che ha provato a dividerci?"
si stupì Mark. "Non ci contare. Ha sbagliato, e lo deve ammettere. E poi deve chiedere scusa."
"Già, e dopo che avrà fatto tutto ciò? Ti sentirai meglio?" chiese la giovane.
Lui guardó fuori dal finestrino. "Sì. Come tu ti sei sentita meglio dopo quell'inutile chiacchierata con Maki a Parigi."
"Non è stata una chiacchierata inutile. Lo dovevo a me stessa." rispose Marty. " Io ho affrontato quella ragazza da sola, se ben ricordi. Non ti ho affatto trascinato con me."
"Aaaaah...." si spazientì Mark. Poi aprì la portiera. "... questa vigliaccata me la segno, però. E comunque adesso scendi, visto che vuoi andare a sederti in qualche bar."
Marty non registrò quel tono sarcastico, è scese dalla bella BMW. Guardó verso l'alto, impressionata dall'altezza di quel palazzo. Né in Irlanda né in Italia esistevano grattacieli così spettacolari. "Scusa, ma a che piano abita Ed?"
"Al 17º." replicò Mark. "... abbastanza ironico, considerando che il 17 era il suo numero di maglia quando era ancora al Muppet. Niente capita a caso, e ne sono sempre più convinto."
La ragazza richiuse la portiera, e fra sé pensò: in certi paesi europei, il 17 è anche un numero che porta sfortuna.
Poi adocchió un locale abbastanza alla moda dall'altra parte della strada, e decise che lì avrebbe aspettato il termine dell'incontro fra i due ragazzi. "Allora amore, io vado là dentro, mi prendo qualcosa da bere e ti aspetto. Quando avete finito per favore fammi uno squillo, prima di scendere."
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Rose Tea
Fiksi PenggemarDue giovani ex innamorati si ritrovano sette anni dopo la fine del loro rapporto in una città lontana. Tempo di confidenze, condivisione di vecchi ricordi e confessioni amare. Cosa resta da chiarire e da scoprire? Atto conclusivo della storia fra E...
