Fina, Marta e Julia atterrarono al Cairo in fresca mattinata, mentre l'aria già cominciava a farsi calda sotto il sole che saliva lentamente nel cielo limpido. L'aeroporto era pieno di viaggiatori, un mix di lingue e culture che si mescolavano nell'aria, ma loro si muovevano con un senso di attesa e di eccitazione, soprattutto Julia, che non vedeva l'ora di scoprire cosa riservasse loro questa nuova avventura. Marta, dal canto suo, si lasciava trasportare dagli eventi, anche se l'idea del congresso non la entusiasmava tanto quanto a Fina. Aveva accettato di accompagnarla solo per starle vicina e per prendersi una pausa da tutto ciò che stava succedendo nella sua vita.
Mentre uscivano dall'aeroporto, una navetta già le attendeva all'uscita, guidata da un uomo dai modi gentili che le accolse con un sorriso e un inchino leggero. Il veicolo aveva l'aria di essere comodo, con i finestrini ampi che lasciavano entrare tutta la luce possibile. Fina fece un cenno al conducente, ringraziandolo, e tutte e tre si accomodarono al suo interno. Julia, seduta vicino al finestrino, osservava curiosa i paesaggi che sfrecciavano fuori: le strade polverose, le costruzioni antiche e moderne che si mescolavano, e le palme che si stagliavano contro il cielo azzurro.
«Dove ci stai portando esattamente?» chiese Marta, cercando di capire meglio il programma della giornata.
Fina sorrise con un'aria di mistero, gettandole un'occhiata veloce: «Vedrai, ti piacerà. È un posto molto tranquillo... e isolato»
Marta alzò un sopracciglio, perplessa. Isolato? Non le suonava troppo bene, ma decise di non dire nulla, pensando che Fina probabilmente avesse in mente qualcosa di speciale. In fondo, era proprio di questo che aveva bisogno: un po' di tranquillità lontano da tutto il caos che si era abbattuto nella sua vita negli ultimi tempi.
Il viaggio durò un paio d'ore, durante le quali il paesaggio cominciò a cambiare. Il traffico caotico del Cairo lasciò spazio a distese desertiche, e l'orizzonte si allargò in modo spettacolare. La sabbia dorata si estendeva a perdita d'occhio, interrotta solo da alcune dune e da occasionali palmeti. Alla fine, dopo aver attraversato un'area più montuosa, la navetta si avvicinò al Wadi el Rayan, una zona naturale di rara bellezza nel cuore del deserto egiziano.
Appena arrivarono al piccolo villaggio di bungalow, Marta capì che qualcosa le era sfuggito. Il luogo era un piccolo paradiso di pace e silenzio, ma molto diverso da ciò che si era aspettata. Davanti a loro si estendeva una vasta area popolata da più di settanta piccoli bungalow triangolari, tutti perfettamente ordinati e dipinti in tonalità calde che si integravano con il paesaggio desertico. I bungalow sembravano quasi delle tende di legno, con il tetto a forma di punta che si stagliava verso il cielo e delle piccole finestre che lasciavano entrare la luce naturale.
«Ma... cosa sono queste?» domandò Marta, fermandosi perplessa davanti a uno di quei rifugi minimali. «Non ci alloggeremo qui, vero?»
Julia scoppiò a ridere, appoggiandosi al fianco di Fina che le restituì uno sguardo complice. «Sì, mamma! Sono proprio per noi! Ognuno ha il suo bungalow personale... pensa che è un'esperienza meditativa!»
Marta restò a bocca aperta, non riuscendo a credere che Fina non le avesse detto nulla di tutto questo. Il congresso che immaginava, con camere confortevoli e servizi lussuosi, si era improvvisamente trasformato in una sorta di ritiro spirituale nel deserto. Osservò le piccole strutture con un misto di incredulità e stupore. Non erano affatto scomode o trascurate, anzi, sembravano ben curate, con piccole verandine di legno e tende leggere che ondeggiavano alla brezza del deserto. Ma l'idea di stare da sola in un bungalow così spartano non l'aveva nemmeno sfioratata.
«Fina...» iniziò a dire, cercando le parole per esprimere il suo smarrimento, ma Fina la interruppe con un sorriso dolce.
«Lo so che è un po'... inaspettato. Ma fidati, sarà una bellissima esperienza. Qui non avremo distrazioni, niente rumori della città, niente stress. Solo silenzio e tranquillità»
Marta sospirò, cercando di accettare quella svolta inaspettata. Julia, invece, era visibilmente entusiasta «È fantastico!» disse, correndo avanti per dare un'occhiata più da vicino a uno dei bungalow «Non vedo l'ora di dormirci!»
Mentre Julia esplorava il piccolo villaggio, Fina e Marta si avvicinarono alla reception all'aperto, una semplice struttura di legno dove un'organizzatrice del congresso li accolse con un sorriso caloroso. Consegnò loro le chiavi e alcune informazioni su come si sarebbero svolte le giornate. Il congresso, come Fina aveva già accennato, era stato pensato per allontanare i partecipanti da ogni distrazione e per favorire un contatto profondo con se stessi e con la natura. Le sessioni sarebbero state scandite da momenti di meditazione, discussioni filosofiche e, per chi lo desiderava, passeggiate nel deserto.
Quando le assegnarono il bungalow, Marta non poté fare a meno di osservare lo scenario intorno a loro. Il Wadi el Rayan si estendeva alle loro spalle, con le sue formazioni rocciose scolpite dal vento e i piccoli specchi d'acqua che riflettevano il cielo azzurro. Il contrasto tra il deserto sabbioso e quelle oasi naturali creava un panorama quasi surreale.
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La voce della crisalide
RomanceRomanzo LGBT 《In aggiornamento》 Trama: Cosa succede quando i confini del proprio mondo protetto crollano improvvisamente? Serafina Valero, una professoressa dalla vita ordinaria e metodica, si trasferisce in una nuova casa. Non sa ancora che la s...
