*Contenuti espliciti
La mattinata era ormai ben avviata quando Nadia e Giusy decisero di fare una lunga passeggiata per le strade di Catania. Le prime luci del giorno avevano dato una sorta di respiro alle loro ansie e preoccupazioni, permettendo loro di vivere quel momento con leggerezza. La città, con i suoi vicoli stretti e le sue ampie piazze, aveva un fascino che Giusy non aveva ancora avuto modo di esplorare a fondo.
Le due camminavano fianco a fianco, senza fretta. C'era un senso di libertà in quella passeggiata, un'atmosfera che sembrava allontanare i pensieri più cupi che entrambe si portavano dentro.
«È strano, sai?» disse Giusy rompendo il silenzio: «Non conosco bene la Sicilia, nonostante ci sia nata. Ho vissuto a Palermo per pochissimi anni prima di trasferirmi a Milano con i miei genitori. Da allora, sono tornata solo per qualche vacanza veloce».
Nadia, che osservava le case con le facciate in pietra lavica, si voltò verso di lei con un sorriso curioso «Davvero? E come fai a non sentirne il richiamo? Palermo è una città ricca di storia, è un peccato che tu non abbia avuto modo di conoscerla meglio».
Giusy fece spallucce: «Sì, lo so, ma la mia vita è stata sempre così caotica. Tra lavoro, impegni e... il resto, non ho mai avuto molto tempo da dedicare alla Sicilia. Però devo dire che anche Catania ha il suo fascino».
Nadia annuì: «Oh, sì. Catania è particolare. Io ci ho vissuto durante gli anni della magistrale e devo ammettere che nonostante Messina sia la mia città, qui mi sono sempre sentita a casa. Forse è l'energia della gente, o il contrasto tra il mare e l'Etna. C'è qualcosa di speciale».
Continuarono a camminare, lasciandosi trasportare dalla città che si svegliava lentamente. Le strade si riempivano di persone, il traffico aumentava, e l'odore di caffè e pasticceria invadeva l'aria. Giusy si fermò davanti a una vetrina, osservando dei vestiti esposti. Si girò verso Nadia con un sorriso.
«Penso che abbiamo bisogno di un cambio d'abiti. Sono due giorni che indossiamo le stesse cose. E presumo dal tuo sguardo che anche tu abbia la stessa idea, vero?»
Nadia rise leggermente, annuendo «Hai ragione, assolutamente. Entriamo?»
Si infilarono in una piccola boutique del centro, con arredi moderni e profumo di tessuti nuovi. Scelsero abiti semplici ma eleganti: comprarono per Nadia un paio di jeans scuri e una camicia sul color senape, mentre Giusy optò per pantalone nero e una camicia bianca. Però presero i vestiti doppi e li indossarono sul momento in maniera invertita: camicia bianca e pantaloni neri per Nadia e jeans e camicia senape per Giusy.
«Molto meglio così,» disse Giusy, sistemando i capelli «siamo quasi presentabili».
Uscirono dalla boutique con un'aria rinnovata. Nadia, osservando Giusy mentre camminavano, prese un respiro profondo e si fece coraggio: «Giusy, ascolta, c'è una cosa che devi fare».
Giusy la guardò con un sopracciglio alzato: «Ovvero?»
«Chiama il tuo agente o chicchessia e conferma la tua presenza all'intervista di domani».
Giusy si fermò per un attimo, riflettendo. Era riluttante, e lo si poteva vedere chiaramente dal suo sguardo incerto. «Non so, Nadia. Non mi sembra il momento giusto...»
Nadia si fermò accanto a lei, guardandola negli occhi «Non esiste mai un "momento giusto". Se continui a rimandare, rischi di perderti delle opportunità. Dopotutto siamo quì, non ti costa nulla. È qualcosa che devi fare per te stessa. Inoltre lo vedo quanto ti mancano le scene, i concerti. In realtà non ho ben capito perchè hai preso questo anno».
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La voce della crisalide
RomanceRomanzo (L)GBT《In aggiornamento》 Nadia Orlandi e Giusy Ferrante. Un'insegnante e una cantante. Quindici anni di differenza. Nulla in comune. Avvertenze: temi forti. 1° #trailer (10/06/2024 - 06/08/2024 )
