Fina aveva ascoltato le parole di Digna, lasciandosele scivolare dentro, come un pungolo che la spronava ad agire. Era stanca di fuggire, stanca di aspettare che qualcosa cambiasse senza far nulla. Così, mentre il cuore le martellava nel petto, si alzò e si diresse verso Marta.
La trovò poco distante dagli altri, intenta a scambiare qualche battuta con Mateo e Nicola. Aveva il solito atteggiamento distaccato, quasi altezzoso, come se nulla potesse scalfirla. Ma Fina sapeva che dietro quella facciata c'era molto di più. L'aveva visto, l'aveva sentito sulla sua pelle. E non poteva ignorarlo.
Si avvicinò decisa, sentendo il battito del cuore accelerare, e quando si fermò a pochi passi da lei, le parole le uscirono dalla bocca senza esitazione.
«Dobbiamo parlare».
Marta si girò lentamente, incontrando lo sguardo di Fina. Per un istante rimase in silenzio ma lo sguardo opprimente della ragazza la fece cedere mantenendo comunque il solito muro di difesa: «Non credo ci sia nulla di cui parlare»
Fina strinse i pugni, cercando di mantenere la calma: «io invece credo di sì»
Marta sospirò, passandosi una mano tra i capelli: «Non adesso. Non qui» Il suo sguardo vagò verso gli altri, come a sottolineare la sua riluttanza a discutere in pubblico.
Ma Fina non era disposta a cedere. Non stavolta. Si avvicinò di un passo, fissandola dritta negli occhi «Marta... non mi conosci abbastanza, ma sappi che se devo portarti via con la forza per parlare, lo farò. E nessuno qui si opporrà»
Quelle parole, pronunciate con una calma minacciosa, la lasciarono senza fiato per un istante. Cercò di mantenere la sua facciata di indifferenza, ma la tensione nel suo corpo era evidente. Si guardò attorno, come a cercare un'uscita, una scusa per sottrarsi alla situazione, ma alla fine si arrese. Sospirò ancora, stavolta più profondamente.
«Va bene» disse infine, con un tono di voce più basso «Ho il volo alle 16:00 da Catania. Mi fermo un po' e poi mi accompagni. Parleremo per strada»
Fina annuì «Hai un'ora. Poi ce ne andiamo, parliamo e ti accompagnerò in aeroporto»
Marta la guardò, perplessa, ma non disse nulla. L'accordo non sembrava prevedere patteggiamenti così la donna si concesse un'ora con il resto degli amici, quasi come se volesse allontanare il momento inevitabile. Durante quell'ora, Fina la osservava da lontano, notando come Marta cercasse di comportarsi normalmente, chiacchierando con gli altri e ridendo delle battute di Mateo. Eppure, qualcosa nei suoi movimenti tradiva una certa rigidità, una tensione che non riusciva a nascondere del tutto.
Anche Fina, in quei minuti, si sentiva come sospesa. Sapeva che presto sarebbero arrivate a quel confronto, ma ogni secondo che passava la rendeva più consapevole di quanto quel dialogo avrebbe potuto cambiare tutto. La villa era piena di voci, risate e brindisi, ma per lei, quel rumore sembrava ovattato, distante, come se fosse avvolta in una bolla che la separava da ciò che la circondava.
Finalmente, quando l'ora pattuita stava per scadere, Fina si alzò e fece cenno a Marta che annuì lentamente, salutando gli altri che captarono subito la situazione poi si avvicinò a Fina con una certa reticenza.
«Pronta?» le chiese Fina, la voce bassa ma ferma.
«Sì» rispose Marta, anche se nel suo tono c'era un accenno di esitazione.
Le due donne si diressero verso l'auto, gentilmente prestata da Tasio con un inquietante silenzio tra loro. Mentre guidava, Fina gettava di tanto in tanto uno sguardo a Marta, che fissava fuori dal finestrino, come se stesse cercando di scappare da quei pensieri che la tormentavano. Ma, ormai, non c'era più via di fuga.
Dopo circa trentacinque minuti di guida in assoluto silenzio, arrivarono a un punto panoramico sulla costa, un luogo che Fina conosceva bene. Il mare si stendeva davanti a loro, con le onde che si infrangevano dolcemente contro la scogliera. Era un posto tranquillo, isolato, perfetto per un confronto come quello che stavano per avere.
Scesero dall'auto e camminarono verso il bordo della scogliera. Il vento leggero rinfrescava l'aria, e l'odore di salsedine riempiva i loro sensi. Marta si fermò a qualche passo di distanza dalla riva, fissando il mare.
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La voce della crisalide
RomanceRomanzo LGBT 《In aggiornamento》 Trama: Cosa succede quando i confini del proprio mondo protetto crollano improvvisamente? Serafina Valero, una professoressa dalla vita ordinaria e metodica, si trasferisce in una nuova casa. Non sa ancora che la s...
