Nadia aveva ascoltato le parole di Floriana, lasciandosele scivolare dentro, come un pungolo che la spronava ad agire. Era stanca di fuggire, stanca di aspettare che qualcosa cambiasse senza far nulla. Così, mentre il cuore le martellava nel petto, si alzò e si diresse verso Giusy.
La trovò poco distante dagli altri, intenta a scambiare qualche battuta con Federico e Nicola. Aveva il solito atteggiamento distaccato, quasi altezzoso, come se nulla potesse scalfirla. Ma Nadia sapeva che dietro quella facciata c'era molto di più. L'aveva visto, l'aveva sentito sulla sua pelle. E non poteva ignorarlo.
Si avvicinò decisa, sentendo il battito del cuore accelerare, e quando si fermò a pochi passi da lei, le parole le uscirono dalla bocca senza esitazione.
«Dobbiamo parlare».
Giusy si girò lentamente, incontrando lo sguardo di Nadia. Per un istante rimase in silenzio ma lo sguardo opprimente della ragazza la fece cedere mantenendo comunque il solito muro di difesa: «Non credo ci sia nulla di cui parlare»
Nadia strinse i pugni, cercando di mantenere la calma: «io invece credo di sì»
Giusy sospirò, passandosi una mano tra i capelli: «Non adesso. Non qui» Il suo sguardo vagò verso gli altri, come a sottolineare la sua riluttanza a discutere in pubblico.
Ma Nadia non era disposta a cedere. Non stavolta. Si avvicinò di un passo, fissandola dritta negli occhi «Giusy... non mi conosci abbastanza, ma sappi che se devo portarti via con la forza per parlare, lo farò. E nessuno qui si opporrà»
Quelle parole, pronunciate con una calma minacciosa, la lasciarono senza fiato per un istante. Cercò di mantenere la sua facciata di indifferenza, ma la tensione nel suo corpo era evidente. Si guardò attorno, come a cercare un'uscita, una scusa per sottrarsi alla situazione, ma alla fine si arrese. Sospirò ancora, stavolta più profondamente.
«Va bene» disse infine, con un tono di voce più basso «Ho il volo alle 16:00 da Catania. Mi fermo un po' e poi mi accompagni. Parleremo per strada»
Nadia annuì «Hai un'ora. Poi ce ne andiamo, parliamo e ti accompagnerò in aeroporto»
Giusy la guardò, perplessa, ma non disse nulla. L'accordo non sembrava prevedere patteggiamenti così la donna si concesse un'ora con il resto degli amici, quasi come se volesse allontanare il momento inevitabile. Durante quell'ora, Nadia la osservava da lontano, notando come Giusy cercasse di comportarsi normalmente, chiacchierando con gli altri e ridendo delle battute di Federico. Eppure, qualcosa nei suoi movimenti tradiva una certa rigidità, una tensione che non riusciva a nascondere del tutto.
Anche Nadia, in quei minuti, si sentiva come sospesa. Sapeva che presto sarebbero arrivate a quel confronto, ma ogni secondo che passava la rendeva più consapevole di quanto quel dialogo avrebbe potuto cambiare tutto. La villa era piena di voci, risate e brindisi, ma per lei, quel rumore sembrava ovattato, distante, come se fosse avvolta in una bolla che la separava da ciò che la circondava.
Finalmente, quando l'ora pattuita stava per scadere, Nadia si alzò e fece cenno a Giusy che annuì lentamente, salutando gli altri che captarono subito la situazione poi si avvicinò a Nadia con una certa reticenza.
«Pronta?» le chiese Nadia, la voce bassa ma ferma.
«Sì» rispose Giusy, anche se nel suo tono c'era un accenno di esitazione.
Le due donne si diressero verso l'auto, gentilmente prestata da Stefano con un inquietante silenzio tra loro. Mentre guidava, Nadia gettava di tanto in tanto uno sguardo a Giusy, che fissava fuori dal finestrino, come se stesse cercando di scappare da quei pensieri che la tormentavano. Ma, ormai, non c'era più via di fuga.
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La voce della crisalide
RomansaRomanzo (L)GBT《In aggiornamento》 Nadia Orlandi e Giusy Ferrante. Un'insegnante e una cantante. Quindici anni di differenza. Nulla in comune. Avvertenze: temi forti. 1° #trailer (10/06/2024 - 06/08/2024 )
