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Presenza di argomenti pesanti

Quando leggemmo il disïato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.

La letteratura è piena di baci proibiti, a cominciare dalle terzine del sommo poeta Dante, che nel V Canto dell'Inferno, nella sua Divina Commedia descrive con con delicata sensualità il primo bacio tra Paolo e Francesca mentre leggono insieme la storia di Lancillotto e Ginevra. Proseguendo anche con Edmond Rostand che nel suo Cirano de Bergerac
tentò di definire con esattezza il bacio

Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto
un poco più da presso, un più preciso patto,
una connessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo messo tra le parole
t'amo; un segreto detto sulla bocca, un istante
d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo di potersi respirare un po' il cuore,
e assaporarsi l'anima a fior di labbra!

Assaporarsi l'anima a fior di labbra. Erano tutti questi i versi che Fina si ripeteva dalla sera precedente ed erano state quelle le letture che l'avevano accompagnata per tutto il giorno di mercoledì. Cercava, come sempre, qualcuno che capisse il suo tormento.
Lo stesso faceva Marta, aggrappandosi alla musica come Fina si aggrappava ai suoi libri. Quel giorno fu un po' un limbo e passò così. Nella confusione più totale, nell'incertezza più ancestrale.

Fina sola con i suoi libri.

Marta sola con la sua musica.

Nessuna delle due uscì dalle proprie stanze quel giorno. Marta neanche sotto richiesta di Pelayo che si era fissato sul fatto che si stesse di nuovo facendo inglobare troppo dalle composizioni. Julia non le diede molto conto invece, si stava preparando scrupolosamente per un'interrogazione e il giorno seguente non sarebbe andata neanche da Fina per la loro solita lezione
.
Bando alle ciance. Giovedì.
Quel maledetto giovedì segnò un punto di svolta per tutti.

Dopo una giornata passata con la testa tra le mani per un misto di cose che stavano accadendo nella sua mente, Fina quella sera si sedette sul divano, stringendo il telefono tra le mani con una tensione che non riusciva a sciogliere. Fuori la pioggia cadeva incessante e dentro di lei, il tumulto era sempre più inarrestabile. Oltre alla situazione con Marta da qualche giorno anche una seconda preoccupazione si era nuovamente fatta spazio tra i pensieri: erano oramai passati due giorni da quando non aveva più avuto notizie di Claudia, e quel silenzio inspiegabile si stava trasformando in un incubo.
Claudia non era mai stata il tipo da sparire così, senza avvisare, senza rispondere a messaggi o chiamate. Qualcosa non andava, e Fina sentiva una paura crescente, un'angoscia che la stringeva come un cappio. Non poteva più ignorare quel presentimento. Aveva bisogno di parlare con qualcuno, di sentire una voce che la rassicurasse. E sapeva esattamente chi chiamare: Digna.

Il telefono squillò solo una volta prima che la donna rispondesse.
«Pronto, Fina? Che succede? Due chiamate in una settimana sono davvero tante per te».
La preoccupazione nella voce di Fina era palpabile ma Digna aveva comunque optato per l'ironia.
«Flo... non scherzare, sono preoccupata... molto preoccupata per Claudia. Non la sento da due giorni, non risponde ai miei messaggi, alle chiamate... Ho un brutto presentimento».
Digna restò in silenzio per un attimo, soppesando le parole. Quando parlò, la sua voce era calma, ma rassicurante.
«Fina, capisco la tua preoccupazione, ma cerca di stare calma. Ti ricordi che mi sono vista con Claudia pochi giorni fa, vero? Abbiamo passato un bel pomeriggio insieme, e sembrava davvero stare bene, ovviamente bene nella norma... lo sai».
Fina rimase in silenzio, sorpresa e allo stesso tempo confusa.
«Sì, ricordo che me l'avevi detto... Ma allora, perché non risponde? Perché non si fa sentire? Non è da lei. È l'unica dei nostri oltre a Tasio che sento giornalmente».
Digna prese un respiro profondo.
«Hai ragione, non è da lei. Ma potremmo essere di fronte a qualcosa di molto più semplice di quanto pensi. Forse ha semplicemente bisogno di un po' di spazio, o magari c'è stato un imprevisto che non ha potuto comunicare. Quando l'ho vista, mi è sembrata in pace, non turbata. Certo, era un po' stanca e ovviamente ancora scossa ma nulla che mi abbia fatto pensare a qualcosa di serio».
Fina si alzò dal divano, iniziando a camminare avanti e indietro per la stanza.
«Non so... ho paura che le sia successo qualcosa di brutto. Dopo quello che è successo mesi fa... io non so più che pensare».
Il pensiero di quei giorni infernali, che aveva scosso entrambe, si insinuò nella conversazione. Un evento che aveva lasciato cicatrici profonde e aveva cambiato le loro vite per sempre. Fina sapeva che né lei né Claudia erano riuscite davvero a superare quel trauma.
«Fina, so che quello che avete passato è stato devastante, ma non possiamo permettere che quel dolore ci paralizzi ogni volta che qualcosa sembra andare storto. Ho parlato a lungo con Claudia quel giorno, e non mi ha dato l'impressione di essere in una crisi. Anzi, sembrava determinata a riprendere in mano la sua vita».
Fina si fermò, stringendo il telefono con più forza.

La voce della crisalideLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora