Buonasera miei cari lettori, vi chiedo di fermarvi un attimo, di respirare con calma, perché quello che vi attende non è semplice. Le parole che seguiranno avranno il peso di una pietra che affonda lentamente, e per quanto vorrei poterle ammorbidire, non posso. Questa storia, come tutte le storie vere, non fa sconti. Ci sono momenti in cui il destino si fa cupo, in cui il dolore arriva senza chiedere permesso, e nulla, per quanto si voglia, può fermarlo. Ed è proprio lì che ci stiamo dirigendo ora, verso un punto in cui la luce che abbiamo seguito vacillerà.
Vorrei dirvi che si tratta solo di una pagina, che basterà voltarla per lasciare tutto alle spalle. Ma mentirei. C’è qualcosa di irrevocabile in ciò che sta per accadere, qualcosa che segnerà non solo i personaggi di questa storia, ma anche voi che li avete accompagnati fin qui, molto più di quanto pensate, ha segnato anche me. Ogni parola sarà un colpo, ogni passo un precipizio, e mentre vi racconterò, sentirete l’eco di questa caduta risuonare dentro di voi. La caduta di Icaro.
So che le mie parole non possono prepararvi davvero. Nessuno può essere pronto per certe verità, né per la sofferenza che portano con sé. Ma vi chiedo comunque di restare, di resistere a questo momento. Perché, anche se doloroso, è necessario. Il mondo cambia in un attimo, e quella trasformazione, per quanto amara, fa parte del nostro cammino.
Se sentite il cuore appesantirsi, non vi preoccupate, è naturale. Anche io sento sulla pelle il peso di quello che sta per accadere. Ma sappiate questo: in ogni tempesta, c’è una fine, anche se ora vi sembrerà lontana. Prepariamoci insieme, allora, a quel che verrà. Non sarà facile, ma è qui, davanti a noi. E non possiamo fare altro che affrontarlo.
Quel giorno iniziò con un pomeriggio grigio e umido, con una leggera pioggia che punteggiava l'asfalto lucido e opaco sotto le nuvole basse. Nadia stava tornando a casa dopo una giornata di commissioni, la mente piena di pensieri e il cuore ancora più pesante. Era stanca, ma non era solo la stanchezza fisica che la tormentava; era quel senso di vuoto, quella mancanza che non smetteva di farle male. Non aveva più visto Giusy dal seminario, e quel breve incontro le aveva lasciato dentro un'emozione irrisolta, come se ci fosse una conversazione che non avevano mai terminato, un abbraccio che non era mai avvenuto.
Mentre parcheggiava l'auto davanti casa, qualcosa attirò la sua attenzione. Nell'auto parcheggiata qualche metro più avanti, riconobbe subito Giusy, che stava scendendo dall'auto con Aldo. Il suo cuore accelerò improvvisamente, una morsa invisibile che le stringeva lo stomaco. C'era qualcosa nell'atteggiamento di Giusy, nella postura rigida del suo corpo, che la fece rabbrividire. Forse era solo immaginazione, forse erano solo le emozioni confuse che si stavano mescolando nella sua mente, ma non riusciva a staccare lo sguardo da quella scena.
Aldo, appena vide Nadia, le rivolse uno sguardo di sfida, quasi soddisfatto della sua presenza. Era come se volesse farle sapere che lui era lì, a fianco della moglie, come un monito. Un gioco sottile di potere si intrecciava tra di loro, e Nadia lo sentì bruciare sotto la pelle. Gli occhi di Aldo, freddi e calcolatori, la inchiodarono per un istante, facendole ribollire il sangue.
Giusy, intanto, scese dall'auto con un’espressione che rivelava tutto: era tesa, come se il suo corpo fosse perennemente in guardia. Quando Aldo le prese il braccio con una possessività che faceva ribollire qualcosa di profondo in Nadia, il cuore di quest’ultima ebbe un sussulto di rabbia. Aldo si avvicinò a Giusy e, quasi meccanicamente, le diede un bacio sulla guancia. Quel gesto doveva sembrare affettuoso, ma trasmetteva tutto tranne che amore. Era un gesto di controllo, di dominio.
Nadia, con gli occhi fissi su quella scena vide Giusy scostarsi leggermente, con una leggera smorfia di disagio. Non lo fece in modo plateale, ma era visibile per chi sapeva osservare. E Nadia sapeva osservare. Sapeva leggere tra le righe dei gesti, delle espressioni, dei piccoli movimenti. E in quel momento, capì che a lei non stava bene, che qualcosa dentro di lei stava gridando, anche se la sua bocca restava chiusa.
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La voce della crisalide
RomansaRomanzo (L)GBT《In aggiornamento》 Nadia Orlandi e Giusy Ferrante. Un'insegnante e una cantante. Quindici anni di differenza. Nulla in comune. Avvertenze: temi forti. 1° #trailer (10/06/2024 - 06/08/2024 )
