La settimana che seguì, per Fina fu una delle più lunghe e devastanti degli ultimi mesi. Lei, Digna e Tasio si erano praticamente rinchiusi nello chalet, affrontando ogni singolo giorno come se fosse una battaglia. Ogni ora sembrava dilatarsi all'infinito, un susseguirsi di sforzi e paure, con Esther che oscillava tra lucidità e delirio. Fina era esausta, il corpo e la mente spinti oltre i loro limiti, e ogni respiro sembrava carico di un peso insostenibile.
Senz'altro la prima notte fu la più terribile. Esther, ormai in astinenza da ore, cominciò a manifestare i primi sintomi: tremori, sudore, nausea. Fina la teneva tra le braccia mentre Digna preparava un impatto freddo. Tasio osservava tutto in silenzio e usciva per comprare il necessario.
Le prime 48 ore erano state brutali, ma il terzo giorno fu ancora peggio. Esther cominciò ad avere attacchi di panico, a urlare nel sonno, a chiedere insistentemente qualcosa che la facesse stare meglio «Basta, ti prego! Vi prego... solo una, per calmarmi!» urlava, contorcendosi tra le coperte.
Fina era rimasta accanto a lei tutto il tempo, tenendola stretta ogni volta che si agitava, mentre Tasio faceva avanti e indietro dalla cucina. Quella sera, quando Digna uscì per prendere aria, Fina crollò dopo 3 giorni di veglia.
«Non so se ce la faccio più» confessò Tasio, mentre cercava di ripulire Esther che aveva vomitato per l'ennesima volta «Mi sento come se stessi affondando con lei»
Fina annuì, stringendo i pugni per la frustrazione «Sa se molliamo adesso, tutto sarà stato inutile»
Digna rientrò poco dopo, con lo sguardo cupo ma determinato. Si inginocchiò accanto a lei, asciugandole il sudore dalla fronte «Non possiamo permetterci di crollare. Non ancora»
Il quinto giorno fu quello in cui, finalmente, qualcosa iniziò a cambiare. Esther, che fino a quel momento era stata completamente sopraffatta dai sintomi dell'astinenza, cominciò a mostrare segni di miglioramento. Le crisi si fecero meno violente ei momenti di lucidità iniziarono a diventare più frequenti.
Fina la osservava attentamente, cercando di non sperare troppo «Come ti senti?» le chiese quella mattina, mentre le porgeva un bicchiere d'acqua.
«Meglio», rispose Esther, la voce roca. «Ma mi sembra tutto un sogno. È come se fosse tutto offuscato»
Digna annuì dal fondo della stanza «Sei forte. Non dimenticarlo»
Ma Fina sapeva che la forza di Esther era solo una parte della storia. La vera sfida sarebbe stata mantenere quella lucidità, impedire che ricadesse di nuovo in tentazione non appena l'astinenza fosse finita. «Non dobbiamo abbassare la guardia» disse Fina a Digna quando uscirono in veranda per un po' di aria fresca «può sembrare migliorata, ma è ancora fragile»
Finalmente, il settimo giorno, ci fu una sorta di tregua. Esther riusciva a stare in piedi da sola, anche se le gambe tremavano ancora. I sintomi dell'astinenza sembravano finalmente allentarsi, e per la prima volta da giorni, un po' di luce entrava nello chalet.
Quella sera, mentre la donna dormiva finalmente tranquilla, Tasio si lasciò cadere sul divano, esausto.
Intanto, a molti chilometri di distanza, Marta non poteva smettere di pensare a quello che aveva vissuto a Barcellona. Era tornata alla sua vita, o almeno ci aveva provato, ma nulla sembrava più avere lo stesso senso di prima.
Ogni pensiero era rivolto a ciò che i ragazzi stavano passando, alla connessione che avevano condiviso, e al bacio rubato di Fina che non riusciva a togliersi dalla testa.
Si sentiva in trappola, costretta a vivere una vita che non la rappresentava più, mentre tutto il suo essere desiderava solo una cosa... e tutti sappiamo cosa. Ma sapeva di non avere scelta. Non poteva buttare via la sua famiglia, la sua vita per quel desiderio che le bruciava dentro. Eppure, ogni volta che chiudeva gli occhi, lei era lì. A mancarle disperatamente, a volerla stringere tra le braccia, mentre sapeva che lei stava facendo lo stesso per qualcun'altra.
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La voce della crisalide
RomanceRomanzo LGBT 《In aggiornamento》 Trama: Cosa succede quando i confini del proprio mondo protetto crollano improvvisamente? Serafina Valero, una professoressa dalla vita ordinaria e metodica, si trasferisce in una nuova casa. Non sa ancora che la s...
