Capitolo da schifo, scusate.
Christian pov.
Non ci potevo credere tutto era accaduto cosi velocemente.
Nel giro di poche ore stavamo insieme, incredibile. Com'era passibile? Io fidanzato? Se l'avrei raccontato a mia madre o a un mio amico mi avrebbe riso in faccia. Non sapevo che fare ero inesperto su questo tipo di cose.
Come avrei dovuto comportarmi? Sapevo solo di provare qualcosa che va oltre l'odio e sicuramente l'amicizia. Giravo con un sorriso a 32 denti e gli occhi che brillavano, o almeno cosi mi aveva detto mia madre.
È la prima ragazza che portai a casa.
Si perché per me portare a casa qualcuna significava tenerci. Non avevo mai portato nessuno a casa mia oltre, ovviamente, i miei amici. Le ragazze che avevo portato a letto prima non sapevano neanche dove abitassi. E volevo che non lo sapessero mai.
La prima donna che non userò solo per una notte. Non volevo solo andarci a letto, volevo viverla. Conoscere ogni parte del suo carattere. Sapere tutto di lei dalle cose che le piacevano a quelle che non le piacevano, a cosa odiava e cosa no. Cosa le dava fastidio e cosa no.
La prima ragazza a cui tenevo davvero. Ci tenevo tanto. E come quando sei ossessionato da qualcuno, quando vai in giro ti giro a cercarla, a vedere se è dietro di te. Quando sei in una folla dì persone e cerchi il suo viso, i suoi occhi. Quando sei tra i banchi di scuola e parli con i tuoi amici e la cerchi con lo sguardo, per vederla se sta bene, se parla con qualcuno. Se è tutto a posto.
La prima ragazza che per averla ho sudato perché di solito le ragazze mi cadeva ai piedi e non facevano ripetere due volte un bacio. Lei mi ha fatto sudare.
La prima che non volevo portare a letto, ma invece viverla e aspettare fino alla fine dei miei giorni se era necessario.
Eravamo li a farci le coccole, baciandoci ogni volta che ci guardavano. Se avremmo continuato di questo passo avremmo fatto un figlio.
Stavamo sdragliati sul letto a guardare il soffitto in silenzio.
《Soffri il solletico?》
dissi io girandomi a guardarla.
Lei con una faccia interrogativa si girò verso di me e rispose 《si perché?》
《Questo non avresti dovuto dirlo》con una mossa veloce mi misi sopra di lei, lei che fino ad ora non aveva capito nulla, ora stava cercando di scappare.
《Troppo tardi》dissi ridendo.
Cominciai a farle il solletico da per tutto mentre lei urlava 《no ti prego Cri lasciami ahahaha》 amavo quando rideva. Aveva un sorriso bellissimo.
Non so con quale forza ribaltò le posizioni e ora io ero sotto e lei sopra di me che mi stava riempendo di solletico.
《Stronza lasciami》dissi io ridendo. Lei fece di peggio.
《Non provare a chiamarmi stronza》disse lei sorridendo consapevole che aveva il controllo.
Lei essendo stanca rallentò il solletico cosi le afferai le mani e gliele strinsi.
《Vado a farmi una doccia vuoi accompagnarmi?》dissi io con un sorriso malizioso sul viso.
Facendole capire cosa intendevo.
Lei divento rossa in faccia
《no visto che mi hai chiamata 'stronza' ora ci vai da solo!》 disse lei scendendo da sopra di me e sdragliandosi accanto a me.
Mi girai a guardarla con gli occhi dolci per vedere se si scioglieva e veniva con me. Ma non ci cascò.
《Piantala di farmi gli occhi dolci tanto non ci casco》disse lei ridendo.
Io mi alzai con il broncio e dissi 《non sai cosa ti perdi principessa》lei rise.
Dopo venti minuti tornai in camera mentre lei era sul mio letto alla stessa posizione di prima, varcai la soglia con solo un asciugamano sui fianchi. OK glielo feci a posta doveva sentirsi in colpa per non essere venuta con me.
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||Credevo di odiarti||
RomanceEleonora Gray,16 anni. Cristian Matthew,19 anni. "Io non l'avevo capito che,da quella sera,mi sarei persa in ogni suo particolare.Non riuscivo a capire se quello che avevo iniziato a sentire da quella sera fosse amore o solo interesse.Ero convinta...
