Picchiettai le dita sul banco liscio ricoperto di scritte. Con il buio della classe non riuscivo a vedere molto, il film che avevano scelto non faceva schifo, di più. La poca luce che c'era era quella che il grande schermo attaccato al grande muro riusciva a illuminare di poco la stanza. Il mio sguardo si spostava da una parola a un'altra.
Parole, nomi, date lasciate da persone sconosciute, amori finiti, amicizie durate anni che saranno ormai state dimenticate.
Parole che fanno venire i brividi. Leggere una data seguita da un nome ti fa sorridere, guardi quei numeri e cerchi di immaginarti due ragazzi felici mentre lasciavano il loro segno, il loro passaggio sul quel banco, in questa scuola.
Ti immagini come sarebbe tornare dopo anni e riconoscere la tua calligrafia su un banco. Come i ricordi tornano in un secondo, ricordare quegli anni di adolescenza passati su quei banchi a immaginare il proprio futuro.
Spostai lo sguardo sentendomi due occhi puntanti addosso, lo vidi sdragliato sul banco con il viso su di esso mentre mi fissava. Quindi non ero l'unica ad annoiarmi.
《Finiscila di fissarmi.》gli dissi piano distogliendo lo sguardo.
《No.》disse lui non facendo una piega.
《Non fare lo stronzo, smettila di fissarmi.》dissi infastidita.
《Perché?》disse lui sorridendo.
《Perché si.》dissi io seria.
《Perché? 》disse lui insistente.
《Odio quando mi fissano.》dissi poggiando la testa sulla mano e il gomito sul banco cercando di prestare attenzione al film.
《Io posso fissarti, l'altri no.》disse alzando la testa dal banco e sistemandosi meglio sulla sedia. Sorrisi imbarazzata, io intendevo in generale e non mi riferivo solo al sesso maschile.
Si avvicinò con la sua sedia, e posò il proprio braccio dietro le mie spalle sullo schienale della sedia, avvicinò il proprio dito sul braccio destro e cominciò a farlo salire e scendere sulla mia pelle, non mi girai e cercai di guardare quel coso. Si avvicinò al mio viso e strofino il suo naso sulla mia guancia.
Rimasi immobile sperando di non attirare l'attenzione.
《Ma la vuoi finire?》dissi io agitata voltandomi verso di lui.
《No.》disse lui pericolosamente vicino al mio viso. Mi guardò e con un movimento veloce posò le labbra sul mio collo.
《Se ci scoprono ti ammazzo, e questa volta non scherzo.》dissi io chiudendo gli occhi.
Ero agitata ma rilassata, lui riusciva a rilassarmi ma a farmi agitare comunque.
《Ti pare che mi faccio scoprire? Il professore è talmente interessato al quel cazzo di film che riuscirei a scoparti su questo banco senza che se ne accorga.》disse lui ridendo.
《Devi essere sempre così volgare?》dissi io nel suo orecchio.
《Le cose preferirei farle che dirle.》disse lui guardandomi.
Fortunatamente era buio e grazie al cielo non mi vide diventare di tutti i colori.
《Sempre il solito.》dissi io scuotendo la testa.
Lo vidi sorridermi e pian piano si avvicinò al mio viso.
Era sempre lo stesso effetto: io che mi imbarazzavo, lui che mi uccideva e neanche lo sapeva.
《Sempre la solita ingenua. Sempre con le guance rosse, il sorriso timido e quegli occhi vivi. Quegli occhi innocenti e grandi.》disse sorridendomi.
《Sempre il solito sfacciato. Tutt'altro che timido. Sempre con quel sorriso bello, che mi fa morire. Sempre con gli occhi vivi, basta guardarli che rivivo.》dissi sorridendogli.
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||Credevo di odiarti||
RomanceEleonora Gray,16 anni. Cristian Matthew,19 anni. "Io non l'avevo capito che,da quella sera,mi sarei persa in ogni suo particolare.Non riuscivo a capire se quello che avevo iniziato a sentire da quella sera fosse amore o solo interesse.Ero convinta...
