Jelena POV
Il silenzio della casa è quasi irreale mentre scendo le scale. Ogni passo riecheggia leggero nel grande soggiorno vuoto. Mi stringo addosso la felpa troppo grande di Jace e sbadiglio. Jace non tornerà stanotte, probabilmente dormirà da Asher, e Dorota sarà già andata a dormire.
Un po' di solitudine non mi dispiace. Domani torneranno Marcus e Summer.
Arrivo in cucina e accendo una luce soffusa. Il bagliore illumina appena l'ambiente, creando ombre lunghe sulle pareti. Apro il frigorifero, il freddo mi sfiora il viso. I miei occhi scorrono sui ripiani mentre afferro una bottiglia d'acqua e la apro con un sospiro.
Poi sento un rumore. Un tonfo sordo, lontano. Mi blocco, il cuore che rallenta per un istante. Inclino leggermente la testa, cercando di capire da dove provenga. Sarà Dorota. Deve essere Dorota.
Ignoro quella strana sensazione di disagio che mi stringe lo stomaco e mi verso un bicchiere d'acqua.
Un'altro tonfo.
Il rumore di vetri infranti esplode nell'aria come un colpo di pistola. Mi paralizzo. Non è Dorota.
Il bicchiere mi scivola dalle mani, frantumandosi in mille pezzi sul pavimento. Il suono del mio respiro diventa più forte, irregolare.
Passi. Pesanti. Veloci.
Poi la porta della cucina si spalanca con violenza. Un'esplosione di adrenalina mi ghiaccia il sangue.
Tre uomini entrano di corsa. Volti coperti, vestiti scuri. E sono armati. Un urlo mi esplode in gola, ma non faccio in tempo a emetterlo che una mano guantata mi afferra per il collo e mi spinge contro il tavolo.
"No!" ansimo, cercando di divincolarmi.
Le mie mani si aggrappano al braccio dell'uomo che mi tiene ferma, le unghie affondano nel tessuto della sua felpa. Lui non si scompone, non sente nulla.
Un altro si avvicina e mi afferra i polsi, torcendoli dietro la schiena. Un dolore acuto mi attraversa le braccia.
"Lasciatemi andare!" grido, contorcendomi, ma ricevo in risposta solo una spinta ancora più violenta contro il tavolo.
La mia fronte sbatte contro il legno. Le gambe cedono. Un colpo. Secco. Un pugno allo stomaco che mi strappa via il respiro. Un secondo pugno, questa volta più in alto, sotto le costole. Un gemito soffocato mi sfugge dalle labbra. Mi afferrano per i capelli, tirandomi indietro. La mia schiena si inarca, la gola esposta.
"Fottuta stronza, smettila di contorcerti."
Una voce fredda, sconosciuta.
Il terzo uomo mi colpisce. Il suo pugno si schianta contro il mio viso con una forza devastante. La testa mi scatta di lato, il sapore metallico del sangue mi esplode in bocca. Non riesco a pensare, il dolore è troppo.
Un altro pugno, questa volta sulla guancia opposta.
Le mie gambe cedono, ma non mi lasciano cadere.
Mi trascinano fuori dalla cucina, attraverso il soggiorno, senza darmi tregua. Cerco di piantare i piedi a terra, di fermarli in qualche modo, ma uno di loro mi colpisce al ginocchio. Un dolore lancinante mi attraversa la gamba.
Grido. Ma non mi ascoltano.
La porta d'ingresso si spalanca.
L'aria fredda della notte mi colpisce il viso, ma non mi sveglia dal mio incubo. Mi sollevano di peso e mi lanciano dentro un furgone nero. Cado sul pavimento di metallo con un tonfo sordo.
Il portellone si chiude dietro di me.
Buio.
Il furgone si muove, sobbalza, il metallo freddo mi brucia la pelle. Respiro a fatica, il petto si alza e si abbassa con dolore. Ogni movimento è un tormento. Il sapore del sangue mi riempie la bocca, la testa mi pulsa, la vista è sfocata.
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Believe
RomanceDue anime opposte, destinate a scontrarsi o a completarsi? Luce e buio, angelo e diavolo: Gigi e Asher sembrano tutto ciò che il destino non avrebbe mai dovuto incrociare. Eppure, forse, gli opposti non si respingono. Forse, si attraggono. Gigi Mika...
