Final show 44

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New York non è più la stessa.

Forse è cambiata davvero, o forse sono cambiati loro. Quei ragazzi cresciuti tra grattacieli e inverni gelidi, tra nomi importanti e destini segnati ancora prima di nascere. Hanno conosciuto la felicità, il dolore più nero, e la violenza che lascia segni sulla pelle e dentro l'anima. E adesso, la città che una volta chiamavano casa è soltanto un posto carico di ricordi troppo pesanti da sopportare.

Gigi è stata dimessa dall'ospedale in una mattina grigia. Il cielo basso, il vento che taglia il volto, e il profumo di neve nell'aria. È uscita stringendo la mano di Asher, il suo unico respiro in mezzo a un mondo che più volte ha tentato di spezzarla. Insieme a loro c'erano Jace, il fratello che ha scelto di non abbandonarla mai e... la sua vera famiglia. Quella che non è fatta di sangue, ma di legami costruiti sulle cicatrici e sugli abbracci dati quando tutto crollava.

Asher non si è mai allontanato da lei. Non durante le visite, le notti insonni, o le crisi di panico che arrivavano all'improvviso come onde che travolgono e annientano. È rimasto accanto a lei in silenzio quando c'era solo da stringere la mano e ascoltare il buio. Quando Gigi piangeva senza voce, lui c'era. E quando rideva per una battuta stupida di Jace, anche allora. L'ha guardata affrontare i demoni con una forza che nessuno più si aspettava da quella ragazza spezzata. L'ha amata senza condizioni. Come ha sempre fatto.

Marcus Mikaelson, ha provato. Ha bussato a quella porta che aveva chiuso anni fa, forse per orgoglio, forse per paura. Ha cercato di sistemare i cocci di una famiglia che lui stesso aveva frantumato, ma era troppo tardi. Gigi non ha più spazio per lui nel cuore. Non dopo tutto quello che è successo, non dopo aver dovuto imparare a sopravvivere senza di lui quando sarebbe dovuto essere lì. E Jace... Jace ha scelto di smettere di sperare in un padre che non esiste più.
Ormai, quell'uomo è solo il fantasma di ciò che è stato. Non c'è più spazio per lui nelle loro vite. Non dopo tutto. Non più.

«Ho solo una figlia» ha detto Marcus a chi glielo chiedeva, riferendosi alla bambina che ha avuto con Summer, dopo aver distrutto la famiglia che aveva. Gigi e Jace hanno deciso che il loro passato non li avrebbe più tenuti prigionieri.

Ed è stato così che hanno scelto di andarsene.

Londra.

Lì, dove i nonni materni li aspettano da tempo. Dove il peso della loro storia sembra più leggero. Dove le cicatrici fanno meno male. Dove forse possono riprendere a respirare davvero.

Gigi ha chiesto ad Asher di partire con lei. E lui non ci ha pensato un istante. Ha accettato. Perché l'ha sempre saputo: non esiste un posto al mondo dove voglia stare se non accanto a lei.

Hanno fatto le valigie con l'amaro in bocca e il cuore pieno di ferite, ma anche con una nuova speranza. Di quelle che fanno male, ma che valgono la pena.

In aeroporto c'era tutta la famiglia. Abbracci stretti, baci rapidi, occhi lucidi. Nessuna promessa, perché in quella famiglia nessuno è mai stato bravo a mantenerle.

Joshua, con una mano sulla spalla di Asher, gli ha detto solo: «Tienila sempre vicina.»

E Asher ha annuito.

New York è rimasta alle loro spalle, tra le luci, il traffico, i ricordi troppo pesanti. Adesso c'è Londra. E un'altra vita da costruire.

Non sarà facile.

Ma non è mai stato facile per loro.

E questa è solo un'altra pagina da scrivere.

Ma nel mentre, a Manhattan, qualcosa era rimasto in sospeso.

Thomas.

Ci aveva provato. Più volte. Con messaggi, chiamate mai risposte, apparizioni casuali in posti dove sapeva avrebbe potuto incrociarla. Ma ogni tentativo si era infranto contro il muro dolce e fermo che Gigi gli aveva messo davanti.

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