Asher POV
La porta si chiude dolcemente alle mie spalle, ma il battito del mio cuore è troppo forte per non sentire ogni vibrazione, ogni battito, come se l'intero corpo stesse urlando di paura. Quando i suoi occhi incontrano i miei, il mondo sparisce. Un brivido mi corre lungo la schiena, e per un attimo non riesco a muovermi, non riesco a fare nulla. La vedo lì, immobile sul letto, pallida e fragile, e il cuore mi esplode dentro. Ogni parte di me urla di correre da lei, di prenderla tra le braccia, ma qualcosa mi ferma. La paura. La paura di avvicinarmi troppo, di fare qualcosa che non posso più riparare. È come se il peso di tutto quello che è successo mi paralizzasse.
Poi, la sento. La sua voce.
"Asher..." È un sussurro, un suono spezzato che mi colpisce come un pugno allo stomaco. La vedo piangere, le lacrime che scivolano sul suo viso, e il mio cuore si spezza in due. Non riesco a respirare.
Non so più cosa fare. Mi sento così impotente, così distante da lei, come se tutto fosse andato in frantumi.
Ma è la sua voce che mi scuote. È come se mi ricordasse che non posso restare lì, paralizzato dal dolore. Non posso più aspettare, non posso più rimanere distante.
Non mi importa più di niente. In un istante, tutte le paure, tutti i rimpianti, tutto svanisce.
Corro da lei.
Corro e mi butto accanto al suo letto. Le mani tremano, ma non c'è niente che mi impedisca di prenderla in braccio.
La stringo contro di me, senza parole, senza pensieri, solo la necessità di sentirla, di farle sentire che non è mai stata sola, che non lo sarà mai più.
Le sue braccia si avvolgono attorno a me, e in quel momento mi sembra che tutto abbia finalmente un senso. Piango con lei. Non ci sono più parole. Non c'è più niente da dire. C'è solo il nostro dolore, il nostro bisogno l'uno dell'altro, che ci unisce in questo momento.
Mi scuso, mille volte, senza che lei me lo chieda. Non voglio altro che abbracciarla e dirle che non mi separerò mai più da lei, che mi prenderò cura di lei, che non la lascerò mai sola.
Perché io l'amo.
E questo è tutto ciò che conta.
Non riesco a staccarmi da lei. Le lacrime continuano a scendere e non mi interessa più di nasconderle. È come se tutto quello che avevo tenuto dentro per settimane ora stesse crollando addosso a entrambi.
«Mi dispiace...» sussurro ancora contro la sua pelle, mentre le stringo il viso tra le mani. La guardo e il petto mi brucia, cazzo se brucia. «Mi dispiace Gigi... ti ho fatto del male... non ho fatto abbastanza... dovevo... dovevo proteggerti...»
Lei scuote la testa piano, gli occhi ancora gonfi di pianto, e una smorfia le increspa le labbra. «Asher, basta...» mormora, la voce roca, stanca, ma decisa.
«No... no, non basta. Non puoi... io—» la voce mi si spezza. Mi sembra di essere tornato a quella sera maledetta, a quella fottuta notte in cui il suo cuore aveva smesso di battere sotto le mie mani. E io non avevo potuto fare niente. Niente. E ora è viva, è qui, e io continuo a sentirle addosso il sangue, la paura, il vuoto.
«Asher.» La sua mano afferra la mia con forza, più di quanto pensassi potesse in quello stato. Mi costringe a guardarla.
«Smettila.» Le lacrime le rigano il viso, ma è bellissima. È sempre stata bellissima.
«Non è colpa tua.»
Ogni parola è una lama che mi si pianta nel petto.
«Non lo è mai stata. Quindi piantala di chiedermi scusa.»
«Gigi... io—»
«Ti perdono solo se la smetti di dire quelle cazzo di scuse.»
Le sue parole mi colpiscono più di qualunque pugno. La sua voce trema, le lacrime non si fermano, ma non distoglie lo sguardo dal mio. È seria. È viva. È lei.
E io crollo di nuovo.
Chiudo gli occhi, abbasso il capo, annuisco appena.
«Okay.» È un sussurro. Ma è tutto quello che riesco a darle.
Perché la verità è che anche se non posso perdonarmi, se serve a lei... smetterò di chiedere scusa.
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Believe
RomanceDue anime opposte, destinate a scontrarsi o a completarsi? Luce e buio, angelo e diavolo: Gigi e Asher sembrano tutto ciò che il destino non avrebbe mai dovuto incrociare. Eppure, forse, gli opposti non si respingono. Forse, si attraggono. Gigi Mika...
