Asher POV -Due settimane dopo
Sono passate due settimane. Quattordici giorni, quattordici notti insonni e un numero imprecisato di caffè amari bevuti nel silenzio di un ospedale che non smette mai di respirare. Ogni mattina la stessa routine: svegliarmi su quella poltrona scomoda, sistemare il plaid che Logan ha lasciato senza dire niente, e controllare se Gigi ha mosso una mano, un dito, qualsiasi cosa.
Non è successo.
Non ancora.
Ma respira. Perché lei è viva. Perché il monitor è lì, a ricordarmi che il cuore le batte ancora.
Oggi l'aria è diversa. Lo sento appena entro nella stanza. C'è meno odore di disinfettante e più luce. La finestra è aperta, una sottile lama di vento muove appena le tende. Qualcuno ha lasciato un libro sul comodino — so già che è Logan. È la sua abitudine. Un libro per ogni giorno che passa.
Mi avvicino piano, come faccio sempre. Non ho mai smesso di parlarle. Di raccontarle qualsiasi cosa, anche le più inutili. L'altro giorno le ho pure detto che Logan ha perso una scommessa con Nate e ha dovuto correre in mutande per il parcheggio. Non so se mi ha sentito. Ma ho visto la piega leggera delle sue labbra. O forse me la sono inventata.
Mi siedo accanto a lei, stavolta senza paura di toccarle la mano. È calda. È reale.
"Ehi, sono di nuovo io. Sorprendente, eh?"
Mi passo una mano tra i capelli. Sorrido appena.
"Due settimane, Gigi. Non so come diavolo fai, ma continui a tenere tutti in pugno anche da qui. Jace fa finta di essere il duro, Madison sta incollata alla finestra come se aspettasse un miracolo. Penelope si è messa a comandare tutto il personale dell'ospedale. E Logan... beh, Logan è diventato parte del tuo branco. Nessuno gli ha dato il benvenuto ufficiale, ma sai com'è. Quando Maya inizia a essere gentile con te devi iniziare a preoccuparti."
Abbasso lo sguardo sulle nostre mani intrecciate. La mia pelle scura contro la sua. Un contrasto che mi ha sempre fatto impazzire.
"Mi manchi, principessa. Più di quanto io sia in grado di spiegare."
Respiro piano.
"Non c'è più niente che voglio fare senza di te. Nessuna cazzata, nessuna festa, nessun tramonto del cazzo da guardare da solo."
La porta si apre appena. È Jace. Non dice niente, annuisce soltanto. È diventato il nostro linguaggio. Nessuno di noi è bravo con le parole, non per queste cose.
"Penelope ha detto che oggi hai un colorito migliore," le dico mentre lui si avvicina al letto.
Jace accenna un sorriso. "Sta contando le ore prima del tuo risveglio. E non le piace perdere."
Ridacchio. Poi ci sediamo entrambi in silenzio. A guardarla respirare.
Perché sì, sono passate due settimane.
Ma nessuno qui ha mai mollato.
E nessuno lo farà.
Jace si passa una mano sul volto, stanco. Lo conosco troppo bene per non vedere le crepe dietro quella maschera di freddezza che si ostina a tenere su da giorni. Siamo due facce della stessa medaglia, lui e io. Diversi su tutto, uguali nel modo in cui amiamo lei.
"Sai cosa mi fa incazzare?" dice all'improvviso, rompendo il silenzio che ci avvolgeva.
Alzo appena le sopracciglia, aspettando che continui.
"Che non c'è un cazzo che possiamo fare. Solo stare qui. Guardarla. Sperare. È sempre stata lei quella che sistemava tutto, che teneva insieme il casino. E adesso siamo noi a non saper tenere insieme un fottuto pezzo di vita senza di lei."
Annuisco piano. Non c'è niente da aggiungere, perché ha ragione.
Poi mi schiarisco la voce. "Io non vado da nessuna parte, Jace."
Lui mi guarda, occhi lucidi ma duri.
"Lo so. Se fai anche solo mezzo passo indietro... ti stacco la testa, fratello."
Sorrido. "Promesso."
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Believe
RomanceDue anime opposte, destinate a scontrarsi o a completarsi? Luce e buio, angelo e diavolo: Gigi e Asher sembrano tutto ciò che il destino non avrebbe mai dovuto incrociare. Eppure, forse, gli opposti non si respingono. Forse, si attraggono. Gigi Mika...
