Capitolo 16

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QUATTRO

Le giornate con Christina passano rapidamente. Sono felice con lei.
Sono le sei del mattino e io sono sveglio senza un perché.
Guardo Christina dormire. Ispira tanta tenerezza, se non stesse dormendo probabilmente l'avrei già riempita di baci.
Le sposto il braccio che posa sul mio ventre e mi alzo pian pianino.
Mi dirigo verso la finestra.
Oggi c'è un bel tempo, ma fa abbastanza freddo.
Rivolgo un ultimo sguardo a Christina, per poi dirigermi verso la cucina.
Mia madre è già vestita e ben truccata.
"Buongiorno" esclamo raggiante.
"Dove vai di bello?" Assottiglio agli occhi per scorgere un eventuale bugia.
La prendo alla sprovvista.
"Ho un impegno" dice d'un fiato.
Mente. Ogni volta che dice qualcosa trattenendo il respiro, vuol dire che sta mentendo.
"Mamma" la riprendo.
Lei scioglie la tensione accumulata sulle spalle e si lascia scappare un sospiro pesante.
"Frequento un uomo" sorride imbarazzata.
Alzo un sopracciglio.
"E dovevi aspettare che ti sottoponessi ad un interrogatorio per dirmelo?"
Lei scoppia a ridere.
"Non sapevo come l'avresti presa" si giustifica. E le do ragione. È davvero difficile comprendermi a volte. Sono imprevedibile.
"Ma così presto?" Chiedo guardando l'orologio che segna le sei e venticinque.
"Certo che no. Devo passare dalla zia Anne"
"Cosa le è successo?"
"Nulla, ha bisogno di aiuto per l'impianto di irrigazione" il suo volto sprizza serenità e sembra...sollevata.
"Okay" dico sedendomi di fronte a lei, versandomi un po' di caffè nella tazza.
"Ci vediamo stasera"
"Ciao" mi scocca un bacio sulla guancia per poi andarsene.
Dopo una decina di minuti sento una serie di passi proveniente dalle scale, mi ci affaccio ed ecco Christina e la sua lunga vestaglia azzurra.
"Buongiorno" mi dice appena spunta in cucina.
"Buongiorno principessa" viene verso di me, per poi sedersi sulle mie gambe. Si china verso di me per lasciarmi in dolce bacio, che sa di menta.
"Hai dormito bene?"
Accenna con la testa per poi lanciarsi
contro la tazza.
Mi siedo di fianco a lei.
Le verso un po' di caffè nella tazzina.
Stamani è tutto straordinariamente silenzioso, quasi irreale da parte di Christina.
"Chris" la chiamo. Lei si volta delicatamente verso di me.
"Si?" Risponde con la tazza a mezz'aria.
"Tutto ok?"
Accenna.
E io insisto con lo sguardo.
"È tutto ok. Sono solo un po' stordita dal sonno" sorride debolmente.
Tuttavia lascio perdere, le donne sono così. Non ammetteranno mai se c'è qualcosa che non va.
"Okay" sussurro accendendo la TV che è sintonizzato su un canale musicale.
Dopo la tazzina di caffè, Christina pare più pimpante di prima, e non so se sia grazie ad esso o alla musica, in qualche modo nulla che riconduca a me.
"Ho voglia di ballare" afferma.
Inarco un sopracciglio e lei mi colpisce la spalla.
"Dai" mi incita alzandosi dal tavolo per andare davanti alla TV.
La raggiungo senza fare molte storie e mi metto dietro di lei. Poso le mie mani sui suoi fianchi e cominciamo a ballare in un modo abbastanza provocante, fino a quando qualcuno bussa alla porta. Corro ad aprire.
È Zeke.
"Zeke, accidenti. Da quanto tempo!" Lo saluto abbracciandolo. Lui ricambia con un sorriso in viso.
"Entra su" lo invito dentro.
"Ciao Christina" fa subito lui.
"Uh, Zeke" le va incontro e l'abbraccia.
"Come mai qui?" Chiedo. Ne sarà passato di tempo senza sapere più notizie di lui.
"Visita improvvisa e volitiva" sorride.
"Ho forse disturbato qualcosa?" Chiede poi.
Lo guardo facendo un sorriso sbilenco.
"Forse.."
Christina ride lanciandomi contro la sua pantofola. Fa parte della sua gentilezza.
"In effetti sì. Stavamo proprio ballando!" Dice entusiasta Christina trascinando Zeke davanti alla TV.
"Magari tu sai ballare meglio di lui" scherza Christina.
"Scommetto di no" ride.

Restiamo per qualche ora a divertirci e parlare un po' del passato. Fino a quando arriva ora di pranzo ed è ora di mettersi ai fornelli. Zeke ci abbandona, anche se abbiamo insistito parecchio. Si comportava in modo strano, come se gli mancasse qualcosa. Aveva stampato un espressione malinconica in viso che cercava di nascondere forzando un sorriso e qualche risata. Anche se devo dire che ci riusciva abbastanza bene, a mostrare ciò che in realtà non è.
Ma io capivo.
Rideva scherzava, poi lo guardavi e aveva quegli occhi persi nel vuoto, e chissà a che pensava.

"Tobias, allora?" Mi chiede Christina appoggiata al bancone della cucina.
"Sì" vado verso di lei, distratto e diamo il via alla cucina.
Spero che almeno Tris sia felice, ovunque lei sia.

I will come backDove le storie prendono vita. Scoprilo ora