Il pomeriggio prosegue abbastanza tranquillo.
Dopo aver mangiato delle pizze ordinate dal fattorino, decidiamo di metterci a dormire.
Christina sta dormendo da un pezzo, è su un fianco cinta a me.
Io per qualche strana ragione non riesco a chiudere occhio. Eppure fino a poco fa aspettavo parecchio il momento del sonnellino pomeridiano, ma a quanto pare nulla va come vuoi tu.
Mi piace accarezzare la testa di Christina mentre dorme.
È la mia bambina. Non in senso discriminante, ovvio.
A volte mi ritrovo a rimproverarmi perché non la penso tanto quanto penso a Tris.
È un chiodo fisso oramai, e non credo di poter riuscire a dimenticarla. Ma io non voglio dimenticarla, perché d'altronde lei è viva. Nei miei pensieri.
Forse sto sbagliando tutto.
La porta si apre e spunta mia madre.
"Buon pomeriggio" dice abbassando sempre più il tono della voce.
"Ti ho per caso svegliato?" Mi chiede.
"No, silenziosa come un ninja..sono io che non riesco a prender sonno" le sorrido e lei fa lo stesso.
"Devo correre a preparare la cena" dice velocemente.
Rido. Non ho mai visto la mamma così ansiosa. Quando stava con mio padre non era neanche così particolarmente attiva e felice. Non la rendeva felice abbastanza.
"Sta calma, andrà tutto bene. Rilassati" le consiglio.
Lei prende un grande respiro.
"Faccio un po' di pulizie." Degna uno sguardo a Christina.
"Forse non utilizzo l'aspirapolvere" ridacchio cercando di non muovermi troppo per non svegliarla.
Gli occhi di Christina si aprono proprio quando i miei stanno per chiudersi, la sento infatti stiracchiare e lasciarmi piccoli baci sul collo.
"Buongiorno" dice lei strofinandosi gli occhi.
"Per modo di dire, sono le sette di sera"
Lei ride.
"Accipicchia, quanto ho dormito"
"Capita"
"A quest'ora tua madre avrà bisogno di aiuto in cucina" si alza rapidamente e si dirige in cucina.
I miei occhi si fanno sempre più pesanti e mi appisolo.
"Tobias, Tobias" sento un chiamarmi impertinente e uno scuotermi continuo. La cosa mi infastidisce perciò apro gli occhi e mi alzo.
È Christina.
"Il compagno di tua madre sta arrivando"
Guardo di sfuggita l'orario e sono le nove.
Mi alzo per andare in camera mia a cambiarmi. Non ho nessuna intenzione di vestirmi elegante, ma non voglio mi veda in pigiama.
Indosso una maglia e pantaloni neri: insomma, l'allegria.
Sento suonare la porta e decido io di accogliere l'ospite speciale.
Faccio prima un gran sorriso e apro la porta.
E con mio grande orrore c'è una persona che detesto.
Marcus.
Il sorriso mi si spezza in volto e faccio fatica a guardarlo.
Ditemi che è uno scherzo così ci rido su.
Lascio la porta aperta e vado nella mia stanza.
Non riesco a crederci.
Mia madre frequenta un uomo. Non uno qualsiasi. Ma il suo ex-marito.
Sento una serie di colpi sulla porta.
E poi entra Christina. Non dice una parola, pare sia sbalordita quanto me.
Poi mi poggia una mano sulla spalla.
"Lo so che non si è rivelata la persona-tipo che volevi che fosse..ma devi farlo per tua madre." Cerca di convincermi. Come posso vivere con l'idea che probabilmente vivrò ancora con quel mostro di mio padre? Non può ritornare la memoria anche a mia madre, così si ricorda che persona è e l'abbandona?
Sbuffo rumorosamente.
"Fai un piccolo sforzo"
Mi giro verso di lei.
"Immagina se venisse a vivere da noi"
Lei abbassa lo sguardo.
"Spero di no"
Poi alza lo sguardo e ci baciamo.
Avevo bisogno di questo per tornare in me.
"Andiamo" dico mettendomi in piedi e ponendole la mano. Sorride raggiante e mi prende la mano: ci dirigiamo in cucina.
Appena lo vedo nuovamente le stringo involontariamente più forte la mano e lei mi guarda preoccupata.
"Tobias" mia madre appare stupefatta.
"Che ti é successo?"
"Avevo dimenticato di aggiustarmi i capelli" mi guarda aggrottando la fronte, apprezzo che faccia finta di crederci.
"Dunque...lui è mio figlio Tobias, e lei è la sua ragazza, Christina."
Mio padre si avvicina a me a passi lenti.
"Piacere, Marcus"
Quanto vorrei non conoscerlo davvero. Gli stringo la mano stringendo i denti. Poi passa da Christina per fare lo stesso. Questa sceneggiata mi fa venire il voltastomaco.
"La cena è pronta"
Mia madre e Christina ci lasciano da soli a tavola.
"Sei un vigliacco" bisbiglio a denti stretti.
"Come?" Fa anche finta di non capire.
"Le hai raccontato chi sei tu davvero?"lui ridacchia.
"Non se lo ricorderà mai"
Assottiglio gli occhi.
"È ciò che pensi..vogliamo provare?"
Nel momento in cui sta per aprire bocca, arrivano con le pietanze. Gli rivolgo un ultimo sguardo per poi concentrarmi sulla pasta.
"Ottimo, complimenti alla cuoca"
Si complimenta mio padre con finto buonismo.
"Oh grazie" mia madre appare lusingata.
Sto per vomitare.
"Ho finito di mangiare" sbotto allontanandomi con uno scatto dal tavolo.
Vedo mia madre spalancare gli occhi.
Oh, se solo riuscisse a capirmi.
Scuoto la testa e me ne torno sul divano.
Subito dopo mi affianca Christina.
"Tobias, hai messo tua madre in imbarazzo"
Qual è la parte che dovrebbe interessarmi?
"Ops" mento infastidito.
Mi degna di un'occhiataccia.
"Ti avevo detto di farlo per lei" dice a bassa voce.
Ma a lei che importa?
"Ma che t'importa? Io faccio quello che mi pare e come mi pare!" sbotto arrabbiato.
"Io vado a casa" dice anche lei infastidita tornando in cucina, probabilmente per salutare tutti e la vedo passarmi davanti senza degnarmi di uno sguardo e chiudere la porta.
Al diavolo.
Come potrei perdonarlo se la sua sola presenza mi fa diventare una bestia? Come?!
Non potrebbe andarmi peggio, o quasi.
Torno in camera mia e la chiudo a chiavi. Così almeno evito che uno dei due entri in camera mia.
Mi stendo sul letto.
Ripenso al sogno che ho fatto stamani.
Era tutto perfetto, perché eravamo io e Tris.
La guardavo correre su un prato incorniciato da molti fiori colorati e il cielo azzurro libertà.
Mi sorrideva, voleva che saltassi con lei.
Ma appena provai a toccare la sua mano la sua figura si sbriciolò.
L'ambiente iniziò a degenerare. Il prato assumeva un colore verdastro, il cielo diventava grigio e i fiori appassivano.
Ed è più o meno così che mi sento io, un personaggio degenerato, che ha perso la sua brillantezza a causa di una perdita che proviene dal profondo del cuore.
Dio, quasi rido.
Io che non credevo all'amore. Io che non credevo che avrei sentito la mancanza di qualcosa. Io, che avevo il cuore di pietra.
E con questi pensieri prendo sonno.
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I will come back
Fanfiction*** ⚠️: Questa ff riprende il finale di Allegiant, ma non tutti i dettagli saranno uguali alla saga. Cambierò alcune cose. *** Beatrice deve svolgere un impresa che potrebbe costarle la vita: deve resettare la memoria di coloro che lavorano nel dipa...
