TRIS
Il mio sonno viene interrotto alle otto del mattino da uno scuotermi impertinente.
Mi sveglio vedendo Alessia che mi guarda sorridendo.
"Lis" mi stropiccio gli occhi mettendomi seduta.
"C'è un ragazzo che è passato a salutarti"
"È Michael? Digli di pazientare un'attimo" dico balzando giù dal letto.
Ho in faccia un sorriso da ebete.
"Ehm non proprio...mi sa che si chiamava..Zeike, Zeke, Zak..non me lo ricordo" si gratta la nuca.
Il sorriso mi si spezza all'istante.
"Qualcosa che non va?" Mi domanda un volta difronte a me.
"No" scuoto la testa.
Mi avvio verso la sala d'attesa.
E lui è seduto su una poltrona con lo sguardo rivolto verso il basso.
Esito un po'.
"Zeke?" Dico sorpresa
Lui scatta rapidamente verso di me.
"Tris" mi abbraccia.
Non capisco perché sia così affettuoso.
"Che è successo?"
"Niente..pensavo di venirti a trovare...sai mi dispiace solo di essermi comportato da idiota qualche mese fa"
Serro le labbra.
"Capisco" dico sciogliendomi dall'opprimente abbraccio.
"Stavo pensando a Uriah. Ho capito che se sono lontano da casa riesco a sentirne meno la mancanza" dice agitandosi.
URIAH. E chi è?
"Capisco..." dico delusa.
"Oh..era uno dei tuoi più grandi amici..credo" balbetta.
"Tu eri un mio amico?" Cambio argomento.
"Non ci parlavamo molto"
Faccio un sorriso sbilenco.
Mi metto seduta su una poltrona.
"Ehi mi piacciono i tuoi capelli, sembri una persona diversa. A stento ti riconoscevo" ridacchia.
Questa si che è una bella notizia.
"E come hai fatto a riconoscermi?" Indago
"Dalla voce. E dai tuoi lineamenti"
Sbuffo. Come faccio a cambiare la mia voce? E nascondere i lineamenti?
"Okay.."
Sono indecisa nel parlargli del mio piano. Non so quale sarebbe la sua reazione. Non voglio che si metti a controbattere infrangendo il mio piano.
Faccio un lungo respiro.
Ma sì, io glielo dico. Non può impedirmi di fare ciò che voglio.
"Zeke"
Lui volta la testa di scatto verso di me. Sembra immerso nelle nuvole dei pensieri.
"Sì?"
Mi sistemo meglio sulla poltrona.
"Voglio fare una cosa" dico guardando il pavimento.
"Cosa?" Chiede curioso.
"Partire per Chicago" bisbiglio
Lui sgrana gli occhi. Si avvicina a me e si china.
"Perché, Tris?" Chiede calmo.
"Vado alla ricerca dei miei ricordi" gioco con una ciocca, imbarazzata.
Lui si alza con uno scatto e fa un breve tratto, sembra agitato.
"Tris...sai che è sbagliato?"
Si volta e mi guarda dritto negli occhi.
"Sì.." Sussurro.
"Quando?" Chiede impassibile
"Fra un mese, il giorno del mio compleanno"
Smette di fare avanti e indietro e si siede di fianco a me.
"Ci andrai da sola?"
"Con un ragazzo" evito il suo sguardo.
"Va-vabene" balbetta.
Appoggia le mani sulle gambe e le strofina su di esse.
"Mi rendo conto di non far parte della tua vita a tal punto di convincerti a restare. Non mi sento neanche in dovere di chiederti di restare qui. Vorrei soltanto che tu fossi prudente, cerca di non cacciarti nei guai"
Rimugino parecchio sulle sue parole.
Accenno con la testa.
"Lo sarò" sorrido
"Non credo di potermi fidare di qualcuno" continuo.
Lui accenna soddisfatto.
"Allora puoi star tranquilla." Si alza piano e penso sia sul punto di andarsene.
"Zeke, che ci fai qui?"
Rimane in silenzio e ciò non mi piace affatto.
Richiamo la sua attenzione schiarendomi la voce.
"Motivi personali" sorride sotto sforzo.
Gli faccio credere che me la sia bevuta, non mi interessa poi così tanto saperlo.
"Vabene, ci vediamo a Chicago, Tris. Ti metterò in contatto con un mio amico che può cederti un appartamento ad un prezzo modesto"
Visto in veste di lavoratore penso che lui possa fare l'imprenditore, se non lo è già.
Sorrido.
"Scommetto che Michael ne sarà contento"
"Michael" il suo volto si tinge di un sorriso beffardo.
Gli do una pacca alla spalla.
"Dunque, io ho impegni adesso" guarda l'orologio sul suo polso.
Vado verso di lui per abbracciarlo, e ci stringiamo forte.
"A presto"
Va via.
Rientro nella mia camera e Alessia mi sta guardando attentamente, trovandosi sul mio letto.
Cattivo segno.
Alzo gli occhi al cielo spezzando con un sorriso.
"Dai" mi supplica.
Vado verso di lei e mi fa spazio.
"È Zeke, per la precisione" puntualizzo.
"È il ragazzo che mi ha portata qui. Era passato solamente a salutarmi, io gli ho parlato del mio piano. Lui era visibilmente contrariato, ma ha capito" dico entusiasta.
Lei mi abbraccia posando il suo viso tra il mio incavo.
"Inoltre mi ha ceduto una casa"
Lei alza il viso.
"Sono molto felice per te! Spero vivamente che non ti succeda nulla.." La sua espressione appare triste.
"Lis" le alzo la testa, obbligandola a guardarmi.
"Non mi succederà nulla" la rassicuro. E spero sia così.
"Scusami" scoppia a piangere.
L'abbraccio mentre anche i miei occhi diventano umidi.
"Sei la sorella che avrei sempre desiderato, sei l'unica persona che riesce a capirmi. L'unica persona che vorrei al mio fianco per sempre e che adesso va via, probabilmente per sempre. Lo so, è buffo pensarci. Ti conosco da poco, ma hai un qualcosa dentro di te che ti rende unica e speciale." Piagnucola.
Non dev'essere stato facile per lei, vivere per cinque anni qui. Senza l'affetto di una famiglia.
Mi scappa una lacrima.
La stringo ancora di più.
"Vieni con me" le sussurro.
Lei sgrana i suoi occhi diventati ormai rossi.
"Cosa?! È impossibile!" Dice affranta.
"Perché?"
"La mia famiglia" abbassa lo sguardo.
"Cosa?" Non capisco
"Non vorrebbe che io mi allontanassi di qui"
La guardo perplessa.
"Per caso alla tu famigli interessa come ti senti?" Le faccio notare.
"No" scoppia a piangere nuovamente.
So di aver girato il coltello nella piaga, ma volevo farla ragionare.
"Lis. Scappa" le sussurro all'orecchio dopo averle scostato una ciocca dal viso.
"Cos'hai da perdere?"
Smette di piangere.
Mi guarda.
"Nulla" dice accennando un sorriso sbilenco.
"Allora scappiamo" la incoraggio.
Esita.
"Ma sì, facciamolo!" Urla scaraventandosi su di me provocandomi un urlo.
"Scappiamo insieme!" Urlo
"Sì!" Sostiene il mio urlo.
"Ragazze, che diamine succede?!Scappate?" Appare la versione donna Maleficent.
Dallo spavento Alessia balza per terra.
"Non proprio" le parole non mi escono dalla bocca.
"Di cosa stavate parlando?" Chiede perplessa avvicinandosi cautamente verso di noi, con le mani incrociate sul suo ventre.
"Chi ha detto scappiamo? Abbiamo detto...scoppiamo!" Dice fingendo di essere entusiasta.
Trattengo una risata. Come le è venuto in mente?
"State parlando di suicidio, quindi?" Appare ancora più perplessa di prima.
"Ma no, parlavamo di fare un abbuffata qualche sera"
Il volto della donna di rilassa.
"Cercate di fare meno chiasso"
E va via.
Faccio uscire la risata isterica che fino a un momento fa trattenevo.
E Alessia mi guarda divertita.
"Dovevo pur sempre inventarmi qualcosa, no?" Alza le spalle ridendo.
"Sei fantastica" scendo dal letto per abbracciarla forte.
Io adoro questa ragazza, troppo.
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I will come back
Fanfiction*** ⚠️: Questa ff riprende il finale di Allegiant, ma non tutti i dettagli saranno uguali alla saga. Cambierò alcune cose. *** Beatrice deve svolgere un impresa che potrebbe costarle la vita: deve resettare la memoria di coloro che lavorano nel dipa...
