E' bastato guardarti (2)

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Mangiamo e beviamo poi ci sediamo sul dondolo in terrazza e mi faccio coccolare guardando il mare, tengo la mia mano nella sua, mi siedo e lo guardo negli occhi, senza parlare.
Accarezzo il suo viso, i suoi capelli, sfioro le sue labbra e mi sembra di essere a metà tra il sogno e la realtà.
Non ho parole per esprimere realmente quello che sento.
A: ti amo.
I: anch'io ti amo.
Mi perdo come sempre dentro i suoi occhi, potrei guardarlo negli occhi per ore senza parlare perfino senza respirare perché i suoi occhi sono il mio unico ossigeno.
A: grazie per questa meravigliosa serata.
I: non è nulla confronto a quello che tu fai per me ogni giorno.
A: io non faccio niente di speciale.
I: questo lo pensi tu. mi stai vicino, mi sopporti, mi sostieni. Lo so che non è facile stare insieme ad una persona che fa la mia vita ma tu non me lo fai mai pesare per te è come se fosse tutto normale.
A: io voglio che tu sia felice e so che il tuo lavoro ti rende felice. Per me è questo quello che conta.
Si avvicina e mi bacia, mi accarezza la schiena e tiene le sue labbra incollate alle mie.
I: dopo l'incontro con te tutto è cambiato e' bastato guardarti negli occhi, ho pensato alla mia vita è alla possibilità di passarla con te, sembra come se la mia vita sia appena iniziata.
A: perché queste parole mi sembra di conoscerle?
Sorride, beccato!!
I: non sono parole mie però solo adesso io le sento realmente mie, credimi, lo penso davvero.
A: allora è il più bel giorno della mia vita.
Gli faccio l occhiolino.
Si alza e mi prende per mano.
I: dai andiamo in camera è arrivato il momento del tuo regalo.
Sorrido maliziosa e penso "finalmente".
A: Uh uh uh dove ti sei messo il fiocco che non lo vedo?
I: sapessi, inizia a cercarlo.
Andiamo in camera e lo bacio, lo accarezzo, lo voglio.
Il mio regalo è lui, ed è l unico regalo che voglio, ma quando mi distendo sul letto sento qualcosa pungere sotto la mia schiena.
È un pacchetto.
A: ma... Mi hai già regalato la vacanza, la cena perché mi hai preso un regalo!!
I: perché è il tuo compleanno!
A: a me non serve nulla oltre a te.
I: eddai aprilo è una cavolata.
Scarto velocemente e c'è una scatola bianca.
La apro.
A: g grazie è bellissimo, ma non era necessario.
I: ti piace?
A: moltissimo, mi aiuti a metterlo?
È un braccialetto con i ciondoli.
Ci sono il cuore, la chiave, l aereo, la nota musicale, il cane e la casa.
La casa???
I: il letto e lo spazzolino non li fanno.
Ride.
A: peccato, scriverò una mail di lamentela.
Rido anche io.
I: vedi questa è la nostra storia, si possono aggiungere poi.
A: allora un po alla volta ne aggiungeremo, insieme.
Mi accarezza il viso.
I: senti Angelica io vorrei chieder..
Lo interrompo.
A: basta parlare, vieni qui che adesso che io voglio il mio vero regalo.

Dieci giorni volano troppo velocemente ed è già il momento di rientrare a Bologna, mi dispiace abbandonare questo posto meraviglioso ma sono contenta di rivedere Anzio, mi è mancato tanto.
Abbiamo vissuto dieci giorni da sogno io e lui soli, ci siamo solo dedicati a coccolarci e a goderci tutto l amore che abbiamo l uno per l altra.
Fidanzati smielati? Assolutamente sì!!
A volte Ignazio era un po pensieroso come se volesse dirmi qualcosa ma non mi ha mai detto nulla quindi forse era solo una mia impressione.
Noi parliamo tantissimo e di tutto quindi non credo si farebbe problemi.
Siamo abbronzatissimi e super rilassati, pronti per affrontare la frenesia del Natale, almeno io che farò il doppio turno al supermercato.
Natale purtroppo lo passeremo separati, come l anno scorso perché non è giusto che nessuno di noi due si privi della famiglia ma è troppo presto per passarlo tutti assieme, siamo già d accordo che festeggeremo di nuovo il 27 e poi capodanno a Marsala.
Appena atterrati corriamo da Anzio che ci fa mille feste e non ci lascia più ma poi non vuole nemmeno andare via da casa di Chiara, che strano cane.
Disfiamo le valigie e ci mettiamo a letto stremati, con Anzio in mezzo. Ah quanto mi mancava la sua testolina pelosa.
I: pronta per ricominciare con la vita vera?
A: no! Fa freddo, rivoglio il caldo sole del Messico.
I: senti ma che dici se eliminiamo una delle due case.
A: cosa? Vivere insieme?
I: si beh alla fine siamo sempre insieme comunque.
A: ma io amo la mia casa e amo anche la tua.
I: ok, allora niente. Come non detto.
A: ci sei rimasto male?
I: no tranquilla, va bene. Solo che pensavo che si insomma poteva essere un altro passo per noi due.
A: vabbè ma abbiamo tempo no? Non dobbiamo fare tutto subito!
I: ok, si.
Mi bacia e chiude gli occhi.
I: buonanotte.
Non ci credo che non è rimasto male e spero che domani potremmo parlarne di nuovo, mi sembra evidente che adesso non è il momento. Magari è solo stanco il viaggio, il fuso orario.
Però vorrei sapere quello che pensa davvero.
Provo ad appoggiargli una mano sulla spalla ma non si gira nemmeno.
A: buonanotte.

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