Lei mi guardò e mantenendo la porta aperta disse << Forza, guarda sto uscendo, quindi fai il bravo bambino e fallo anche tu>> Io la guardai e le dissi con una faccia sconvolta <<Ma sei impazzita?! Hai appena bucato un sacco da box, e in pieno inverno stai uscendo in canotta!!>> . Lei abbassò la testa e, puntandomi una mano,disse << Hai insistito perché me ne andassi, e ora che lo faccio ti lamenti? E poi che ti importa se esco così??>>. La sua voce aveva un tono indifferente,che non sapevo come riusciva a mantenere. Io sospirai e di istinto mi tolsi il cappotto e glielo misi sulle spalle, e in silenzio mi allontanai. La ragazza mi guardò, fece un ghigno, scosse la testa, e chiuse a chiave la porta della palestra. Pensai che probabilmente non avrei più riavuto indietro la mia giacca e che ero stato un idiota, perché stavo letteralmente congelando. Ma insolitamente mi sentivo strano. Come se quella ragazza avesse lasciato un segno in me da qualche parte. Pensavo cosa mi avesse colpito di lei, ma non ci arrivai. Dopo un po' la mia vista si oscurò e sentì un materiale di stoffa sul mio volto. Scostai la stoffa dal volto, e notando che era la mia giacca, mi voltai alla mia destra. Si trovava Deborah che con la solita voce disse << Se pensi che io ne abbia bisogno, mi sottovaluti >>. Io la guardai e le sorrisi. Sfilai il mio cellulare dalla tasca e le dissi << Questo è tutto da dimostrare >> mentre glielo porgevo. Lei prima guardò perplessa il cellulare, poi mi guardò con la testa inclinata verso destra, come facevano i cani. Lei mi disse << Coso, non ho un cellulare >> Mi si gelò il sangue. Come faceva a non averlo? Anzi, non ne aveva mai avvertito il bisogno? Allora glielo chiesi. Lei fece come per non rispondermi ma poi, pizzicandola un po', mi disse << Non mi piace stare in compagnia. La solitudine è la mia miglior strada. Se avessi un cellulare sarei rintracciabile da tutti.>>. Io la guardai e poi lei mi disse, fermandosi << Io abito qui. Beh, non è stato affatto un piacere conoscerti e spero vivamente di non incontrarci mai più.>> Io feci un falso sorriso. In realtà, nel profondo, io speravo in un nostro nuovo incontro. Di istinto mi venne di dirle << Io sinceramente spero di rivederti>> . Dopo due secondi mi accorsi della immensa cavolata che avevo detto. Mi copri con la mano gli occhi e balbettando dissi << C-cio-è sp-spero di riu-riuscì-scire a..>> quando tolsi le mani dagli occhi le era già andata via.
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Sei la mia miglior paura
RomanceJason è un ragazzo che ha principalmente 3 passioni : il basket, i videogiochi sparatutto, e le belle ragazze. La sua ultima passione è dovuta dal fatto che Jason è un bel ragazzo con dei capelli castani corti, degli addominali scolpiti e degli occh...
