Ancora in ospedale

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<<Buon compleanno, Deb!>> dissi quel giorno entrando nella sua stanza di ospedale. Lei mi guardò e mi sorrise. Mi avvicinai a lei e la baciai sulle labbra, stringendole il volto. Lei non fece un movimento e disse
<<Forse oggi pomeriggio mi dimettono...>> disse tristemente
<<E sei triste!?>>
<<Mi hanno messo a dieta...>> disse sporgendo il labbro inferiore. Io la guardai ed iniziai a ridere
<<Ti hanno quasi perforato lo stomaco e speravi di ritornare a mangiare come tutti i giorni?>>
<<No però...leggi qui. Broccoli? Non so neanche cosa siano i broccoli!>> disse profondamente triste.
Io continuai a ridere, vedendo quante storie stava facendo sulla dieta. Entrò Soren in stanza dicendo
<<Si sta ancora lamentando sulla dieta?>> sorridendo.
Io annuii e mi asciugai le lacrime venute per l'eccessiva risata, mentre Deborah sbraitava sulla cioccolata. Soren poggiò le spalle sul muro, e chiuse gli occhi. Era molto stanco, da quando Deborah era in ospedale, non era più tornato a casa e non aveva dormito. Mi faceva molta pena, era così buono e pure doveva subirsi questo inferno. Ma oggi sarebbe tornato a casa e quindi disse
<<Tutto bene Soren? Se vuoi tornare a casa rimango io con Deb>>
<<Non sono una bimba. Posso rimanere sola>>
<<Deb, l'ultima volta che ti ho lasciata da sola in ospedale ti ho ritrovata seduta su un albero>>
<<Vabbè, cosa c'entra...>>
Soren fece un sorriso stanco e disse
<<Torno pomeriggio per le dimissioni, vado a casa a dormire. Sono molto stanco, grazie Jason. E tu Deborah...>> si avvicinò a lei e le diede un bacio sulla fronte <<...fa la brava>> .
Poi si allontanò, uscendo dalla stanza.
<<Allora Deb, di a me se...>> mi girai per guardarla: aveva un volto cupo e triste. Io la guardai e, entrando nel suo campo visivo, con un sorriso dissi
<<Tutto bene?>>
<<Si...anzi no. Mio padre...>>
<<Tuo padre?>>
<<Si, è colpa mia. Ma perché diavolo sono una persona così impulsiva!>> disse mettendosi le mani tra i capelli
<<Deb, non capisco>>
<<Ogni volta che mi faccio male mi sopporta, ogni volta che sto male mi aiuta...ma penso che si sia stancato di me. Aveva un volto così stanco e...>>
Le strinsi la mano e gli dissi
<<È solo preoccupato perché ti vuole bene. Tu, cerca anche di fare meno stupidate, che non ti farebbe male>>
<<Non faccio mai delle stupidate! È colpa mia se quel tipo mi ha piantato un coltello nel petto?>>
<<A proposito, hai intenzione di esporre denuncia?>>
<<No...sarebbe un caso perso...>>
<<Non lo sarebbe affatto>> affermai con certezza
Lei mi guardò negli occhi, mi prese il viso e presso la mia fronte sulla sua
<<Se è per vendetta che lo fai, rinuncia>> disse guardandomi negli occhi. Io le afferrai le mani e le dissi
<<Non è per vendetta che lo faccio...è per te che lo faccio!>>
Lei fece un sorrisetto e diede un tenero bacio. Io le sorrisi e continuai la frase che avevo perso in precedenza
<<Deb, se hai bisogno di qualcosa chiedimelo, ok?>>
Lei annuì obbedientemente. Io le accarezzai i capelli e sfilai il cellulare dalla mia tasca. Mi appoggiai allo schienale della sedia ed iniziai a chattare. Deborah, guardava fuori dalla finestra, con una grande voglia di scappare. Io le feci una foto di nascosto, ma lei se ne accorse e disse
<<Cancellala>>
<<Ah! Te ne sei accorta! Perché?>>
<<Perché a cosa servono le foto?>>
<<Ad immortalare un momento da ricordare>>
<<Dimmi, tu vuoi ricordare questo momento?>>
Io stetti in silenzio. In realtà non aveva tutti i torti quindi cancellai la foto è la guardai imbarazzato. Lei, come se nulla fosse accaduto, continuò a guardare fuori dalla finestra.
"Sta notte dirò all'infermiera di chiudere le finestre a chiave..." Pensai. Era meglio non correre dei rischi con Deborah!

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