Arrivò Deborah che, quando mi vide con quel foglio in mano, impazzì e cominciò a girare ed a urlare. Sprigionò una rabbia inspiegabile, venuta da non si sa quale avvenimento. Poi accorgendosi che non era un luogo idoneo, prese la carta dalle mie mani e mi diede il foglio di lavoro dicendomi
<< Puoi portarcela quando vuoi ma ora ascoltami. Sta notte non sai dove dormire, vero? Vieni a casa mia, ok? E sappi che non è facoltativo. Ti spiegherò tutto lì>> con voce arrabbiata
Ero confuso dall'accaduto e, contento di poter stare a casa sua le chiesi
<<Ok, a che ora? E sappi che pretendo spiegazioni. E anche questa cosa non è facoltativa>> dissi con aria interrogativa
<<Verso le 20:00>> rispose. Poi si voltò e andò non so dove. Io provavo emozioni contrastanti. Uscii dalla palestra, ma poi mi fermai sui gradini della palestra. Ero seduto e pensavo a quanto ero profondamente contento di poter stare a casa sua. Dopo aver ponderato un po' sulle situazioni accadute, mi alzai ed iniziai a camminare senza meta. Poi decisi di chiamare Lian per passare il pomeriggio con lui
<<Lian, sono Jason>> intonai
<<Si, Jason dimmi tutto>>
<<Tu dove sei?>>
<<Sono a casa di Bree>>Bree era la antipaticissima fidanzata di Lian.
<<Ah...ok>> dissi triste. Ora, non sapevo cosa fare e penso mi sarei limitato a rinchiudermi in qualche bar a limonare ragazze
<<Come mai me lo chiedi?>> chiese stranito
<<Sono fuori casa perché i miei genitori sono partiti. Ma tranquillo che ho già una sistemazione per sta notte. Poi domani mi porta le chiavi mio fratello>> spiegai veloce
<<Sei un vero...>>
<<Non lo dire>>
<<Ma ora che fai?>> il suo tono diventò preoccupato
<<Penso che...andrò in palestra>> dissi. Ero consapevole del fatto che ci ero appena stato, ma ci sarei tornato non da cercatore di lavoro, ma da cliente.
<<Ok, allora ci sentiamo>>
<<Va bene. Ciao>> congedai
Tornai indietro e rientrai in palestra. Trovai Deborah che sistemava alcuni pesi. Io le toccai un spalla e lei si girò. Era più tranquilla, ma non capii il motivo della sua precedente rabbia.
<<Cosa ci fai qui?>> chiese quasi sorpresa
<<Ho deciso di allenarmi>> risposi fieramente
Fece una faccia irritata, poi, ricominciando a sistemare mi disse
<<C'è bisogno di un abbonamento. Non è che entri qui, e ti alleni gratuitamente>>
<<Ma tu lo fai>>
Mi guardò con un volto di sfida, ma poi si arrese e mi disse
<<Vattene, o chiamo John>> minacciandomi
Sospirai e le sussurrai nell'orecchio, tra paura ed eccitazione
<<Che ti sei messa insieme a Rick Lotter?>> parlando lentamente
Lei ebbe uno spasmo muscolare, si girò e mi sussurrò nell'orecchio, anche lei molto lentamente
<<No. Abbiamo...un accordo>>
Si allontanò dal mio orecchio e si diresse verso il bancone dove c'era John che ci guardava con un volto speranzoso
Vidi alcune poltroncine, e mi ci andai a sedere, aspettando pazientemente che il turno di Deborah fosse finito, nonostante sapessi che ci sarebbero volute ore.
Mi si avvicinò John, con due caffè in mano. Me ne porse uno dicendo
<<Bevi ragazzo. Deborah mi ha detto che sei rimasto fuori casa. Poggia il tuo zaino e togliti pure il cappotto>> sorridendo. Io ricambiai il sorriso. Ero contento che John fosse un buon capo. Ora dovevo semplicemente passare il mio pomeriggio seduto, osservando le persone che lottavano tra loro.
Un pensiero mi sorse: appena Deborah era andata al bancone, John era venuto con un caffè dicendomi di accomodarmi. Era stata lei? O era solo John?
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Sei la mia miglior paura
RomanceJason è un ragazzo che ha principalmente 3 passioni : il basket, i videogiochi sparatutto, e le belle ragazze. La sua ultima passione è dovuta dal fatto che Jason è un bel ragazzo con dei capelli castani corti, degli addominali scolpiti e degli occh...
