Per i corridoi

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<<Ehm...ciao mamma>> dissi con tono più arrabbiato possibile. Lei guardò Deborah e poi prese le sue cartelle cliniche e diede un'occhiata veloce. Deborah ironicamente disse
<<Ha intenzione di aumentarmi la flebo al massimo e mandarmi in overdose o mi pianta direttamente un altro coltello sulla pancia?>> guardando l'ago conficcato nella sua pelle
Mia mamma fece un un volto disturbato e chiuse velocemente le cartelle. Guardò Deborah e si avvicinò a lei, mi fece cenno di uscire ed io obbedii non in quanto madre ma da infermiera. Dalla finestra sul muro che dava alla stanza vidi che mia madre le alzò la maglietta e controllò la ferita senza toccarla. Poi, senza dire nulla si girò e se ne andò. Io rientrai in stanza e visi Deborah con una faccia pressoché sconvolta. Io mia avvicinai velocemente a lei, le strinsi la mano e la chiesi preoccupato
<<Cose è successo?>>
<<Tua madre ha bevuto?>>
<<Eh? Ma è astemia!>> dissi ridendo
<<Mi ha appena detto...che finché non mi curerà non sarà soddisfatta>> disse guardandomi stranita
Io feci un volto perplesso e non molto convinto risposi
<<Beh, è un'infermiera, è ovvio che voglia curare i propri pazienti. E poi penso che non ti voglia vedere ogni suo giorno lavorativo, non trovi?>>
<<Sarà...>> disse rilassando le spalle. Poi continuò dicendo <<Dovrei uscire il giorno del mio compleanno dall'ospedale.>>
<<Buono! Almeno non fest...non passerai il tuo compleanno in ospedale>>
Mi scappò di rivelarle la mia sorpresa per lei ma fortunatamente riuscii a correggermi velocemente. Lei mi guardò e mi chiese
<<Vai a chiedere all'infermiera di ridarmi la benda?>>
<<No...sei più carina così>>
<<Ah...ascolta, è un'enorme bugia. Sembro una strega con questa cosa in faccia. Quindi, portami la mia benda>> disse arrabbiata e autorevole. Io non mi feci intimorire ed incrociai le mie dita con le sue. Le misi una mano sulla guancia e le accarezzai il viso con il pollice. Le feci un sorriso amorevole e dissi
<<Perché vuoi così tanto la tua benda?>>
<<...>>
<<Perché?>>
<<...dopo vengono Meghan e gli altri. Non voglio che mi vedano così...>> si rivelò
<<Ok, vado a prenderla>>
Mi alzai e mi diressi verso la porta. Appena afferrata la maniglia mi girai verso di Deborah e le chiesi caritatevolmente
<<Deb?>>
<<Eh?>>
<<Mi giuri che mi dirai sempre tutto?>>
<<...si!>>
Le feci un grande sorriso ed uscii dalla stanza. Io volevo la sua fiducia nei miei confronti in modo che una cosa del genere non sarebbe più accaduta. Volevo solo che riuscisse ad esporsi con me, senza girarci troppo intorno. Era diretta con tutti, tranne con me. "Perché?" continuava ad essere l'unica domanda che mi girava per la testa. Ero più che confuso dalla situazione. Mentre camminavo per i corridoi notai un'infermiera che era già passata per la stanza di Deborah. La salutai e le chiesi
<<Mi scusi, ma si ricorda l'emergenza di sta notte?>>
<<Ehm...sì! La ragazza ferita! Si sente male?>>
<<No, ecco...ha visto per caso la benda che aveva sull'occhio appena arrivata in ospedale?>>
<<Oh, si so dov'è. Le chiedo di aspettare un secondo qui. Cercherò di fare il più velocemente possibile>>
Si avviò con passo veloce per il lungo corridoio imboccando la strada a destra. Io mi appoggiai al muro vicino ad una porta e mi guardai un po' intorno. Il pavimento era lucido, quasi ci si poteva specchiare. I muri erano bianchi, ma con il tempo erano ingrigiti creando delle striature poco gradevoli alla vista. Delle sedie di plastica erano poste davanti la finestra in montatura bianca. La porta a me vicina è aperta e dentro si trova una ragazza. Gli avrei dato 16 anni. Aveva due occhi castani e dei capelli neri tutti arruffati. Aveva un volto tranquillo e abituato come se fosse stata in ospedale un milione di volte. Era stesa su un letto e di fianco a lei si trovava una sedia a rotelle. Guardava fuori dalla finestra e sbuffava in continuazione. Si girò verso di me ed incrociò il mio sguardo incuriosito.

Sei la mia miglior pauraLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora