Le stavo accarezzando delicatamente il volto, scostandole i capelli.
"Ma quanto diavolo sono fortunato" pensai
Vidi il suo occhio aprirsi lentamente. Le feci un sorriso e la tirai verso di me.
<<Oggi fa freddo, nevica fuori>> dissi
Mi stiracchiai e tentai di alzarmi, ma le mie ossa ed i miei muscoli si ribellavano ad ogni mio minimo movimento, facendomi risiedere sul letto. Mi buttai sul cuscino ed affermai
<<Non voglio alzarmi...>>
<<Neanche io>> ammise
Le cinsi la vita e chiusi gli occhi.
<<Dormiamo ancora un po'...>> le dissi
Lei poggiò la testa sul mio petto e disse
<<Perché no...>>
Aveva le labbra poggiate sul mio petto e questa cosa mi fece arrossire. Iniziai ad accarezzarle i capelli ed a baciarle la fronte. La tirai verso di me e la strinsi forte. Per qualche motivo, avevo bisogno di sentirla vicina. Sentivo il calore del suo corpo sul mio. Provavo pace ed amore in quel momento. Lei chiuse gli occhi e sentii il suo respiro rallentare. Io chiusi i miei occhi, pensando che sarei voluto rimanere lì tutto il resto della mia vita.
Dopo più o meno 2 ore aprii gli occhi e vidi Deborah che mia accarezzava con un pollice la guancia, mentre teneva la mano sul mio collo
<<Buongiorno>> le dissi baciandola
Lei non disse nulla e si limitò a ricambiare il bacio.
Con una forza di volontà incredibile, mi alzai dal letto, non dando retta ad i miei muscoli che si lamentavano.
Deborah rimase in coma per qualche secondo, poi disse con voce stanca
<<Ho fame...>>
Le lanciai una felpa e le dissi
<<Andiamo a fare colazione!>>
La porta della stanza di aprì ed entrò Ellie, che disse
<< Chi vuole i pancake?>>
Quando Deborah sentì la madre, si alzò immediatamente in piedi. "La magia dei pancake" pensai.
Ci sedemmo a tavola. Soren sorseggiava un caffè mentre leggeva, mentre Nathan e Giselle parlavano delle valigie e che sarebbero dovuti ritornare a New York perché le vacanze erano finite. Sharon intanto mangiava i pancake tutta contenta, mentre il nonno la vigilava attentamente.
<<Buongiorno, ragazzi>> disse Soren distogliendo l'attenzione dal giornale.
Ellie poggiò due piatti di pancake sul tavolo. Io mi sedetti ed iniziai a mangiare. Solitamente quando si è a casa di estranei, si ha sempre un po' di vergogna. Ma quel posto lo sentivo come casa mia.
Uscii dal condominio e chiamai subito Lian
<<Pronto?>> disse velocemente
<<Lian, sono Jason>>
<<Buongiorno, Jason!>>
<<L'undici è il compleanno di Deb>> dissi senza ricambiare il saluto
<<Oh, ok>>
<<Non ho la più pallida idea di cosa organizzargli!! Idee?>>
<<Ma...boh...>>
<<Aiuti proprio>> dissi ironicamente
<<Ma cosa vuoi che ne sappia?! Cosa piace a Deborah?>>
<<Lottare, i gatti, il cibo...lottare...e i gatti>> dissi pensieroso e confuso
<<Mmh...>>
<<Vedrò di ingegnarmi>>
<<Se ho qualche idea te lo faccio sapere>>
<<Ok, grazie. Ciao, Lian>>
<<Ciao>>
"Che fare?" Pensavo. Ma in quel momento non potevo pensare al compleanno dovevo pensare ad un altra cosa: i miei genitori. Sarei dovuto tornare a casa. Camminai il più lentamente possibile, facendo la strada più lunga ed i vicoli più difficili. Ma arrivai a casa. Aprii la porta. Appena entrai in salotto, l'aria si fece tesa. Inizia ad agitarmi. In quel momento avrei voluto che con me ci fosse Deborah. Mia madre mi guardò. Era infuriata, mentre mio padre non si accorse neanche della mia presenza. Mia madre accavallò le gambe e mi chiese
<<Dove hai dormito?!>> urlando
<<Non ti importa>>
<<Si che mi importa. Sono tua madre ed ho il diritto di saperlo!!>>
<<Da Deborah! Ho dormito da lei! Lo avevo già scritto a papà>> dissi urlando. Aprii il frigo ed estrassi una lattina di soda e la aprii.
<<Non va bene così...ascoltami, Jason noi lo diciamo per te. Devi lasciare Deborah. Non è una brava ragazza.>>
Io spalancai gli occhi e mi infuriai. Pensai che se ci fosse stata Deborah, in quel momento avrebbe iniziato a picchiare mia madre. Mi avvicinai a lei e la guardai con aria minacciosa.
<< Adesso mi ascolti. Tu mi hai sempre trattato come un cane. Non c'eri mai a casa. Quando qualcosa non ti andava bene doveva cambiare. Non ti sapevi adattare. Hai sempre paura di perdere ciò che hai ma così peggiori le cose. Non lascerò la mia vita nelle tua mani. Decido io cosa fare della mia vita, e se ciò ti crea problemi, posso anche andare via da qui e far finta di non conoscerci>>
Miao. Ascoltate la canzone di oggi. Miao
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Sei la mia miglior paura
RomanceJason è un ragazzo che ha principalmente 3 passioni : il basket, i videogiochi sparatutto, e le belle ragazze. La sua ultima passione è dovuta dal fatto che Jason è un bel ragazzo con dei capelli castani corti, degli addominali scolpiti e degli occh...
