Buon anno!

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Deborah salì sul "ring" controvoglia, spinta dalla folla e dal ragazzo che decideva le coppie.
Lei fece più volte no con la testa e si ribellava.
Una ragazza si avvicinò dicendo che sarebbe stata l'arbitro di quella lotta. Al suo tre, la lotta partiva
<<...1...>>
<<...2...>> la situazione si iniziò a fare tesa "Attaccarla o aspettare di essere attaccato?" pensai. Ma tanto sapevo benissimo che mi avrebbe picchiato a sangue
<<...3!!!>>
La folla iniziò ad incitare. Deborah era immobile, braccia sui fianchi.
Allora,non vedendo reazione non seppi che fare. Attaccai, per non rimanere lì a guardarla, con un pugno che lei parò senza difficoltà. Iniziai a bombardarla di pugni che lei parava con gli avambracci, coprendosi il volto.
Stanco gliene sferrai uno forte, che la fece sobbalzare. Notai il suo avambraccio arrossirsi lentamente.
Mi guardò con aria arrabbiata, ma non fece nulla.
La attaccai, ma sta volta non si parò. Incasso tutti colpi che gli diedi. Nonostante mi sentissi in colpa, la rabbia aveva la meglio.
Gli sferrai un calcio molto forte, tanto che cadde in ginocchio sul pavimento. Mi guardò negli occhi. La sue labbra erano sporche di sangue, questa volta era il suo. I suoi occhi pieni di lacrime. Le braccia erano in sfinite, e non si muovevano.
La guardai e la mia rabbia si placcò. Sentì una sensazione colpirmi il petto con forza. Che cosa stavo facendo, a che livello mi ero abbassato.
Si pulì le lacrime sulla spalla e scese dal ring, barcollando.
Sparì tra la folla. La gente mi guardava a bocca aperta, con stima.
<<Signori e signore, abbiamo un incredibile vincitore>>
La folla esultò una ragazza mi alzò il braccio. Dai miei occhi iniziarono ad uscire lacrime. Scesi dal ring e mi diressi in spogliatoio, urtando violentemente la gente. Non c'era. La sua roba non c'era. Trovai la finestra dello spogliatoio spalancata e nonostante fossi a maniche corte, uscii. Era un vicolo chiuso, con solo una scala che portava sul tetto della palestra. La salii, sfinito. Arrivai in cima ed il freddo congelò il mio corpo sudato. Notai Deborah rannicchiata a piangere incessantemente con il suo borsone di fianco. Appena mi vide, si alzò e prese il suo borsone, cercando una via di uscita
<<Perché? Perché mi hai mentito? Perché non sei venuta con me? Perché non mi hai detto che hai ricominciato a combattere? Cosa ho sbagliato? Perché mi odi?>>. Feci tutte queste domande tremolando e guardandola piena di lacrime.
Lei scosse la testa e fece scendere molte lacrime. La sua benda era tutta bagnata
<<Io non ti odio. Ho paura. Ho paura di non renderti felice, di non farti stare bene, di non essere ricca come te! Io sono una persona solitaria e scorbutica. Alcune volte ti offendo, ti faccio male, ma è più forte di me!! Io sono così e non so essere diversa, per favore, abbi paura di me...Ho fatto tutte queste cose per farmi lasciare da te. Io ti voglio bene e non so perché lo ho fatto ma...>>
Le nostre labbra si attaccarono, le nostre lingue si intrecciarono, i nostri corpi si avvinghiarono.
Lei cercava di tirarmi via, ma io non ne avevo nessuna intenzione. Spinsi le sue spalle su un muro che si trovava su quel tetto e la bloccai. Gli dissi
<<Ti amo. Ti amo, te lo metti in testa? Non mi fai capire più niente. Sono io quello che ha sbagliato e ha fatto tutto troppo velocemente...ti ho spaventato, scusa...>>
La guardai e gli asciugai le lacrime in volto. Lei non capì più nulla e mi baciò con passione, come non aveva mai fatto.
Io la strinsi forte e ricambiai il bacio con amore.
Sentivo il sangue tra le sue labbra e mi fece va male pensare che ero stato io a procurarglielo.
Faceva freddo, e quando ansimavamo l'aria si condensava.
<<Torniamo dentro>> dissi
Lei iniziò a camminare verso le scale ed io la seguii. Rientrammo in palestra e ci rivestimmo. Io mi rivestii elegante e lei con i suoi soliti abiti giornalieri.
Uscimmo dallo spogliatoio, e ci ritrovammo in palestra dove trovammo la gente fremere per l'arrivo della mezzanotte.
Ci avvicinammo ai divanetti, dove trovammo Meghan e Stephan baciarsi con passione. Io scoppiai in una risata incondizionata e Deborah li guardò con disgusto
<<Vi prego...finitela>> disse Deborah
Mancava un minuto all'arrivo della mezzanotte
<<Buoni propositi?>> chiesi a Deborah
<<Fare meno cazzate. Tu?>>
<<Amarti più che mai>>
Scoccò la mezzanotte. La gente esultò con un grande festeggiamento, gioendo e ballando. Deborah mi si avvicinò e spinse la sua fronte contro il mio petto
<<Buon anno>>
<<Buon anno, Deb>>

Questa canzone la ascoltavo sempre, ci ero veramente entrata in fissa! Godetevela!!

Sei la mia miglior pauraLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora