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Passarono ore prima di rendersi conto che stava passeggiando per i viali del parco con una felpa rosa e il cappuccio che le copriva la testa. In quel momento si accorse che l'unica musica che le sue orecchie potevano tollerare era quella di Adele.
E così fece. A tutto volume risuonavano quelle note malinconiche.
Vedeva coppie che passeggiavano sotto braccio e che indicavano le varie meraviglie della natura, altre invece che stavano seduti sulla panchina abbracciati.
Ad un tratto il suono del telefono interruppe i suoi pensieri e appoggiandosi su un muretto lesse l'sms che le era appena arrivato.
"Ciao, Cuccioletta..stavo pensando proprio te. Vorrei tanto sentirti, sono giorni ormai che ti lascio messaggi dappertutto ma da parte tua nessuna risposta. Fammi sapere almeno come stai."
A quel messaggio Sylvia non ebbe il coraggio di rispondere subito. Intanto camminava per i borghi di Firenze cercando di distrarsi guardando le varie meraviglie che la natura poteva offrirle. Quelle strade senza tempo, colpivano Sylvia nel profondo. Il Mugello limpido e cristallino con sentieri stretti e ondulati. Case diroccate da un passato che ha fatto la storia.
Squilla il telefono e i pensieri di Sylvia furono nuovamente interrotti.
-Pronto!?.- rispose con stupore.
-Pronto, Cuccioletta sei tu?- era Paolo che finalmente l'aveva rintracciato.
-Ciao, Paolo, come stai?- dice freddamente. -In questi giorni sono stata impegnata con l'Università.- giustificandosi afferma lei.
-Non ti preoccupare, comunque io sto bene. E a questo punto, spero anche te che lo sei.- Dopo attimi di silenzio Paolo prende coraggio e dice. - Avevo pensato di venirti a trovare e conoscerci di vista finalmente!-
-Cosa!!??- Afferma stupefatta.
-Si, ormai è inutile aspettare, io vorrei conoscerti.- risponde deciso.
-Facciamo più in là, verso l'estate, così abbiamo tempo di conoscerci, non credi?-.
-No, ti farò una sorpresa, ormai ho deciso. Non voglio far passare troppo tempo, ho paura che ti possa innamorare di un altro.- E senza nemmeno aspettare la risposta, le chiude il telefono.
"Come sta per venire?" Pensa, mentre affannosamente corre per andare a casa. "E troppo presto per vederci, io non credo di essere pronta."