~Capitolo Dodici~

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Erano ormai le sette di sera e Paolo le inviò un messaggio a Sylvia scrivendole ironicamente.

"Ciao Cuccioletta, ci vediamo dove ci siamo salutati poco fa. Così che non possa perdermi."

Lei lesse l'sms e incominciò ad affannarsi per mettere le ultime cose apposto nella borsetta. Prese le chiavi di casa, il cellulare, i soldi. Poi salutò la madre e il padre con un bacio sulla guancia, avvisandoli che avrebbe fatto un tantino tardi. Chiuse la porta dietro di se, andò a prendere l'autobus, alla fermata di fronte casa sua.

Quella sera era a dir poco spettacolare. Indossava tacchi alti, vestito corto. Capelli bon ton e un trucco talmente semplice che sembrava una bambina, più che una donna. Tremolante teneva tra le sue mani, quasi stritolando, la pochette. Guardava verso le sue scarpe. Era molto nervosa nell'incontrare Paolo. La sua è stata una bella impressione e comunque lo vedeva molto interessato a lei. Ma non si fece prendere troppo dall'entusiasmo. Arrivò l'autobus, salì e aspettò, seduta, la sua fermata.

Dopo qualche minuto di attesa, le porte si spalancarono e Paolo era proprio lì, di fronte a lei, con un mazzo di rose rosse in mano. Si guardarono per qualche istante negli occhi e lui ruppe quel silenzio sospirando:

-Benvenuta....Principessa!-

Sylvia non sapeva cosa poteva dire. Le parole le morivano in gola. Seppe solo guardare quelle rose rosse e apprezzarne ogni singolo petalo. Era il suo fiore preferito, aveva indovinato anche quello.

Dopo qualche attimo il mezzo ingombrante avanzò e rimasero soli, illuminati dalla luce del lampione in ferro battuto, della strada. Poi lui porse il braccio e la prese per mano. Camminarono per il centro storica occhi negli occhi. Tutto era spento intorno a loro. Esistevano solo loro due in quell'istante. Le persone passeggiavano, altri ridevano, gruppetti di bambini che si rincorrevano. Ma loro volevano godersi ogni singolo attimo.

Arrivarono piano e con tranquillità al ristorante da lui prenotato, grazie al proprietario del B&B

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Arrivarono piano e con tranquillità al ristorante da lui prenotato, grazie al proprietario del B&B. Una voce disse:

-I Signori possono accomodarsi al tavolo 6.- dice mentre gli faceva strada.

-Come tavolo 6?- mormora Sylvia sottovoce.

-Non ti piace? L'ho prenotato perché è il giorno della tua data di nascita! È grazie a quel giorno che sei nata e ti ho potuto conoscere!- afferma bisbigliando Paolo.

Il cameriere posò il bouquet di fiori in un vaso e lo acconciò, come decorazione, accanto a loro. La luce della candela al centro al tavolo fu accesa e il cameriere diede l'ok per farli accomodare. Mentre lei stava per sedersi Paolo arriva da dietro, si tira, con un braccio, la giacca grigio perla e accosta la sedia fuori dal tavolo per farla accomodare. Mentre lei si sposta, si aggiusta la gonna del vestito e si accomoda mentre lui la fa mettere sotto al tavolo.

Con un salto, impercettibile, si accomoda anche lui e con uno schiocco di dita richiama il cameriere per poter avere i menù.

Dopo qualche minuto lasciati a fissarsi. Nuovamente è lui che rompe quell'imbarazzo.

SHE 2 #WATTYS2017 La tua prossima ossessione. Scoprilo ora