Lo spazio di Chiara

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Autorepioggiadisettembre

Trama:

ESTRATTO: Non sarei rimasta lì dentro un giorno di più. Ogni volta che incrociavo Isabella era come se i suoi lunghi capelli biondi si attorcigliassero attorno al mio collo, come se il suo sorriso iniziasse a mordermi, come se in fondo ai suoi occhi fosse intrappolata l'immagine di mia madre: giurerei di averla vista bussare su quei vetri blu supplicandomi di liberarla. E un po' ci speravo che fosse lì, mia madre, così che infrangendo quel vetro avrei potuto riaverla. 

TRAMA: Chiara ha 23 anni e cerca il suo spazio nel mondo. Va via di casa, senza un soldo ma con un mucchio di scatoloni, per fuggire da suo padre e da Isabella. Costruirà la sua nuova tana a Roma nell'appartamento ereditato da un lontano parente. Giorno dopo giorno, si scontrerà con mille difficoltà e, non ultimo, con l'uomo delle torte. E l'amore, lo sappiamo, complica sempre le cose.Grammatica/ ortografia:

Ho letto otto capitoli, ma non sono andata avanti con la lettura perché sono andata spesso in confusione nonostante la brevità dei capitoli. Mi spiego meglio. La storia ha sì un linguaggio molto semplice e diretto, che permette al lettore di affrontare questa lettura in modo sereno e, perché no, anche con il sorriso sulle labbra, ma ho riscontrato un po' di confusione nell'esposizione della vicenda stessa sopratutto quando presenti più situazioni contemporaneamente: 

1) nel capitolo " novantanove imprevisti", ad un certo punto non c'ho capito più nulla e l'ho dovuto rileggere un paio di volte, fra gli scatoloni sparsi ovunque e la punteggiatura un po' sballata. Ah, ricorda 66 e 99 si scrivono sessantasei e novantanove.

2) Anche nel capitolo "L'uomo delle torte* ho avuto qualche difficoltà di comprensione, sopratutto al momento del loro incontro. " Col mio trolley verde" chi lo dice? 

Detto ciò, NON sto dicendo che la storia sia scritta male, no! Va solo un po' revisionata perché la lettura è piacevole.

Stile narrativo:

Hai una ottima padronanza di registro linguistico, infatti gli errori sono riconducibili quasi esclusivamente alla punteggiatura. L'unica pecca, a mio avviso, sono i capitoli.Un po' troppo brevi. Condensi troppo l'azione che ovviamente non può essere ben supportata dai fattori legati al contesto linguistico. Ma non posso negare che uno stile così leggero e divertente sia prerogativa anche di una narrazione " breve" dove l'azione - le cui sequenze ( descrittiva e dialogica ) si alternano in maniera rapida e quasi essenziale - procede a ritmo serrato.

Grammatica/ ortografia:

-)Un errore che ho spesso incontrato e che mi sento di farti notate è il non aver messo mai la virgola prima del ma. La virgola solitamente viene inserita prima della congiunzione " MA" quando essa introduce una frase subordinata, mentre non va inserita quando a seguire sono dei semplici termini -delle parole -

( L'ho scritto in maniera semplice così da risultare leggibile) 

" Un'ultima cosa: sono numerati... no non credo arriveranno in ordine ma almeno potrò verificare che siano arrivati tutti... dopo sì, dopo che saranno arrivati»"  In questo periodo del primo capitolo manca la virgola prima del MA: " Un'ultima cosa: sono numerati... no non credo arriveranno in ordine, ma almeno potrò verificare che siano arrivati tutti... dopo sì, dopo che saranno arrivati»

VS:

Questa torta è semplice ma buona= qui non va la virgola.


- )Altro errore, sempre nell'ambito della punteggiatura è dato dall'uso esasperato dei punti di sospensione. Li inserisce praticamente ovunque. Molte delle volte in cui compaiono, dovrebbero essere sostituiti da punto fermo. Ti cito la definizione Treccani: 

" I puntini di sospensione si usano per segnalare che il discorso viene sospeso, in genere per imbarazzo, per titubanza o per allusività".

- )Ricorda che il discorso diretto va sempre chiuso con un punto fermo - dentro o fuori dal DS, a scelta- quando il periodo è concluso. Non inserire la virgola a chiusura DS : " Buongiorno, signor Giuseppe!», gli anni avevano piegato un po' il suo corpo ma non il suo entusiamo.

-)" Il grande portone di legno aveva una porta più piccola, che si apriva per permettere l'ingresso ai condomini, la mattina restava sempre aperta per via che il signor Giuseppe era in giro a fare le pulizie o a distribuire la posta." Ti consiglierei qui l'uso del punto e virgola a delineare una pausa più marcata. Sostituisco anche l'espressione -per via che- "Il grande portone di legno aveva una porta più piccola, che si apriva per permettere l'ingresso ai condomini; la mattina restava sempre aperta perché il signor Giuseppe era in giro a fare le pulizie o a distribuire la posta." ( Cap. 3).

-)" «Arrivo!», salutai con la mano il mio giardino preferito. Poi d'un tratto gridai: «Aaaaah!»" Attenzione alla virgola inserita dopo il Discorso Diretto. Ti consiglio di eliminare quel Aaaah! "«Arrivo!» salutai con la mano il mio giardino preferito. Poi d'un tratto gridai." ( Cap.3).

-)" Come Alice nel paese dei mostri avanzavo catalogando, non rispondendo al richiamo di Giuseppe tanto da urtare con la schiena il portoncino blindato che mi rimpallò all'indietro non prima che il pomello dorato mi scazzottasse il rene piegandomi in due." Volevi trasmettere un po' di ansia, ho letto nel commento. Ma puoi farlo anche inserendo delle virgole. ( Cap.3).

-)" «Guarda amica mia!» e mi trascinò fuori dalla porta mentre Giuseppe entrava con gli scatoloni." Inserirei la virgola nel DD. " «Guarda, amica mia!» e mi trascinò fuori dalla porta mentre Giuseppe entrava con gli scatoloni." ( Cap. 8).

Caratterizzazione dei personaggi:

I tuoi personaggi sono talmente irreali da essere perfetti nella loro imperfezione e stramberia. Non voglio screditarli, assolutamente no, perché sono indubbiamente tagliati per questa realtà particolare, che sembra essergli stata cucita addosso. La protagonista sembra veramente Alice nel paese delle meraviglie che vive in una specie di sogno dove le sue azioni portano a delle conclusione inaspettate. " traslocare per non vivere più con la compagna, sua coetanea, del padre e portarsi dietro tutta la vita chiusa in una montagna di scatoloni che poi venderà per fare ipotetici soldi; Incontrare un ragazzo-torta due volte e trovarsi la ragazza del padre fuori dalla porta di casa, a Roma".

Parere personale:

Dire particolare è poco, ma mi ha fatto divertire. E' una lettura semplice, leggera e carica di umorismo. L'unica pecca è la punteggiatura. Devi assolutamente rivederla. Ho notato che un lettore ti sta dando una mano, ecco, bene, chiedi a lui/lei anche come aggiustare un po' le virgole, i punti di sospensione e il punto fermo. 

Per qualsiasi chiarimenti, sono qui.

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