10. Troppe domande...

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Perché lo aveva lasciato andare? Non ne aveva idea... Forse perché anche solo quel minimo contatto era riuscito a schiantarla contro i reali sentimenti che aveva sempre provato verso Jeffrey.
Probabilmente avrebbe dovuto porsi la domanda aggiungendo "5 anni fa"... Era stata superficiale. Lo aveva da sempre considerato una persona fantastica e lui l'aveva da sempre trattata come nessuno aveva mai fatto.
Si ricordava il loro primo bacio. Erano soli a casa di lei e lui era depresso per suo nonno che poco dopo avrebbe affrontato un'operazione chirurgica rischiosa. Era così giù, nonostante continuasse a sorriderle per non farla preoccupare di sé. Non ci aveva pensato 2 volte. Si era accovacciata su di lui, guardandolo negli occhi. Poi il sguardo si era focalizzato sulle sue labbra e, appena sentì la complicità delle loro intenzioni, si era protesa verso di lui e lo aveva baciato intensamente, senza pensare ad altro se non che lo amava, che lo voleva più di ogni altra cosa. Si era rilassata con tutto il corpo sopra le sue gambe e aveva cominciato a sbottonargli la camicia. Di tanto in tanto apriva gli occhi e lo vedeva in estasi, mentre ansimava per stare al passo con la sua lingua. Nonostante fosse il suo primo bacio doveva ammettere che non era proprio niente male e che amava sentire le sue mani addosso che le stringevano le braccia. Gli aveva accarezzato piano i pettorali, sicuramente molto meno sviluppati rispetto ad ora, eppure le erano piaciuti lo stesso al tocco delle dita.
- Saliamo in camera mia...-, gli aveva sussurrato all'orecchio, ma nel momento in cui lo aveva detto, si era sentita scattare una serratura. Si era buttata accanto a lui e con sguardo indifferente aveva salutato il padre, appena entrato. Rimasti nuovamente soli non poterono non ridere del pericolo scampato.
Al ricordo sorrise e allo stesso tempo rimpianse quel momento. Cercò di riflettere bene su cosa provasse... se fosse semplicemente attrazione di qualcosa che non potesse raggiungere.
Affondò la testa nel cuscino. Niente sesso con Fabian quella sera. Lo aveva mandato via, perché aveva bisogno di stare sola, e il giorno seguente sarebbe anche dovuto partire per l'India, quindi avrebbe dovuto farne a meno per un bel po'. Forse era meglio così... Avrebbe potuto riflettere di più, approfittando dell'assenza di quello scopatore compulsivo.
Ciò che sentiva per Jeffrey andava ben oltre la semplice attrazione e lo sapeva fin troppo bene.
Voleva baciarlo... Voleva averlo lì, accanto a lei sul suo letto... Voleva fare ciò che certuni chiamano "l'amore" con lui... Già che ci pensava non aveva mai fatto l'amore... Era un mondo sconosciuto... Avrebbe voluto scoprirlo con Jeffrey...
E se non lo avesse meritato? Se invece era quella Clare la donna della sua vita che riusciva a farlo sentire amato quanto ne avesse bisogno? Era gelosa... gelosa di qualcosa che non poteva neanche reputarsi suo, ma comunque non riusciva a non esserlo, perché ci teneva veramente troppo a lui. Ecco... un'altra cosa che non aveva considerato. Doveva darsi risposte... Lo amava? Non lo amava? Che importanza aveva per lei? Tanta da farla rinunciare a tutto?
Le scorrevano in testa immagini di lui con quella santina e quasi volle gridare che esisteva anche lei... Esisteva anche lei per lui... O almeno, avrebbe voluto esistere... D'altronde non sapeva se Jeffrey ricambiasse i suoi sentimenti... E se anche lui in quel momento era sdraiato sul letto a pensare le stesse cose per lei?
Basta, stava divagando... Voleva solo che il destino desse loro una seconda possibilità... Magari anche per capire che non erano fatti l'uno per l'altro.
L'ultimo pensiero che le venne alla mente, prima di addormentarsi definitivamente, fu: "Se in amore vince chi fugge, allora io sono proprio destinata a perdere...".

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