Cadde stramazzata sul divano infuriata più che mai, principalmente con sé stessa. Si sentiva in colpa. Lo aveva abbandonato al suo destino. Era una persona ignobile. Però da un lato, si rendeva conto che avesse fatto bene. Non sapeva più come si difendesse qualcuno nel senso giuridico... soprattutto se vi era un'arma del delitto che testimoniava l'esatto contrario di ciò che era pronta ad affermare. Era troppo rischioso. Eppure poteva provarci... nulla lo impediva.
Meglio che mandare il suo bel Marine al patibolo, lavandosene le mani. Gli passò l'immagine di lui con una corda legata al collo. Cancellò la figura all'istante. Le squillò il cellulare e per un attimo sperò fosse Jeffrey, almeno per ritrattare, ma era Fabian.
- Sono arrivato alla prima tappa.-, la informò senza neanche salutarla.
- Tu? Tutto bene?-, si mascherò con falso interesse.
- È successo qualcosa?-, la domanda suonò quasi retorica.
- No... Niente di particolare...-, disse con un filo di voce ancora assorta nei suoi pensieri.
- Sicura?-, era strano che le chiedesse conferma. Di solito non lo faceva.
- Perché?-
- No, così... Ti sento strana...-, la giustificazione la intenerì, nonostante suonasse contraffatta.
- Oh, amore...-, dall'altro capo non vi fu alcun cenno di condivisa compassione.
- Che hai fatto oggi?-, cominciò a suonarle un po' strano quell'eccessivo interesse nei suoi confronti.
- Perché mi fai tutte queste domande?!-
- Perché? Non posso?!-, esclamò Fabian cominciando ad irritarsi.
- No... Non dico questo... È che mi sento sotto interrogatorio...-, ammise, stropicciando un angolo della maglia.
Fabian non fiatò, ma lo sentì sbuffare.
- Va bene, ho capito! Ci sentiamo!-, la salutò stufo, chiudendole la chiamata in faccia.
Bene, mancava solo questa per coronare la giornata. Una bella litigata con il suo fidanzato. Lanciò il cellulare all'altro capo del divano e buttò la testa contro la spalliera.
Non lo riteneva importante parlare di ciò che stesse accadendo a Jeffrey, anche perché era così tanto assurdo che non riusciva a crederci neanche lei. Oltre a dire che sapeva, naturalmente in versione ridotta, del fatto che tra i due cugini non scorresse tanto buon sangue. Certo, non aveva osato chiedere oltre, né a Fabian, né a Jeffrey sul motivo di tale astio, ma era curiosa di venirne a conoscenza. Forse riguardava ciò che l'altro giorno Jeffrey non le aveva detto?
- Buongiorno, amore mio!-, la salutò con un sorriso talmente splendente che sembrò da cartone animato della Disney.
- Ciao, papà...-, ricambiò premendosi in faccia un cuscino di velluto ricamato.
- Che succede? Non ti ho visto stamattina nel tuo letto...-, lasciò intendere il pensiero malizioso Jude.
- Tranquillo... È che sono uscita presto...-, lo rassicurò.
- Come mai?-, suo padre si accostò al divano. Spostò il cuscino sulle sue ginocchia, cercando il modo migliore per non far trasferire informazioni al server del cervello di suo padre.
- Ho dovuto rispondere ad una richiesta d'aiuto...-, Jude la guardò non convinto, ma Carley non cedette con la sua faccia da poker.
- A lavoro?-
- Oh, sì, sì! Certo!-, trovò la scusa buona su un piatto d'argento.
Cercò di soppiantare l'argomento, di cui già ne teneva le redini a fatica, accendendo la Tv. Prese il telecomando e premette il tasto di accensione. Irrimediabilmente il canale scelto era sintonizzato sul telegiornale, la cui notizia scritta a caratteri cubitali era: JEFFREY SHAW: ASSASSINO A TEMPO PERSO?
Suo padre sgranò gli occhi alla vista della scritta. Carley, la quale ancora non se n'era resa conto fino a quando suo padre non aveva imprecato, aveva cominciato a fulminare la giornalista. Ma era possibile che neanche una volta la fortuna giocasse dalla sua parte?
- È qui che è stato rinvenuto il corpo... A qualche metro di distanza dalla casa del presunto assassino, Jeffrey Shaw... Gli inquirenti sono stati così gentili da informarci che la giovane Patricia Patterson è morta a causa di una profonda ferita da arma da taglio, ovvero il coltellino svizzero appartenente al signor Shaw, trovato a diversi centimetri di distanza dal cadavere dietro un albero. Vi sono alcune supposizioni che i due fossero compagni di scuola e che abbiano litigato ferocemente durante la notte scorsa. L'assassino è stato arrestato stamattina e domani sarà in attesa del processo. Per oggi è tutto! Passo la linea al mio collega Lane!-, Carley sperò che suo padre non commentasse con la solita frase che la sgamava sempre in modo inopportuno.
- Ma tu ne sapevi niente?!-, eccola!
Carley alzò gli occhi al cielo. Proprio ciò che voleva evitare.
- Chi cavolo lo ha incastrato?!-, esclamò, senza preoccuparsi della reazione di Carley. Ne fu sorpresa. Come faceva ad essere così certo che Jeffrey non avesse commesso quell'omicidio?
- Perché dici questo?-, domandò innocentemente.
- Perché penso che lo abbiano incastrato? Ma mi sembra talmente ovvio, bambina mia... Jeffrey non può aver mai ucciso una ragazza e lo sai bene...-, d'altronde aveva pienamente ragione. Jeffrey era sempre stato quel tipo di ragazzo che non toccherebbe mai una ragazza e che se vedeva qualcuno offenderla o picchiarla o qualsiasi altra cosa, la difendeva con tutto sé stesso, anche prendendosi le botte che non gli sarebbero spettate.
- Non è perché non lo abbiamo visto per 5 anni, allora possiamo assolutamente affermare che sia cambiato completamente... Oltre a dire che è un soldato... I soldati vedono la morte ogni giorno e hanno una grande capacità di autocontrollo... Non penso che "a tempo perso", come dicono questi ciarlatani, abbiano tanta voglia di andare a uccidere la gente... Poi, come ho già detto, sanno controllare i propri istinti molto bene e guardando Jeffrey si capisce che riesce a mantenerli... In poche parole, è chiaro che una persona come Jeffrey non lasci che i propri "muri di controllo" vengano abbattuti, quando continua sempre ad imporne di nuovi...-, il ragionamento di suo padre non faceva proprio una piega. Quanto era stata stupida, si disse... Come aveva potuto dubitare di lui... del suo Jeffrey! Quel ragazzo dolcissimo che fino all'altro giorno si era prodigato per lei! Doveva assolutamente rimediare... Non c'era alcun attimo da perdere! Ora sapeva cosa avrebbe dovuto fare... Basta lasciarsi divorare dai rimorsi! Avrebbe dovuto avere fiducia in lui incondizionatamente, come lui ne aveva avuta con lei, affidandole in mano la sua vita...
Mentre vide suo padre sparire in cucina, si rese conto di quanto fosse stata ingenua, egoista e superficiale... Forse anche immatura... Avrebbe dovuto credere a ciò che aveva sempre pensato di lui, invece che lasciarsi soggiogare dall'immagine pubblica creata a suo scapito! Ora sì, era determinata, pronta ad agire in fretta e soprattutto di difenderlo come si meritava di essere difeso...
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Il corso della fenice...
ChickLitIl soldato Jeffrey di ritorno da delle missioni militari viene scosso nella notte dalla richiesta d'aiuto gridata da sua zia Noelle, risiedente nella casa accanto alla propria con il marito Mark e il figlio Fabian, al momento in Irlanda per conclude...
