Capitolo 34

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Pov's Ginevra

Fede era davanti a me che continuava a chiedermi perché fossi uscita di casa. Non volevo digli che ero andata a prendere le sigarette,  anche se molto probabilmente lui sapeva già che fumavo,.
<Ginevra sto per perdere la pazienza. Perché sei scappata?> domandò per la cinquantesima  volta.
<Sono andata in spiaggia. > dissi poco convinta.  <Ah si?! Sei andata in spiaggia? Perché Benjamin mi ha detto che ti ha trovato al tabacchino in fondo alla strada.> ribatte lui.
Che stronzo gliel'ha detto. Ho smesso di parlare con Benjamin da oggi. <Ginevra non devi fumare cazzo!> disse Federico risvegliando dai miei pensieri. <Come cazzo devo dirtelo che ti fa male porca puttana!> continuò.
<Senti Fe, puoi evitare di prendermi a voci adesso? In questo momento vorrei morire e tu ti metti ad urlarmi addosso. Non sto bene già mio, non peggiorare le cose. Adesso lasciami stare. > dissi coricandomi nel letto.
<Lasciami stare proprio un cazzo Ginevra,  adesso dobbiamo andare al pronto soccorso per farti mettere dei punti sul braccio. Dai alzati.> disse lui.
Senza dire nulla mi alzai e seguì Federico verso la porta.
<Stiamo andando al pronto soccorso.> disse passando nel corridoio. Benjamin ed Eleonora si erano smaterializzati.  Andò in cucina per avvisarli, io rimasi in corridoio.

Vidi fede tornare con i pugni stretti, la mascella serrata. <Che hai Fe? > chiesi vedendo mio fratello così. 
Non rispose.
Prese le chiavi della macchina e uscì dalla porta.

Stringeva il volante talmente tanto da avere le nocche bianche, la mascella era contratta, stavamo letteralmente sfrecciando per le strade di Catania.
<Fede rallenta siamo in città! > continuavo a ripetere, lui continuava a strigere il volante e a non ascoltarmi.
Arrivammo all'ospedale per miracolo, spense la macchina e scese.
Mi prese per il braccio, la sua stretta mi stringeva il mio taglio, non se ne rendeva  conto ma mi stava iniziando a farmi male. <Ahia ! Fede il taglio! > dissi urlando.  Mi lasciò il braccio e continuò a camminare per l'ospedale, camminava troppo veloce e facevo fatica a seguirlo. Arrivammo ad un banco dove c'era una ragazza giovane. <Salve, mia sorella si è tagliata, il taglio è abbastanza profondo. .. potrebbe essere visitata? >  chiese mio fratello alla tipa che ci rispose di andare nella sala D36 nella quale avremmo trovato il dottore, ci diede un biglietto e iniziammo a salire le sale. Era al quarto piano. Salendo tentai di comunicare con mio fratello ma non mi degnava di uno sguardo.

<Buongiorno,  la ragazza all'entrata ci ha detto di venire qua.> disse Federico
D:< Sì buongiorno,  mi dica.>
F:<Mia sorella si è tagliata con un rovo, il taglio è un po profondo.>
D:<Faccia vedere.> disse il medico prendendo il mio braccio e iniziò a tastare tutta la parte.
Faceva un male cane,  ma cercavo di trattenere le lacrime.
D:<Dovrò mettere qualche punto.>
Prese l'ago e iniziò a bucare e ad unire la mia pelle. Faceva malissimo ma dovevo sopportarlo.
D:<Fatto, mi raccomando rivenite tra una settimana per togliere i punti, cambiate il cerotto regolarmente e pulite bene la ferita.> disse lui mettendomi il cerotto.

<Fede mi puoi dire cosa  hai adesso?>  chiesi per la milionesima volta a mio fratello.
<Hai presente quando ami una persona alla follia e lei sembra che Ricambi il tuo amore,  ma alle prime difficoltà va con il primo che passa?> chiese lui.
<Sì fede, porca puttana c'è l'ho  presente. > dissi incazzata.
Ma è cretino?  Conosce benissimo la situazione tra me e Benjamin e lui mi viene a fare questo discorso?! È scemo? Dico io, ma è scemo?
<Fede cosa è successo?> dissi acida.

Un bellissimo stronzoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora