Capitolo 36

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Pov's Ginevra

Era lì. In un lettino d'ospedale con la flebo nel braccio.
La sua pelle era più bianca del solito.
Risaltavano tutti i suoi tatuaggi.
Rimaneva immobile.
Federico era andato a prendere un caffè nella hall e mi aveva lasciata qua con lui.
Il dottore ha detto che si dovrebbe svegliare a momenti.
Nella stanza risuonavano solo i suoni dei macchinari che controllavano il suo corpo.
Fede ha donato il sangue per lui.
Non avrei mai creduto che lui sarebbe stato in questo ospedale per colpa di mio fratello.
Il suo migliore amico.
La colpa non è di Benjamin.
Ne sono sicura.
Magari un po' a colpa anche lui, ma so che non sarebbe mai successo tutto questo per colpa sua.
Eleonora avrà costretto Benjamin a baciarla per far sì che io ci rimanessi male.
Io non ho nessun motivo per rimanerci male.

È mio amico.

Solo mio amico.

Rimarrà sempre e solo mio amico.

Okay.
A queste parole nemmeno io ci credevo.
Sapevo che non sarebbe rimasto solo un amico per me ma per lui ero solo quella ragazzina stupida che intralciava il suo lavoro.
E ora sono qui. A tenergli la mano, sperando che lui si svegli il prima possibile.
Stava facendo buio e tra un po' gli orari delle visite sarebbero finiti. Sarei resta qua dentro all'infinito ad aspettare che lui aprisse gli occhi.
Non volevo che lui si svegliasse senza qualcuno a fianco.

<Signorina gli orari per le visite sono finiti. Può tornare domani mattina.> disse un infermiera svegliandomi dal sonno.
Mi ero addormentata con la faccia sul lettino dove stava Benjamin.
Avevo ancora la sua mano stretta e non avevo intenzione di mollarla.
<Mi dispiace ma io non me ne vado. > dissi fredda.
<Chi è lei per lui?> domandò l'infermiera.
Non posso spacciarmi per amica. Non è molto importante, non mi avrebbero fatto rimanere.
<Ssssono laaa ssua raggazzza...> dissi incerta.
L'infermiera mi guardò storto e poi se ne andò.

Alla fine ci avevano fatto rimanere.
Giuro che avrei dormito fuori dall'ospedale se non ci avessero fatto restare.
Federico era in corridoio.
Sempre più incazzato. Non poteva crederci al fatto che il suo migliore amico fosse andato a letto con la sua ragazza.
Ho provato a spiegargli il motivo della sua azione ma non mi ha voluto ascoltare.
Federico entrò nella camera e si sedette vicino a me.
<Hai ragione.> disse abbassa voce.
<Come fè?> dissi non capendo a che cosa si stesse riferendo.
<Non è colpa di Benjamin. Beh... più o meno. Diciamo che non è a causa sua che è successo questo.> disse triste.
G:<Senti fè, la causa di tutto questo è stato il mio comportamento con Eleonora.
Io non avevo voglia di parlare con lei, l'ho lasciata fuori dalla camera per 4 ore e poi quando sei arrivato tu le ho detto di non entrare. Ci è rimasta male e per far stare male me e farmela pagare ha baciato Benjamin. Lui si è fatto trasportare da lei e sono finiti a letto.
Lei lo sa quanto mi piaccia Benjamin.
Ma che dico. Io lo amo. Lo amo fè ma lui non lo  capirà mai.> dissi con le lacrime agli occhi.
Federico mi abbracciò notando la mia faccia triste.
In quel momento la mia mano che stringeva la mano di Benjamin venne stretta più forte.

Benjamin aveva aperto gli occhi.
Vedere le sue iridi color ghiaccio/blu mi fece un certo effetto. Divenni subito rossa.
Fede andò subito a chiamare un dottore per far visitare Benjamin.

<Può tornare a casa domani mattina signor Mascolo.> disse il medico rivolto a Benjamin.
<Dovrete controllare il setto nasale e spruzzare questa medicina 2 volte al giorno. Il resto delle cicatrici passerà tra qualche settimana.> continuò verso Federico.
<Potete andare a casa adesso, domani mattina alle 8 potrete venire.> disse l'aiutante di prima mentre mi fissava con aria di sfida.
<No grazie rimaniamo qua.> dissi io acida verso di lei.
<Come preferite.> disse per poi andarsene sculettando per il corridoio.
<Non stressatelo troppo mi raccomando, uno alla volta in stanza.> disse il medico allontanandosi.
Guardai Federico e capì subito che volevo rimanere con lui.

<Ehi..> disse con poca voce lui.
<Ehi.> dissi felice stringendogli la mano.
<È tutta colpa mia.> disse lui triste. <Sono un disastro, combino solo casini.> continuò mentre fissava la stanza.
<Ti do ragione in parte.
Qua la colpa è del mio comportamento nei confronti di Eleonora. Lei l'ha fatto contro di me, non contro Fede.
Eh sì sai combinare solo casini.> dissi scherzando sull'ultima parte.
Lui sorrise e guardò le nostre mani intrecciate.
<Mi sei mancata...> sussurrò.
<Anche tu..non immagini quanto...> dissi fissando le nostre mani...

Un bellissimo stronzoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora