Capitolo 50

1.2K 50 0
                                        



Eravamo seduti nella sala d'aspetto alla stazione di polizia a Catania, stavamo aspettando l'agente Smit che ci avrebbe dato le informazioni e le indicazioni per risolvere questo caso.

<Salve, io sono l'agente Smit, seguitemi che andiamo a parlare nel mio ufficio riguardo questa situazione.> disse lui arrivando verso di noi. Ci alzammo dalle sedie e seguimmo l'agente nel suo ufficio.

<Allora, la situazione è molto complicata> iniziò lui sedendosi nella poltrona dietro la scrivania. <Noi non abbiamo nessuna idea su chi possa essere questo ragazzo, ma lei, signorina Ginevra, può darci le informazioni che servono per risolvere questo caso, dato che lei frequentava questo Max Olivieri.> continuò. Odiavo parlare di lui e ogni volta che sentivo il suo nome una fitta mi attraversava lo stomaco. Presi un bel respiro e raccontai all'agente tutto quello che sapevo su Max, davanti agli occhi di mio fratello e del suo amico.

<Max è stato il mio ragazzo per 2 anni. È italiano dalla parte del padre e australiano dalla parte della madre, è nato in Australia nel 1995. Ha una sorella, Serena Olivieri, lei è nata da Mimmo e da Ludovica Albini, una donna italiana che ha conosciuto quando si è trasferito in Italia dopo aver divorziato con Cecilia Russo, la mamma di Max, quindi Serena e Max stavano in Australia con lei, poiché Ludovica e Mimmo non riuscivano a convivere insieme senza litigare. Ho conosciuto Max quando è venuto a trovare Mimmo e Benjamin in Italia. In quel periodo Mimmo aveva iniziato a lavorare come produttore discografico di mio fratello e di Benjamin Mascolo. Max è stato in Italia per 3 mesi e in questi mesi abbiamo iniziato a frequentarci e ad uscire insieme, nulla di serio per il momento. Dopo questi 3 mesi è dovuto tornare in Australia perché la mamma non stava tanto bene. Da lì ho capito che non potevo stare senza di lui...> iniziai ma venni interrotta dall'agente che mi fece una domanda.. <Hai detto che Max venne in Italia per salutare il padre e Benjamin, con quel nome intendi l'amico di tuo fratello o un'altra persona?>

G: <No intendo Benjamin lui -dissi indicando l'amico di mio fratello che era seduto alla mia sinistra.- erano amici molto tempo fa in Australia. Benjamin è nato in Italia ma avendo la mamma australiana e il padre Italiano da piccolo ha vissuto in Australia con entrambi i genitori, poi hanno deciso di trasferirsi in Italia ma lui ha deciso di rimanere lì per finire gli studi e una volta diplomato raggiunse i genitori in Italia.>

A: <Grazie mille ragazzi, potete andare, vi faremo sapere al più presto.>

Ci alzammo e uscimmo dall'ufficio e andammo verso l'uscita della centrale. Erano le 8.30pm quando mi arrivò un messaggio da Filippo che diceva esattamente questo "Ciao bimba, come va? Ti va di incontrarci al bar davanti alla spiaggia per parlare un po'?" Non avevo molta voglia di uscire, avrei voluto solo rilassarmi a casa ma decisi di uscire a prendere un po d'aria, mi avrebbe fatto bene parlare con un amico. <Fè, mi accompagni al bar davanti alla spiaggia vicino casa nostra?> chiesi.

F: <Si Gin, come mai vuoi andare in spiaggia?>

G: <C'è Filippo che mi sta aspettando..>

F: < Okay, adesso andiamo.>

Detto questo salimmo in macchina e Fede guidò fino alla spiaggia. Si fermò davanti al bar e vidi Filippo che mi salutava con la mano tutto sorridente, scesi e mi avvicinai a lui.

Pov's Benjamin

Se fossi stato io suo fratello molto probabilmente non l'avrei nemmeno fatta scendere dall'auto. O forse si. Non saprei. Forse l'idea di non averla mia mi infastidisce troppo. La guardai scendere dall'auto e avvicinarsi a quel ragazzo che sorrideva come un cretino. Fede ripartì e guidò verso casa, una volta arrivati inventai una scusa per andare a spiare Ginevra. <Emm.. Fede, mi sono accorto di non aver più sigarette, vado al 24h in centro. Torno subito..> dissi velocemente, presi le chiavi dell'auto e raggiunsi il bar il più in fretta possibile.

Arrivato davanti al bar mi accorsi che il tavolino dove si era seduta Ginevra era vuoto. Entrai nel bar e chiesi alla cassiera se aveva visto i due ragazzi e la risposta mi lasciò senza parole. <Si sono usciti adesso da qua tenendosi per mano.> disse lei. Il mio cervello esplose dalla rabbia, serrai i pugni, uscì in fretta dal locale e vidi Ginevra salire su questa macchina blu scura. Salì anche io nella mia macchina e iniziai a seguirli...

Un bellissimo stronzoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora