Capitolo 20

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<Gini esci dal bagno ti prego!> disse disperato mio fratello.
G:<No Fè non esco! Non ho più voglia di andare al mare. Vai tu, io ti aspetto qua in bagno.>
<Ginevra esci da quel bagno ti prego!> urlò la mia amica Eleonora dal telefono di mio fratello. Fede aveva chiamato Eleonora per convincermi ad uscire dal bagno, ma con scarsi risultati.
F:<Cosa dico agli altri se vado?>
G:<Digli che mi sono sentita male e sono rimasta a casa!>
F:<Dai Gini non ho voglia di andare da solo!>
G:<Ci sono Filippo e Andrea con te!>
F:<Va bene, vado solo perché tanto so che non uscirai mai da quel bagno.>
-Grande ci sei riuscita!-
<Ciao Gine!> disse la mia amica dal telefono di mio fratello.
Per tutto questo tempo non avevo sentito Benjamin. Forse era meglio. Appoggiai la schiena alla porta, avvicinai le ginocchia alla faccia e piansi, piansi per sfogarmi.

Sentí un rumore alla porta. Come se qualcuno si fosse appoggiato.
<Ehi.> disse lui con voce roca, quasi spezzata.
Stava piangendo? No, non è possibile.
<Mi dispiace...> sussurrò lui tirando su con il naso. Una lacrima mi rigò il volto. Sentire Benjamin piangere mi fece spezzare il cuore.
<Ehilà...> riuscì a dire solamente.
<Ho sbagliato, lo so, sono un coglione.> disse lui.
Mi alzai e girai la chiave della serratura. Era lì, con il cappuccio in testa, gli occhi gonfi e il naso rosso, stava ancora male e lui si ostinava a non prendere le medicine.
Mi faceva pena nonostante quello che aveva fatto.
Lo abbracciai. Rimase stupito dalla mia mossa, poi ricambiò l'abbraccio stringendomi forte a se.

Eravamo lì seduti in mezzo al corridoio. Nessuno di noi aveva parlato da quando ero uscita dal bagno, forse era meglio così. Avevo la testa sul suo petto. Sentivo il suo cuore battere forte. Il mio ogni tanto ne perdeva uno. Le sue braccia mi tenevano stretta, come se non volessero lasciarmi andare mai più. Respiravo il suo profumo, ah il suo profumo.
Essendo a maniche corte stava iniziando a venirmi freddo. Lui si alzò, mi prese in braccio e mi posò sul divano. Prese la coperta che io gli avevo messo addosso la volta precedente, e la poggiò su di me. Mi accoccolai nuovamente a lui.

Pov's Benjamin

Era così bella. Nessuna ragazza mi avrebbe mai fatto provare quello che sto provando in questo momento. Non avevo mai pianto per una ragazza. L'ho sempre trovata carina ma Fede mi teneva sempre lontano da lei. Forse faceva bene. Sono un completo disastro. Mi sono ostinato a cercare di tenerla lontana da me facendogli del male. Non capivo quanto soffrisse poverina.
Sono un idiota dissi a voce alta stringendo i pugni.

La porta della casa si aprì, vidi Federico che ci guardava con una faccia stupita.
Gli dissi di non fare casino perché Ginevra stava dormendo.
La presi di peso e la portai in camera mia. La poggiai nel letto e tornai da Fede che continuava a guardarmi perplesso.
F:<Non so come faccia a trovare la forza per perdonarti sempre.>
B:<Zio non lo so. Sono un coglione. Lei non è adatta a me, la farei soffrire troppo. Non sono pronto ad avere una relazione seria con una ragazza.>
F:<Benjamin ti chiedo solo di non usarla. Cerca di non fare cazzate ti prego.>
B:<Tienila lontano da me allora. Io provo a farmi odiare Fè ma lei è così fragile e non riesco a fare il duro. Ho bisogno di averla mia.>
F:<Zio non è un'oggetto! Devi cercare di avere comportamenti da amico se non vuoi che si illuda! Parlagli anzi che ignorarla.>
B:<Non ho mai parlato seriamente con una ragazza, eccetto oggi. Oggi è stato diverso.>
F:<Come hai fatto a farla uscire dal bagno?>
B:<È uscita da sola Fè, ha aperto la porta, mi ha abbracciato e poi non abbiamo più parlato.>
F:<Va bene.Fai attenzione, è pur sempre mia sorella.>
Disse lui andando in camera..

Un bellissimo stronzoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora