Capitolo 26

1.4K 60 0
                                        

<Fili, tranquillo, adesso torna a casa che si risolvono le cose. Ciao> disse mia sorella con la voce spezzata mentre accompagnava Filippo al portone d'uscita. Non ci degnò di uno sguardo, nè scendendo le scale nè salendole per entrare in casa.
<Ginevra...> la chiamò Benjamin.
G:<Senti... lasciamo stare. Lasciatemi stare. Adesso ho bisogno di restare sola. Solo questo vi chiedo.> disse lei tornando dentro casa.
Entrò dentro la sua camera e si chiuse a chiave.

Pov's Benjamin

Che cazzo di casino avevo combinato. Adesso era chiusa in questa stanza da 3 ore. Non era uscita. Il cellulare l'aveva lasciato in salotto. Lo presi e me lo misi in tasca. Ero seduto nel corridoio davanti alla porta da quando lei era entrata in quella stanza. Me l'immaginavo in terrazzino, fumando la sua sigaretta. Fuma solo quando è stressata. La conosco così bene. Adesso sarà seduta vicino all'armadio della sua camera mentre fissa la porta. In attesa di qualcosa che non sa nemmeno lei.
Presi il suo cellulare, lo accesi e come blocco schermo c'era una nostra foto. Quella foto l'aveva fatta Eleonora il giorno del suo arrivo. Eravamo così felici in quel momento.
Non sono il suo tipo. Continuavo a pensare. Sono la peggior persona che una ragazza potrebbe mai scegliere. Non sono un ragazzo che ha una relazione. Io sono quel tipo di ragazzo che conosce una ragazza in discoteca e poi se la porta a letto la notte per poi dimenticarla il giorno dopo. Con un ragazzo come me soffrirebbe tantissimo e lei non lo merita.
Che ne so io se quel Filippo sia un bravo ragazzo? Mi da fastidio l'idea che fossero da soli a casa. Chissà cosa avrebbe potuto fare lui. Odio l'idea di qualsiasi ragazzo eccetto Fede vicino a lei. Quando Fede andava a prenderla a scuola e io ero in macchina con lui, molti ragazzi la guardavano, mi dava fastidio ma non l'ho mai fatto vedere. Mi limitavo a Digli parole per far sì che si allontanasse da me quando in realtà si era avvicinata a me da molto tempo.

Si spalancò la porta della sua camera. Era lì, aveva gli occhi gonfi ed arrossati, il segno del pianto e il trucco un po' colato sulla guancia, io la trovavo bellissima. Come sempre.
Si sedette vicino a me in terra. Non parlava. Si limitava a fissare il muro davanti a se.
<Ti odio.> disse con voce rotta a causa del pianto.
L'abbracciai, rimase immobile. Sapevo che quelle parole non le pensava veramente.
<Io ti voglio bene.> dissi io baciandole la fronte. A quel punto ricambiò l'abbraccio.

Rimanemmo un po' così, sempre il silenzio. Non quel silenzio imbarazzante, quel silenzio che vale più di mille parole.
La presi in braccio e la portai in cucina dove trovai Fede ed Eleonora che parlavano.

Pov's Ginevra

<È ora di risolvere delle cosette Bimba.>. Mi sussurrò lui. Non so se la sua voce calda a contatto con il mio collo mi fece venire i brividi oppure se questi erano causati dalla parola BIMBA.
Mi posò sul tavolo e si mise vicino a mio fratello e quella che dovrebbe essere la mia migliore amica.
<Dobbiamo parlare.> disse mio fratello. In quel momento volevo solo scappare con Benjamin il più lontano da tutto e da tutti.

Un bellissimo stronzoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora