<... del veleno in circolo. Ha i valori del globuli bianchi sotto i tacchi. Quella specie di influenza che aveva ha fatto più danni di quelli che pensavo. La sostanza velenosa che ha in circolo non si sa da che cosa provenga..ho fatto del mio meglio ma purtroppo non è servito a nulla. Mi dispiace.> disse il veterinario serio.
La mano di Fede mi stritolava la mano, il dolore che stavo provando dentro era peggio di cento mila spade infilate in gola. La mano che teneva Duke alla longina tremava, scoppiai a piangere nuovamente, abbracciavo forte mio fratello anche lui in lacrime nuovamente.
Mimmo cercava di trattenersi le lacrime ma vedevo benissimo che era sull'orlo del pianto.
<La cosa migliore è addormentarlo per sempre Gin.> disse il veterinario poggiandomi una mano sulla spalla.
Benjamin venne ad abbracciarmi. Ne avevo veramente bisogno di un suo abbraccio. Sciogliemmo quell'abbraccio ma sapevo che ci sarei tornata presto in quelle braccia.
4.36 am.
<Ne sei sicura Gin?> chiese Valerio mentre preparava la siringa.
<È per il suo bene. Ha sofferto troppo, non merita altro dolore in più questo cavallo.> dissi sicura mentre le lacrime mi rigavano la faccia.
Duke era nuovamente sdraiato. Non ha resistito molto in piedi. Ho apprezzato il suo tentativo di rimanere in piedi, ma adesso è meglio che rimanga sdraiato. Non lo voglio vedere mentre cade perché Valerio gli ha fatto la puntura.
Ero seduta con la sua testa sempre sulle mie gambe, Fede mi stringeva la mano sinistra e con l'altra accarezzavo Duke.
<Vado?> disse Valerio mentre si avvicinava a Duke.
<Si.> dissi secca prima di scoppiare in un pianto isterico silenzioso. Non volevo che nessuno sentisse il dolore che stavo provando in quel momento.
Vedevo il liquido verde che passava nella siringa.
<Ci metterà un po' a fermarsi il cuore. Ci vorranno circa 15 minuti prima che il farmaco Fermi tutti i suoi organi.> disse Valerio togliendo l'ago dal collo di Duke.
<Grazie di tutto Duke. Fatti una bella galoppata verso l'alto.> dissi con voce flebile.
Mimmo uscì dal box e chiamò un suo amico per scavare la buca.
Ormai erano passati 25 minuti e il suo cuoricino aveva smesso di battere da un po'. Ero rimasta solo io nel box. Continuavo ad accarezzarlo come se potesse sentirmi ancora.
<Fai piano mi raccomando.> disse Mimmo dopo che avevano caricato Duke sul camion. Salimmo in macchina e seguimmo il camion.
Arrivammo in questa campagna, stava ormai per sorgere il sole dato che erano le 5.50 am, vedevo solo un'enorme buca.
L'avremmo sepolto lì dentro. Povero Duke ancora non ci credo. Stringevo il braccio di mio fratello mentre continuavo a piangere.
<Fatto!> disse Mimmo una volta finito di coprire la buca <Riposa in pace Duke.> disse per poi tornare in macchina.
Il sole era sorto da un po'. Oggi sarei rimasta a casa. Avrei chiesto a Mimmo di mettere i cavalli in giostra per farli muovere un po'.
Arrivati a casa andai in cucina feci una bella tazza di latte caldo e mi chiusi in camera mia.
Avevo tutto il giorno da passare in malinconia.
Il sonno ormai non esisteva per me. Sarei rimasta altri 3 giorni sveglia per controllare Duke se solo sarebbe servito.
Bussarono alla porta ma in quel momento non avevo voglia di vedere nessuno e non risposi.
<Ginevra so che sei lì. Apri.> disse la mia amica.
Non risposi.
<Ginevra non costringermi a chiamare Fede e Benjamin per far sfondare la porta.> continuò lei.
Non risposi nuovamente.
<Ginevra mi sto preoccupando! Aprì sta porta> disse lei.
<Non voglio parlare adesso.> dissi fredda.
<Ginevra io non mi muovo da qua fino a che tu non aprì la porta.> disse lei con aria di sfida.
<Buona permanenza nel corridoio allora!> dissi acida.
Non capiscono che non è il momento, voglio solo stare da sola un momento.
Andai in terrazzino e presi il pacco di Camel e trovai solo una sigaretta.
<Porca puttana. È l'ultima adesso come faccio?!> dissi a me stessa.
<mi tocca andare a comprarle. Non adesso, c'è Eleonora in corridoio e non voglio che mi veda.> continuai parlando a voce alta.
<Idea, salto dalla finestra. Tanto sono al primo piano, vado al tabacchino e torno.> dissi abbassando la voce perché nessuno potesse sentirmi.
Presi i soldi mi misi il cappuccio della felpa in testa e saltai dalla finestra.
È stata più difficile del previsto, non pensavo ci fossero così tanti alberi nella parte vicino alla mia camera.
Mi sono anche graffiata la faccia con un ramo. Ottimo direi.
Il tabacchino era dietro l'angolo, avrei fatto in fretta.
Entrai dentro l'edificio e trovai Benjamin. Che cazzo ci faceva lui qua. Speravo che non mi avrebbe riconosciuto. Abbassai di più il cappuccio per coprirmi meglio la faccia.
Arrivò il mio turno finalmente.
<Salve, un pacco di Camel da 10.> dissi alla signora.
<Abbiamo bisogno di un documento per accertarci che lei non sia minorenne.>
Ma porca puttana. Tutte a me oggi. Tutte a me.
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Un bellissimo stronzo
FanfictionLa vacanza di Ginevra verrà resa impossibile da un ragazzo, stronzo, per cui ha una cotta da 2 anni.
