"...Eravamo mano nella mano per le strade di Catania. Finalmente soli, Federico ed Eleonora erano andati a fare un giro per i negozi mentre io e lui siamo rimasti a passeggiare.
<Ben sediamoci in una panchina vicino al bar.> dissi felice mentre trascinavo Benjamin per andare nell'unica panchina libera.
Attraversando la strada Benjamin mi lasciò la mano per accendere la sigaretta.
Mi girai di scatto e un istante dopo vidi una macchina prendere in pieno Benjamin facendolo sbalzare lontano. La macchina non si fermò. Cercavo di chiamare aiuto ma nessuno sembrava sentirmi.
Urlavo.
Urlavo.
Più urlavo meno la gente mi sentiva.
Ad un certo punto tutte le persone sparirono e rimanemmo solo io e Benjamin.
Tenevo la sua testa che intanto perdeva sangue dal naso.
Il braccio sinistro andava per conto suo. Probabilmente rotto. Perdeva sangue anche dalla testa.
Provai a prendere il cellulare dalla tasca ma qualcuno mi trascinò lontano dal corpo di Benjamin.
Cercavo di allontanarlo ma era troppo forte.
Pingevo a dirotto e urlavo con tutta la mia voce.
Urlavo di lasciarmi stare.
Ma lui sembrava non sentirmi.
<Benjamin!> Urlai..."
Mi svegliai di scatto e mi accorsi di essere completamente sudata.
Tremavo.
Davanti a me avevo la figura sfocata di un ragazzo a petto nudo che continuava a scuotermi e a parlare.
Non capivo nulla di quello che stesse succedendo.
Ad un certo punto apparse un'altra figura maschile davanti a me con il ciuffo biondo.
Come riuscì a mettere a fuoco mi ritrovai Benjamin sul letto che mi parlava. Continuava a dire <Ginevra! Svegliati!>
Poi riconobbi Federico che venne subito ad abbracciarmi.
<Gin, che è successo?! Perché stavi urlando.>
Benjamin sotto la macchina.
Le urla.
Le persone.
La strada.
Il ragazzo che mi trascinava...
<I-I-inc-cubo.> riuscì a dire prima di scoppiare a piangere per poi abbracciare mio fratello.
Continuava ad accarezzarmi i capelli e a sussurrarmi che sarebbe andato tutto bene.
Avevo paura che il mio cuore scoppiasse.
Pov's Benjamin
Non capivo perché mi avesse trattato così male. Cercavo solamente di essere gentile.
Ero lì, sulla poltrona e la fissavo.
La guardavo dormire. Decisi di spegnere la TV e provare ad addormentarmi.
<No! NO! BEN!> la sua voce mi svegliò.
Stava sognando. Andai vicino a lei e provai a tranquillizzarla.
Si muoveva tutta, cercava di liberarsi da una forza inesistente.
Andai a chiamare Federico nella stanza di fianco.
Mi aprì tutto assonnato. Lo presi e lo portai in camera dove Ginevra continuava a muoversi incoscientemente.
<Gin! Ehi! Gin! Tranquilla!> continuava a dirgli Federico ma nulla. Rimaneva con gli occhi chiusi.
<BENJAMIN!!> urlò ad un certo punto alzandosi di scatto Ginevra.
Non ho mai avuto così tanta paura in tutta la mia vita. Temevo non si svegliasse.
Ci guardava come se fossimo due estranei.
<Gin! Che è successo?!> domandò Federico.
<I-I-nc-cubo.> disse per poi scoppiare a piangere tra le braccia di Fede.
Si era un po' tranquillizzata. Federico l'aveva rimessa a letto e sembrava tranquilla.
Accompagnai il mio amico in camera sua, prima di entrare in camera disse <Oh zio, fai attenzione, adesso è spaventata. Chiamami per qualsiasi cosa.>
<Tranquillo Fè.> dissi salutando il mio amico e tornai in camera.
Era lì, sdraiata sul letto che fissava il vuoto con lo sguardo assente.
<Vuoi dell'acqua?> domandai sedendomi sulla poltrona.
Si girò verso di me, scosse solamente la testa per poi continuare a guardare il vuoto.
Provò a coricarsi nuovamente. Spensi la luce e mi sedetti meglio sulla poltrona.
<Ben... dormiresti con me..> sussurrò debolmente.
Non mi aveva mai chiamato Ben. Io per lei ero sempre e solo "Benjamin".
Rimasi un po' stupito all'inizio.
<Certo piccola.> dissi.
Alzai le coperte e mi coricai vicino a lei rimanendo un po' distante.
Si girò verso di me e poggiò la sua testa sulla mia spalla.
<Non mi lasciare sola Ben..> disse piano per poi scoppiare a piangere.
<shhh... sono qua piccola. Sono qua...> dissi accarezzandogli i capelli e stringendola forte con un braccio.
<Sono sempre qua per te.>
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Un bellissimo stronzo
FanfictionLa vacanza di Ginevra verrà resa impossibile da un ragazzo, stronzo, per cui ha una cotta da 2 anni.
