<Questo ragazzo deve essere subito interrogato.> disse l'agente.
Detto questo uscimmo dalla segreteria e tornammo ai box.
Filippo era lì che giocava con il telefono davanti a al box di Chopin.
Ci avvicinammo a lui e come vide l'agente di polizia vicino a noi cambiò espressione.
<Lei è Bologni Filippo?> domandò l'agente.
<S-s-sono i-io..p-perché?> rispose lui.
<Mi segua per favore.> continuò l'agente.
Filippo si alzò e ci seguì.
<Si sieda.> disse l'agente entrando nella stanza seguito da Filippo.
Eravamo in una stanza isolata da muri spessi. Filippo era seduto in un tavolo e l'agente gli faceva delle domande.
Io e Federico eravamo con L'aiutante dell'agente nella stanza più in alto per vedere e sentire meglio.
Filippo confessò di aver messo il biglietto davanti al box perché, anche lui, è stato minacciato anonimamente, se non avrebbe portato il biglietto al mio box sarebbe stato in pericolo anche lui.
L'agente cercava di capire chi fosse a inseguire dei ragazzini qualsiasi, cosa volesse poi da me in particolare..
<Signore, i video della scuderia a Catania sono arrivati dalla stazione di polizia centrale. Desidera vederli?> disse il giovane aiutante dell'agente.
<Si grazie, li metta nello schermo per favore.> rispose lui.
Guardammo i filmati del box di Duke per scoprire chi fosse ad avvelenarlo.
Arrivammo alla notte prima dell'avvelenamento di Duke. In scuderia passo solo il ragazzo che puliva ma non si avvicinò al box, passò solo in corridoio.
Stavamo perdendo le speranze quando il mattino presto vedemmo Mimmo dare da mangiare ai cavalli. Stava dando a Duke un secchio separato da quello degli altri.
Stavamo iniziando a sospettare di lui.
Ma come può il produttore discografico di mio fratello e di Benjamin, che è come uno zio per me? Non poteva farci questo.
Nei video non apparse nessun'altro.
Apparsi io dopo ma a quel punto Duke era già coricato e stava già male.
<Lui chi è?> domandò l'agente.
F:<È il nostro produttore discografico.>
A:<Dobbiamo interrogarlo.>
G:<Ma come facciamo dobbiamo tornare a Catania.>
A:<Il concorso dovrai saltarlo. Tu, i tuoi amici e i tuoi cavalli siete in pericolo. Una truppa starà a sorvegliare i cavalli giorno e notte.
I cavalli torneranno oggi a Catania.>
F:<Si, io ed Eleonora torneremo sta sera con i cavalli, tu e Benjamin tornerete domani mattina. Dobbiamo risolvere la questione.>
A:<Perfetto, noi vi seguiremo con la macchina.>
F:<Chiamo Benjamin e gli dico di venire con Eleonora che partiamo sta sera. I bagagli falli tu sorellina.>
G:<Si Fè, tranquillo.>
<Sono arrivato il prima possibile, dimmi Fede.> disse Benjamin.
Federico gli spiegò la situazione velocemente, e subito dopo caricammo i cavalli in camion.
Una volta partita rimasi con Benjamin perché saremo dovuti tornare in Hotel tra poco.
Si avvicinò Filippo che disse <Senti, Gin, ho dovuto farlo per forza, ci sarei passato anche io. Sono un codardo lo so. Sono terribilmente dispiaciuto. Spero si risolva tutto.>
G:<Grazie Filippo, tranquillo.>
<Adesso andiamo Gine..> sussurrò Benjamin.
Arrivati in Hotel entrammo nella camera di Fede ed Eleonora e prendemmo tutti i vestiti e li posizionammo nelle valigie. Una volta fatto andammo nella nostra camera.
Benjamin andò a farsi una doccia e io intanto iniziai a sistemare i vestiti nelle valigie.
Parti la suoneria del mio cellulare.
*Numero sconosciuto*
Risposi perché ogni tanto il mio telefono sclera e non mi riconosce i numeri.
-Mi succede veramente scherzi a parte-
<Brava Ginevra, adesso che hai chiamato la polizia ti senti al sicuro? Povera illusa. Ti avevo avvisato de fatto che io ti controllassi sempre, adesso, vediamo un po'... Ti dico solo un nome.. Filippo... Buona permanenza e Buon ritorno a Catania.> e attaccò.
Io rimasi paralizzata con il telefono in mano. Le lacrime ormai avevano preso il sopravvento. In quel momento uscì dal bagno Benjamin con i boxer. Lo vidi con la coda dell'occhio venire verso di me. Non riuscivo a muovermi. Piangevo con la testa bassa e gli occhi fissi sul telefono.
Mi prese con forza e mi tirò su.
Mi sentivo debole. Non riuscivo a muovere un muscolo.
Ero letteralmente paralizzata.
Mi scosse un paio di volte, poi mi abbracciò. Sentivo solo le sue braccia che mi stringevano. Non capivo nulla. Chiusi gli occhi e mi addormentai.
Aprí gli occhi e trovai Benjamin che mi fissava con una bottiglia d'acqua in mano.
<Mio dio Ginevra non farlo mai più!> disse sollevato.
Mi alzai e mi faceva male la testa. <Che è successo Benjamin?> dissi mentre mi toccavo la testa.
<Sei svenuta.> disse lui.
-------------------------------------------------------
Non ho mai scritto a voi se non nei panni di Ginevra.
Ma oggi mi sento di farlo.
Nei panni di Irene vi dico Grazie.
Vi dico grazie perché abbiamo superato le 700 visualizzazioni e io non me le sarei nemmeno immaginata. Cioè Wow.. 700 persone che leggono la mia storia.
È incredibile.
Sono contenta che sta storia vi stia piacendo, spero di continuare a farvi arrivare tutte le emozioni dei personaggi come sto facendo adesso. Ho letto un paio di commenti dove mi dicevano di continuare a scrivere perché la storia gli stava piacendo e sono veramente felice.
E a pensare che questa storia è partita da un mio sogno.
Ho iniziato a scrivere questa storia per sfogarmi e non pensavo sarebbe piaciuta davvero.
Non so quanti capitoli ci saranno ancora. Non saranno moltissimi, però chissà se vi è piaciuta veramente questa storia potrei pensare di fare il sequel... chissà...
Comunque ci tenevo a dirvi grazie perché sapere che c'è qualcuno che apprezza la mia storia mi fa sentire davvero bene...
Grazie davvero.
-Irene.
STAI LEGGENDO
Un bellissimo stronzo
FanfictionLa vacanza di Ginevra verrà resa impossibile da un ragazzo, stronzo, per cui ha una cotta da 2 anni.
