Erano passate un paio d'ore da quando la polizia aveva arrestato Max, Serena e Filippo. L'agente doveva tornare alla stazione di polizia e mi lasciò sola nell'ospedale, aspettando che un' infermiere passasse e mi informasse della situazione di mio fratello e del suo amico stupido.
<Lei è la signorina rossi?>
Una donna alta, bionda con il camice bianco si avvicinò a me.
<S-si... sono io> risposi con la voce spezzata.
<Suo fratello chiede di lei, stanza113, al secondo piano> continuò.
I miei occhi si riempirono di lacrime e annuì con la testa. Corsi verso
l'ascensore più vicino e premetti insistentemente il numero due.
Mi avvicinai alla stanza e delicatamente aprì la porta, era in compagnia di una dottoressa che lo monitorava. È inutile dire che ormai ero in lacrime.
Mi avvicinai a mio fratello che aveva gli occhi socchiusi.
<Ehi...> dissi
Lui aprì gli occhi e mi guardò per un paio di secondi <Ehi...> rispose lui con poca voce.
<Com'è andato l'intervento dottoressa?>
D: <Tutto bene, è andata alla grande, abbiamo rimosso il proiettile dalla gamba, per fortuna non ha fatto gravi danni, ci sono voluti solo un paio di punti. Dovrà tenere la gamba a riposo e cambiare il cerotto due volte al giorno. Si rimetterà presto.>
Ringraziai e mi sedetti nella poltroncina vicino a mio fratello.
Ora la mia testa pensava solo a lui. Lui nella stanza. Disteso in terra. Il pavimento cosparso di sangue.
Il mio corpo venne scosso da forti brividi.
<Gini, stai tranquilla che andrà tutto bene. Ho parlato con i medici. In questo momento lo stanno operando d'urgenza a cuore aperto.> A quelle parole sgranai gli occhi. <Qua i medici sono davvero bravi e tranquilla che andrà tutto bene. Ne sono certo.> Mio fratello tentò di rassicurarmi senza risultati ovviamente.
<Fè come fai a stare così tranquillo... io.. io... ho bisogno di vederlo, di sapere che è andato tutto bene, di sapere che lui sta bene...>
<Lo rivedrai, tranquilla> rispose lui tendendo un braccio verso di me. Mi coricai vicino a lui e rimasi in quella posizione per un tempo che pareva interminabile.
<Abbiamo notizie positive del signor Mascolo per voi> disse un' infermiera entrando nella stanza. Saltai giù dal letto e mi avvicinai a lei pregando dicesse quello che volevo sentire. <L' intervento è andato alla grande, per ora sta dormendo ed è tenuto sotto controllo, ma ci sono ottime probabilità che torni in forma presto!>
Fu un sollievo enorme. <Posso vederlo?> domandai all'infermiera.
<Certamente, non per molto perché tra un po' deve fare dei controlli. Si trova due stanze di fianco.>
Presi coraggio e entrai nella stanza. Era lì. Steso sul letto, la sua carnagione biancastra si intonava con le lenzuola chiare del letto. Risaltavano solamente i tatuaggi. Mi avvicinai a lui. Rimasi lì ferma per un po di tempo, mi sedetti e rimasi a guardarlo, senza dire niente.
Gli presi la mano, e gli accarezzai la testa.
<Ehi, so che è inutile parlarti e anche se mi stai ascoltando so che le cose che sto per dirti non cambieranno la situazione tra di noi.> presi fiato e continuai mentre una lacrima mi rigò il volto.
<Ben, io non so che farei se non avessi te. Sei importante, non ci sarà nulla che tu possa fare, io ti darò fiducia, ancora e ancora. Non importa quante volte mi hai spezzato il cuore e quante altre vole lo spezzerai, non importa quante volte mi hai ferito, tu sei l'unico che potrà farmi stare bene ancora, perché senza te non posso vivere. Voglio stare con te, addormentarmi tra le tue braccia e svegliarmi nella stessa posizione... Ti amo Ben e non potrai fare nulla per placare questo grande sentimento. Mi distruggerai tante altre volte ma continuerò a tornare da te. Sempre. Quindi si. Ti amo Benjamin Mascolo.>
Mi mancava il fiato, le lacrime continuavano a rigarmi il volto e continuavo a stringere la sua mano...
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Un bellissimo stronzo
Fiksi PenggemarLa vacanza di Ginevra verrà resa impossibile da un ragazzo, stronzo, per cui ha una cotta da 2 anni.
