Capitolo 51

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Ero in strada da circa 15 minuti, eravamo usciti da Catania e ci stavamo dirigendo verso una destinazione a me sconosciuta, speravo nel meglio ma credevo nel peggio. Dopo altri 5 minuti in strada, la macchina davanti a me girò in questa stradina sterrata, mi tenni un bel po' distante per non sembrare sospetto, facevo però fatica a vedere perché la macchina davanti sollevava tanta polvere e non riuscivo a vedere bene. Vidi la sagoma della macchina che svoltava in una via stretta e si fermò davanti al cancello. Superai l'ingresso per dare nell'occhio e mi parcheggiai nella via successiva. Erano le 9.00pm ed iniziava a essere buio. Li vidi entrare in questo giardino e camminare su una strada asfaltata illuminata solo da alcuni fari. Quando non li vidi più, scavalcai il cancello cercando di fare meno rumore possibile, fu ovviamente impossibile dato che non vedevo nulla perché il cappuccio schiacciava il mio ciuffo di capelli che mi cadeva davanti alla faccia. Camminai lungo la stradina e mi avvicinai all'ingresso della casa abbassandomi per non farmi vedere dalle finestre. Sentivo parlare Filippo e Ginevra ma non capivo bene quello che dicessero.

Un brivido mi attraversò il collo. Un dolore fortissimo alla testa. Tutto d'un tratto divenne buio.

Pov's Ginevra

Arrivammo in questa casa, abbastanza inquietante, Filippo mi teneva per mano, non so perché mi sembrava strano, più del solito ovviamente, mi mancava Benjamin. Entrammo nella villetta e un odore di chiuso mi entrò nelle narici. Era buia e fredda, continuavo a chiedere a Filippo perché fossimo qua ma lui continuava a ridacchiare e a guardarmi. Ci sedemmo su una poltrona lì all'ingresso e Filippo disse <Ti devo presentare una persona.> In quel momento entrò nella sala una ragazza alta, con i capelli biondo platino corti, aveva un top bianco abbinato a degli short sempre bianchi, le calze a rete e degli stivali neri alti. Si avvicinò a me e il suo sguardo mi congelò. Aveva gli occhi di ghiaccio. <Io sono Serena Olivieri, sarà un piacere averti qua con me per un po'.>

Guardai Filippo confusa e lui urlò <Max vieni anche tu a salutarla>

Mi si gelò il sangue perché solo in quel momento realizzai cosa mi stesse succedendo. La figura alta e possente di Max si fece strada tra la penombra e attraversò la sala illuminata in parte. Il ciuffo nero gli ricadeva davanti alla faccia lasciando nascosti i suoi occhi verdi. Persi un battito. Si avvicinò a me e mi si inchinò davanti. Scosse la testa per spostare il ciuffo lasciando vedere i suoi occhi. Era diverso da come me lo ricordavo, aveva una cicatrice grande che partiva dall'occhio sinistro e finiva all'angolo della bocca. Mi prese la mano, rabbrividii al contatto, se la portò davanti alla bocca e gli diede un bacio.

<Sei sempre bellissima. Io ti avrei voluto solo per me, ma qualcuno è venuto a farci compagnia e io detesto le visite indesiderate.> disse lui. Mi lasciò la mano e si sollevò <Portalo qua Serena...> continuò...

Un bellissimo stronzoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora