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Vediamo un gruppo affollato quando entriamo nell'aeroporto di Venezia e capiamo che quello è proprio il gruppo di ragazzi con cui dovrò passare l'intera settimana.

«mancavate soltanto voi due. Dov'eravate finiti?» parlano due in tono severo. Si assomigliano e credo proprio che siano  gemelli.

«abbiamo perso tempo con le valige» ma non mi stanno più ad ascoltare. È il loro turno per parlare.

«Ciao a tutti. Siamo Spencer e Toby e saremo le vostre guide per questa settimana qui a Venezia. Se avete bisogno per qualsiasi cosa non vergognatevi ma domandate pure»

«Qualcuno ha qualche domanda?» continua Spencer.

«io direi di far rispettare le regole ai signorini che sono arrivati in ritardo. Mi sono spaccato la schiena per arrivare qui puntale» un ragazzo fra la folla prende la parola. Il suo ghigno mi fa innervosire.

«povero piccolo, se vuoi ti aiuto a portare le valige» mi sento audace.

«oh non sapevo che qui potessero venire anche i bambini» dice sbadatamente.

«bambini con un cervello più grande del tuo» non controbatte, ha perso.

Lascio tutti basiti e non osa parlare più nessuno.
Il silenzio regna fra noi e a spezzarlo però è Toby. «salite sul bus, non perdiamo altro tempo» tutti si affrettano a salire compresi me e Luke.

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Dopo circa un'ora di viaggio finalmente arriviamo a destinazione. L'albergo è un quattro stelle, definirlo lussuoso è un eufemismo.

La stanza è il doppio della mia. È troppo lussuosa per i miei gusti. Lucas si metterebbe a ridere se mi vedesse in questa stanza. Non lo vedo da stamattina e già mi manca. Però forse è proprio il momento per voltare pagina, dovrei lasciarlo andare.

Guardo Luke, è un bellissimo ragazzo ma non mi va di avventurarmi, non ne ho proprio voglia.

«Ragazzi la cena è quasi pronta, noi vi aspettiamo giù in sala» ci informano due ragazze spalancando la porta.

«mi hanno insegnato che prima di fare irruzione in una camera di conosciuti si deve bussare la porta, sapete?» superiorità portami via.

«si, hai ragione, scusaci tanto»rispondono le bionde.«non ci siamo ancora presentate siamo Hanna e Alison» non le avevo chiesto di presentarsi ma credo che Luke abbia gradito.

«Hola chicas. Lasciate stare la mia amica» risponde Luke buttandomi un cuscino sulla faccia. Imbecille. Vede due bionde e si imbambola. Maschi.

«e voi sareste?» non hanno capito che non voglio fare amicizia.

Mi alzo di scatto «piacere, io mi chiamo "fatevi gli affari vostri, non disturbate. Ciao"»

«un po' lunghino come nome» dice la stupida bionda, credo proprio che sia Hanna. Sbatto violentemente la porta e Luke mi guarda sbalordito.

«come ti è saltato in mente? Quelle bionde strafighe erano qui e tu le hai spaventate a morte» piagnucola Luke.

«puoi anche accomodarti fuori, non è un problema»

«smettila. Sto bene qui con te, non me ne vado»

«prima o poi tutti se ne vanno»

Gold liesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora