VIOLET'S POV
Per l'intero viaggio non ho osato parlare. Non avevo voglia di intraprendere una conversazione, non sono molto brava in questo. Anzi non sono affatto brava in niente.
Cameron mi ha scrutato per tutti e quindici minuti passati in quella dannata imbarcazione ma ha evidentemente capito che non avevo voglia di parlare.
Ho apprezzato il fatto che non lui mi abbia chiesto per la milionesima volta se io stessi bene.
Io non merito la sua compagnia.
Lui merita di meglio.
Ho promesso a Lucas che non mi sarei mai affezionata a Cameron.E invece te ne stai innamorando.
E invece, eccomi qui in compagnia di Cameron a Murano, l'isola del vetro artistico.
Ovviamente con noi ci sono due guardie del corpo, hanno evitato di indossare abbigliamento esclusivamente nero per non destare sospetti e hanno optato per dei semplici pantaloncini e camice hawaiane.Cameron indossa una maglietta a maniche corte di colore blu chiaro, pantaloncini neri della freddy e le blazer bianche.
E per non farsi riconoscere ha indossato un paio di rayban e un capellino nero.
Lui si che è il mago dei travestimenti. Lo riconosceranno in un batter d'occhio, è impossibile non accorgersene.«sei piuttosto silenziosa» in effetti ha proprio ragione. Sono abbastanza taciturna. È la mia natura, dovrebbe abituarsi. Ha conosciuto una Violet che non era la Violet di sempre. Dovrei smontare questa messa in scena ma mancano pochi giorni e non posso farlo, devo resistere.
«disse il ragazzo dei travestimenti» tento di cambiare il discorso. Ho buone possibilità di farcela ma il ragazzo non demorde.
«disse la ragazza silenziosa che non mi ha ancora rivolto la parola in maniera da..»
«pazza psicopatica intendi? Cerco di contenermi, siamo in un logo pubblico. Se inizio a fare la pazza squilibrata la gente inizierebbe a fare domande e il signorino dovrebbe giustificare il motivo per il quale passeggia con una pazza nevrotica. E tu non vuoi questo, giusto?» dico tutto d'un fiato.
L'ho decisamente spiazzato.«beh non intendevo dire che sei una pazza furiosa ne tanto meno squilibrata o nevrotica. Perché ti descrivi in questo modo? C'è qualcosa che non va?» devi stare zitto, in silenzio.
Come non detto. Arriva alla domanda "c'è qualcosa che non va". Pessima mossa.
Deve smetterla di farmi domande di questo genere. Cosa vuoi sapere di preciso Dallas? No, non sto bene. Ma poi mi chiederesti perché e beh li sarebbe un bel problemino.«io sto bene. Alla grande, non vedi?» inizio a saltellare come una bambina da una parte all'altra della strada. Le guardie del corpo mi guardano e iniziano a ridere ma provano a nasconderlo.
«sei riuscita a farli ridere. Mi complimento miledy. In cinque anni che li conosco hanno riso solamente al mio compleanno ed era pure un sorriso forzato quindi...» si inchina come gli uomini di un tempo. Mi fa uno strano effetto parlare con un ragazzo che non sia Lucas. Mi sento a mio agio e non è il solito ricco sbruffone. Infondo è un bravo ragazzo.
«quale onore milord, così mi fa arrossire» dico in tono teatrale ma in realtà ci è riuscito. Riesce a mettermi in imbarazzo in un nano secondo. È incredibile la situazione che si viene a creare tra di noi.
Continuiamo a camminare fianco a fianco e nessuna fan l'ha riconosciuto, davvero strano. Io lo riconoscerei tra mille.
Ma sei in hotel non l'hai riconosciuto...
Lui continua a guardarmi e a sorridere.
Forse ho qualcosa in faccia, meglio controllare. Inizio a toccarmi la faccia ma non riesco a capire cosa possa avere.«perché ti tocchi la faccia?» si deve fare gli affari suoi.
«perché mi fissi?» controbatto ma non serve a niente.
CAMERON'S POV
«ho promesso di non rinunciare ai piaceri della vita e tu sei uno di questi» è così bella che non mi stanco mai di guardarla. Ha la faccia corrucciata e la cosa la rende ancora più buffa ed adorabile.
Amico riprenditi. Stai perdendo il controllo per la pazza!
Non ho perso il controllo. Io sono Cameron Dallas e non perdo mai il controllo tanto meno in questo momento.
Le hai appena detto ' ho promesso di non rinunciare ai piaceri della vita e tu sei uno di questi' o l'hai già dimenticato?
Forse hai ragione, mi sono fatto prendere un po' la mano. Ma lei non dirà nulla, l'ho spiazzata.
Continua a guardarmi perplessa, l'ho lasciata interdetta e non sa come reagire. Strano fino ad ora non ha mai reagito in questo modo.
Ho come l'impressione che si stia trattenendo nel svagarsi. Fino a ieri sera brillava luminosa in quella hall e invece adesso è come se non fosse qui con me ma in un altro mondo lontano chilometri di distanza dalla terra.Le miei guardie mi tengono sottocchio e non mi lasciano stare in pace neanche per un secondo. Devo liberarmene anche se è per poco.
«Violet devi andare in bagno giusto?» spero che capisca al volo ma la sua faccia mi fa capire il contrario.
«ma se ci sono stata due ore fa, non sono una bambina» brontola come se lo fosse ma lei nega di esserlo. È così dolce quando inizia a negare la palese evidenza che a me non dispiace.
«si, ma a te scappa la pipì, infatti qui c'è un bagno e ci andiamo» sottolineo la parola 'andiamo' e lei in tutta risposta mi dà una sberla.
«Michael, Stuart non c'è bisogno che entriate anche voi. Ci penso io a lei» la prendo dal braccio e la faccio entrare di forza nel locale.
Continua a maledirmi ad alta voce e a darmi piccolo pugni sull'addome.«smettila di trascinarmi nel bagno con te. Non hai buone intenzioni ma possiamo parlarne Dallas, non ti credevo così...»
«furbo? Furbo è l'aggettivo perfetto che stavi cercando» nel frattempo chiudo la porta a chiave del bagno.
«coglione. Coglione è l'aggettivo adatto» dice seria e prova ad aprire la porta ma la serratura sembra proprio che si sia bloccata.
«oh mio dio! Moriremo tutti» inizia ad urlare. Siamo rimasti solamente rinchiusi in un mini bagno non è mica scoppiata la terza guerra mondiale.
«non agitarti, sei per caso claustro...»
«non sono claustrofobica. Ma odio stare nei luoghi piccoli» inizia a tamburellare sulla parete ma in maniera molto leggere come se non volesse chiedere aiuto.
Devo escogitare qualcosa, qualsiasi cosa.
Violet senza crearsi tanti problemi cosa che avrebbero fatto altre ragazze, si siede sulla tavolozza prima di scaricare la sua ira su di me.VIOLET'S POV
«perché? Dico solo perché?» ride a crepapelle come se avessi detto qualcosa di divertente.
Devo uscire da questo maledetto bagno.
Non riesco a rimanere un altro minuto qui.
Mi fa rivivere l'esperienza di stare nuovamente rinchiusa in ospedale e non è una bellissima sensazione.Alzo lo sguardo e noto sopra la testa di Cameron, il quale tenta una via di fuga provando a sfondare la porta, una finestrella.
È abbastanza grande potremmo uscire da lì.«ho un piano Dallas» dico col sorriso sulle labbra. Provo a fare la spavalda ma non lo sono affatto. La ragazza sicura di sé, ma non lo sono, anzi sono tutto il contrario.
«Cullen sorprendimi» dice avvicinandosi sempre di più. Dei brividi iniziano a percorrermi la schiena, brutto, bruttissimo segno.
«alza gli occhi scemo» detto questo alza lo sguardo interrogativo. Possibile che non ci arrivi.
«e tu vorresti uscire da quel buco?»
«innanzitutto non è un buco» puntualizzo, «e poi se ti spaventi puoi sempre chiamare le tue guardie» non è molto convinto. Ha un'espressione sbalordita, non si aspettava una simile proposta.
«io non mi spavento» ribatte con aria da saputello.
«fifone» gli faccio la linguaccia, il suo sguardo è più rilassato. Sorride.
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Gold lies
FanfictionQuesta non è una semplice storia come le altre. Non ci sono né bad boy né la solita ragazzina bruttina che guarda caso in realtà è la più bella del mondo. Questa storia è particolare e allo stesso tempo intrigante. Violet una quindicenne fragile, i...